La Squadra

GERVINHO: "Champions difficile ma ce la giochiamo. Garcia? ci capiamo al volo"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-09-2014 - Ore 14:00

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GERVINHO:

L’avevo visto due o tre volte quando era all’Arsenal, ma è solo quando si gioca al suo fianco che ti rendi conto dell’assoluto mostro che è. Se fosse stato più cinico, Gervinho sarebbe stato ai livelli di Cristiano Ronaldo”. Queste erano le parole di Francesco Totti in cui elogiava Gervinho in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ nel mese di Gennaio. Al tempo, anche se l’apporto dell’ivoriano al gioco della Roma era evidente, il suo numero di gol si poteva contare con le dita di una sola mano.

Continuando sullo stessa linea, pochi mesi dopo la positiva conclusione della stagione 2013/2014 che lo ha visto aumentare il numero di goal e assist, rispettivamente a 9 e 10, il nativo di Abidjan ha migliorato significativamente la sua capacità realizzativa.

Dopo aver realizzato 2 delle 4 reti messe a segno dalla Costa d’Avorio durante l’ultimo Mondiale, Gervais Yao Kouassi – il suo nome completo – ha continuato sullo stesso solco in questa stagione.

Il 27enne fresco di rinnovo, ha rilasciato un’intervista al portale delle Federazione Internazionale, dove ha parlato del Mondiale passato, le possibilità di gloria della sua Roma in questa stagione e le prospettive della sua nazionale dopo il ritiro di Didier Drogba.

Gervinho, a giudicare dalle tue ultime prestazioni, l’uscita precoce delle Costa d’Avorio dal Mondiale non sembra aver danneggiato le tue motivazioni…
Beh, ci ho messo un po’ di tempo per accettare il fatto che eravamo stati eliminati. Eravamo intenzionati a qualificarci per gli ottavi, ma purtroppo abbiamo subito un rigore all’ultimo minuto nella sfida che la Grecia ha vinto per 2-1 – un risultato che ci ha impedito di andare avanti.
Abbiamo cercato di mettere i nostri sentimenti di delusione alle spalle andando in vacanza con le nostre famiglie, ma non era facile. Ora le cose vanno meglio. Mi sono concentrato sul raggiungimento di nuovi obiettivi per il mio club e per il mio paese. Ci sono le qualificazioni per la Coppa d’Africa, e la mia seconda stagione con la Roma, dove mi sento a mio agio e per cui vorrei giocare in futuro.

Tu sei stato molto chiaro sul fatto che Rudi Garcia, un uomo che tu conosci molto bene, ha giocato un ruolo chiave per il tuo arrivo a Roma e aiutarti ad ambientarti. Quanto è stato importante per il successo della Roma?
E’ amato dai tifosi della Roma, così come lo è da chiunque dentro e vicino al club.  E’ stato in grado di trasmettere le sue idee di gioco in maniera efficace, basandolo sul possesso del pallone per più tempo possibile. Tutti i giocatori acquistati rientravano nei suoi piani, e i risultati sono arrivati. Personalmente, l’ho conosciuto nel 2007, quando ero a Le Mans. Ho anche giocato con lui a Lille nel 2009, e poi ci siamo riuniti quando sono venuto a giocare nella Roma nella passata stagione. Riassumendo, ci conosciamo molto bene. Capisco cosa pensa e lui cosa penso io.

La Roma è stata molto attiva durante il mercato estivo, acquistando Emanuelson, Iturbe, Ashley Cole e Manolas. E’ lo scudetto l’obiettivo principale della stagione?
Abbiamo sicuramente fatto qualche buon affare in questa sessione di mercato. Ora siamo competitivi in ogni ruolo, che è una buona notizia, ma siamo impegnati in molte competizioni quest’anno. E, guardando indietro, c’era forse qualche mancanza di profondità che ci è costato il titolo nella passata stagione. Ora, tutto è possibile

Le squadre italiani non hanno brillato in competizioni europee nelle ultime stagioni. La qualità della Serie A è molto differente rispetto a quella, per esempio, della Premier League?
Ogni campionato ha le proprie caratteristiche e i propri tempi di gioco. Ho giocato in Ligue 1 e in Premier League, non mi sento di dire che il livello del campionato italiano sia sceso più di tanto. In realtà, la Serie A rimane una competizione molto attraente, come dimostra la scelta di alcuni grandi giocatori che durante l’estate hanno deciso di venire a giocare qui. Anche se alcuni club hanno lottato in Europa, stiamo lavorando duro per proiettare un’altra immagine del calcio italiano.

Il sorteggio della Champions League non è stato l’ideale per la Roma, dovendo affrontare Manchester City, Bayern Monaco e Cska Monaco. Hai sensazioni positive?
Naturalmente abbiamo alcune grandi squadre nel nostro gruppo, ma abbiamo le stesse chance delle altre tre squadre. Anche se sono passati quattro anni dall’ultima volta che abbiamo partecipato alla Champions League, nella nostra squadra abbiamo dei giocatori che hanno molta familiarità in questa competizione. Abbiamo il vantaggio della loro esperienza, siamo molto fiduciosi.

Dopo il ritiro di Didier Drogba, c’è lo stesso ottimismo in Nazionale?
Didier era il nostro capitano – ha dato un grande contributo alla Nazionale e lascerà un vuoto incolmabile. Per quanto mi riguarda, sono orgoglioso e felice di aver giocato vicino a lui. Ma ora lui se n’è andato, e noi dobbiamo andare avanti. Abbiamo alcune sfide importanti che stanno per arrivare, comprese quelle di qualificazione alla Coppa d’Africa e il torneo stesso nel mese di gennaio. Ci dobbiamo concentrare.

Quando pensi al Mondiale della Costa d’Avorio, cosa credi che sia andato storto?
Ci aspettavamo di superare il nostro gruppo, e di battere la Grecia nell’ultima partita. Alla fine, non c’è stato molto da fare – un rigore negli ultimi secondi ci ha buttato fuori. E’ arrivato tutto da una serie di piccoli errori per cui siamo tutti responsabili, ci sono costati cari. Devo ammettere che l’ho presa piuttosto male. La Coppa del Mondo è stata molto importante per me e il mio paese, ci ha lasciato con tanti rimpianti.

Credi che la Costa d’Avorio sia caduta dal piedistallo?
Nonostante il fallimento in Brasile, la qualità dei nostri giocatori non è in dubbio. Per me, la miglior nazionale africana è ancora la Costa d’Avorio.

Fonte: FIFA.COM

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