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L’ANALISI di Parma-Roma: nel primo tempo fasce dominate dai ducali, ma il gol a inizio ripresa ha cambiato (ancora) tutto

condividi su facebook condividi su twitter Di: Vincenzo Nastasi 17-09-2013 - Ore 18:36

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L’ANALISI di Parma-Roma: nel primo tempo fasce dominate dai ducali, ma il gol a inizio ripresa ha cambiato (ancora) tutto

Non mi è piaciuto il primo tempo: sapevamo di dover gestire la partita e invece abbiamo lasciato troppa iniziativa agli esterni del Parma. Nella seconda frazione invece, con la testa concentrata solo sulla partita e senza pensieri al derby, siamo migliorati”. Ha sintetizzato così Rudi Garcia la gara con la quale la sua Roma ha conquistato la terza vittoria di fila nelle prime tre giornate.
Un’analisi lucida quella del tecnico giallorosso, che nel complimentarsi coi suoi, non ha lesinato qualche critica costruttiva. In realtà, a ben vedere infatti, la Roma non è partita benissimo in quel di Parma e il gol di Biabiany non è stato che la punta di un iceberg fatto di praterie lasciate lungo le fasce.
Troppo evanescenti Ljajic e Balzaretti per contrastare le sfuriate dell’esterno parmense, troppo impegnato nelle scorribande offensive Maicon (che comunque ha vigilato meglio del suo collega dall’altro lato). Ne è uscita fuori una gara difficile per tutti i giallorossi, col 
Il solito intervallo risolutore però ha cambiato tutto ancora una volta: deve succedere qualcosa di davvero alchemico nello spogliatoio giallorosso tra il primo e il secondo tempo, per consegnare, ogni volta, al terreno di gioco una squadra trasformataParma che difendeva con tutti gli effettivi, nella speranza di lanciare in contropiede l’estro di Cassano e la velocità di Biabiany, appunto.
Che siano le urla di Maicon (Sabatini dixit) o le spiegazioni di Garcia poco importa, perché, quando alla caparbia si aggiunge la fortuna di trovare dopo due minuti il pareggio, tutto diventa più facile.
Il gol di Florenzi ha tracciato uno spartiacque improvviso, che ha liberato le caratteristiche di tutti. Benatia ha sovrastato anche il collega Castan, mentre il terzetto composto da De Rossi, Pjanic e Strootman si è dimostrato sempre più solido. Capitan Futuro sembra ormai un giocatore rigenerato, il bosniaco deve aver trovato la sua dimensione, ma è l’olandese la vera rivelazione. Il profetico Sabatini lo aveva detto: “Sa sempre dove stare”. Un pensiero che sintetizza il concetto di un’analisi tattica che vede il centrocampista su punte di eccellenza.
Le note dolenti, che coincidono coi dubbi della vigilia, arrivano invece dal reparto offensivo. Totti e Florenzi sono due indiscutibili, ma è sul terzo (incomodo?) che bisogna lavorare. Ljajic è apparso fin troppo evanescente e fuori dagli schemi, Gervinho ancora troppo impegnato a dimostrare di saper saltare l’uomo in verticale (anche se il rigore che ha chiuso la partita è un colpo d’esperienza che mancava al repertorio giallorosso degli ultimi due anni).
Lo sguardo verso il derby (nel quale mancherà ancora Destro) è quindi carico (ma non del tutto) di fiducia: le serrande abbassate della stanza delle riunioni di Trigoria, al pari delle reti alzate intorno ai campi del Bernardini sono la garanzia che Garcia lavorerà sereno. Ai calciatori invece l’onere di dimostrare che, alla fine, dal 26 maggio si è potuto davvero imparare qualcosa.

Fonte: Dall'inivato a Parma - Vincenzo Nastasi

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