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Il Videogiocatore

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-01-2014 - Ore 20:08

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Il Videogiocatore

È l’uomo del momento in casa Roma, Yao Gervais Kouassi detto “Gervinho”. Rudi Garcia lo ha voluto alla Roma soprattutto per un motivo: “Nel calcio senza Gervinho in campo le occasioni non esistono, sono pochi gli interpreti che sanno muoversi negli spazi e in profondità come lui”. Ha messo ko la Juventus in Coppa Italia con un guizzo più da karateka che da calciatore: un tacco volante in mezza spaccata, quasi a ricordare l’acrobazia di Ryu del videogioco anni Novanta, Street Fighter. Che poi, a proposito di videogiochi, se c’è uno che ricorda il velocissimo Babangida di ISS Pro Evolution, personaggio “cult” per gli amanti della PlayStation, quello è proprio Gervinho. A voler esagerare, Gervinho è il primo esempio di videogiocatore: quando parte in progressione, sembra ci sia qualcuno altrove che con il joypad in mano tenga premuto il tasto della velocità.

Ma non è solo un funambolo fine a se stesso, è anche calciatore di sostanza e gol. È il capocannoniere della rosa: 6 reti totali, 5 in campionato, 1 in Coppa Italia. In poche parole, Gervinho così efficace non si era mai visto, nemmeno ai tempi del Lille quando, proprio sotto la direzione tecnica del suo mentore, aveva vinto un campionato ed era andato a segno 15 volte in Ligue1. Sia in fase difensiva che offensiva, il numero 27 è migliorato in tutto rispetto al passato. Uno del suo ruolo, infatti, non solo deve essere propositivo in avanti, ma deve saper aiutare pure in fase di contenimento.

Mettiamo il caso, ad esempio, delle palle recuperate: 96 nel Lille 2010-2011 (a torneo concluso), con una media di 2.74 a partita. 60 in questo inizio di stagione con la Roma, media di 3.53 a partita. L’ivoriano è migliorato anche sotto l’aspetto dei contrasti vinti: 17 in Francia (0.40 a partita), 15 in giallorosso (0.88 ogni match). È cresciuto il dato delle occasioni create grazie a sue iniziative: 46 con il Lille (1.31 a gara), 29 con la Roma (1.71 a gara). Se dal punto di vista realizzativo sembra più concreto lo Gervinho di Lille (0.43 gol a partita contro lo 0.29 di quest’anno), c’è da considerare che il campionato italiano è di difficoltà superiore, soprattutto per l’atteggiamento e l’aggressività delle difese avversarie. Inoltre, Gervinho è il giocatore della Serie A che ha effettuato più tiri su azioni di contropiede (9) e, con Denis e Immobile, è quello che ha segnato di più su ripartenze (3 gol). Facendo la media delle sue pagelle (tratte da La Gazzetta dello Sport), l’ivoriano ha i voti più alti rispetto ai suoi compagni di reparto che hanno superato i 1000 minuti di presenze. Totti, per via dell’infortunio, non ha ancora oltrepassato quella soglia. La media voto di Gervi è 6,41, maturata in 17 apparizioni e 1336 minuti. Meglio di Ljajic (6.05) e Florenzi (6.36), rispettivamente presenti per 1091 e 1127 minuti. Questo e tanto altro è stato Gervinho fino ad oggi: “Un giocatore raro”, per dirla con le parole di Garcia.

Tiziano Riccardi

Fonte: AS Roma Membership

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