La Squadra

Gervinho: Sono un po' indietro fisicamente. Garcia sa stimolare i calciatori. Totti? Un onore giocare con lui" (FOTO)

condividi su facebook condividi su twitter Di: Vincenzo Nastasi 28-08-2013 - Ore 16:12

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Gervinho: Sono un po' indietro fisicamente. Garcia sa stimolare i calciatori. Totti? Un onore giocare con lui

Gervinho si presenta ufficialmente alla stampa. A partire dalle 14, allo Stadio Olimpico, il nuovo acquisto giallorosso incontrerà i giornalisti.

 

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Italo Zanzi introduce Gervinho: "Oggi presentiamo un giocatore con molta esperienza in molti club e la sua Nazionale. Siamo fiduciosi che sarà un giocatore importante per noi. Gervinho, benvenuto alla Roma".

 

Inizia la conferenza stampa del Calciatore:

Che giudizio dai dell'attacco della Roma?
Ho avuto la possibilità di vedere la partita contro il Chelsea e si vedeva che c'era buona qualità. E' vero che abbiamo perso dei giocatori ma è arrivato un calciatore di grande qualità. Penso che faremo bene.

Conoscevi già Ljajic? Pensi che possa rubarti un po' di spazio?
Non lo conoscevo prima, ma penso che la Roma sia una grande squadra e credo che sia io che lui potremo dare un contributo a questo club.

Comce si è sviluppata la trattativa che ti ha portato qui? Sapevi che Garcia ti aveva chiesto?
Inizialmente ero contenti che lui potesse approdare a un grande club. Poi ci sono stati degli approcci e il club mi ha mostrato interesse. Conoscevo la Roma e ho proseguito nella trattativa. L'approccio al campo invece non mi ha riservato sorprese. Sapevo già quanto sono forti i miei compagni.

Come stai fisicamente? Perché non hai giocato a Livorno?
Fisicamente sono ancora indietro, ma Garcia lo sa e comunque non mi preoccupa perché la stagione è lunga. A Livorno è stata una scelta tecnica, ma comunque tutto ciò non mi preoccupa.

Cosa non ha funzionato a Londra? Cosa pensa di Totti?
Devo dire che mi ha fatto piacere giocare per due anni all'Arsenal. Avrei potuto fare meglio, ma ci sono stati anche degli aspetti positivi. Forse avevo bisogno di altro. Su Totti dico che lo guardavo già in tv quando ero in Africa e sapevo già che sarebbe stato un onore giocare con lui. 

Condivide il pensiero di Wenger che parlato di lei come di un calciatore che ha poca fiducia nei propri mezzi? Pensa di poter ritrovare questa fiducia con Garcia?
Wenger è un allenatore che rispetto e sono contento di aver giocato per lui. E' difficile commentare le sue parole. In questo caso non si deve parlare solo di fiducia, ma anche della possibilità di giocare più partite. Un allenatore deve essere bravo a stimolare la fiducia dei calciatori. Con Garcia la situazione è diversa, perché credo che lui abbia questa caratteristica.

E' la terza volta che giochi con Garcia. Che giudizio hai di questo tecnico?
Ho sempre avuto un bellissimo rapporto con lui. Penso che sia stato molto importante per la mia carriera: mi ha dato fiducia e mi ha fatto giocare sulla fascia per la prima volta. E' una persona intelligente, mi ha sempre aiutato anche fuori dal campo. Posso dire solo cose positive, tanto che anche quando ero all'Arsenal ci sentivamo spesso.

Preferisci giocare esterno o centravanti?
Le posizioni di attacco sono fungibili. Per me non c'è differenza, perché ho giocato in tutti i ruoli dell'attacco. Dipende sempre dalle scelte dell'allenatore, anche perché dipende sempre dalle scelte del tecnico. Io cerco sempre di mettere a disposizione del tecnico le mie qualità, che sono quelle di attaccare la profondità e la velocità.

Le sono state date delle garanzie sul suo impiego? Pensa di poter cominciare da subito a fare il titolare?
Sono venuto qui a Roma perché è un grande club e perché conoscevo l'allenatore, che è uno che dà fiducia ai giocatori. Nessuno mi ha dato garanzie sul mio impiego. Devo lavorare e conoscere l'allenatore non è un vantaggio. Lui è uno esigente e se giocherò o meno dipenderà solo dal mio impegno.

Domenica la Curva Sud sarà chiusa per razzismo. Tu vieni dall'Inghilterra. E' vero che è un paese multi-etnico? Ti dà fastidio che qui in Italia sia diverso?
Non è facile per i giocatori che vengono dall'Africa fronteggiare queste manifestazioni. Io spero che non succeda più, perché sono situazioni difficili per un giocatore. Spero che i tifosi che hanno manifestazioni razzisti prendano coscienza della gravità di questi atteggiamenti. Comunque c'è da dire che la Fifa sta lavorando su questo aspetto. Credo poi che le qualità personali siano altro: non conta se un calciatore è bianco o scuro.

Che obiettivi personali hai?
I miei obiettivi sono legati a quelli del club, quindi vincere titoli e ottenere risultati. La Roma è un club con grandi ambizioni, ed è un grande passo per la mia carriera. Penso che abbiamo le caratteristiche per fare bene.

Passare dall'Arsenal alla Roma è un passo indietro o di pari livello?
Il mio passaggio alla Roma è un passaggio in avanti nella mia carriera: ho lasciato un grande club per un altro grande club. Entrambi sono molto conosciuti. Si parla di campionati diversi e per la mia carriera è un passo importante.

Si è affermato al grande calcio con Garcia. Dopo tre anni l'ha trovato cambiato?
Lo vedo addirittura evoluto. E' migliorato e ha appreso cose nuove. Conoscevo i suoi metodi, qualcosa è cambiato ma in meglio. Credo che appartenga alla classe dei grandi allenatori. Ha sempre dato molto ai club per cui ha lavorato. Io credo che saprà onorare il suo contratto e dimostrare quanto vale.


 

Dal nostro inviato allo Stadio Olimpico - Vincenzo Nastasi

Fonte: Dal nostro inviato allo Stadio Olimpico - Vincenzo Nastasi

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