La Squadra

L’ANALISI di SAMPDORIA-ROMA, Giallorossi sempre più da secondo tempo. Il primato è frutto della normalità

condividi su facebook condividi su twitter Di: Vincenzo Nastasi 26-09-2013 - Ore 12:00

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L’ANALISI di SAMPDORIA-ROMA, Giallorossi sempre più da secondo tempo. Il primato è frutto della normalità

Nessuna novità, nessun ribaltone: la Roma è ancora “quella dei secondi tempi. La vittoria sulla Sampdoria consacra i giallorossi come prima potenza del campionato dopo cinque giornate, unica squadra ancora a punteggio pieno. Non era mai successo nella storia della Roma e per riuscirci non è bastata che un po’ di normalità. Nessun colpo ad effetto, né cambi di modulo in sequenza. “Siamo un diesel?” avrà pensato Garcia prima di schierare in campo la squadra che lo avrebbe potuto portare ad essere il primo allenatore giallorosso a riuscire nell’impresa. “E allora sia”, avrà concluso.
Già, perché al di là dei confronti e dei rimpianti, la Roma che da ieri sera è prima in solitaria in testa alla Serie A è una squadra diversa rispetto agli scorsi anni, finalmente stabile e non più avvitata su integralismi tattici e trasformismi d’avanguardia.
Era partita con un po’ di turn over dunque, a Marassi, confermando tutta la spina dorsale e ruotando solamente in attacco, dove Garcia aveva sistemato Gervinho, Marquinho e Borriello.

Abbiamo fatto forse il miglior primo tempo della stagione” dirà a risultato acquisito il tecnico in conferenza stampa, ma, come è ormai è tradizione, la prima parte di gara non riserva ai giallorossi troppe gioie. Molti tiri da fuori, poche conclusioni da distanza ravvicinata e una parata di De Sanctis alla mezz’ora non bastano a portare i giallorossi in vantaggio e anzi, l’infortunio di Maicon (sospetta lesione muscolare alla coscia, che sarà valutata oggi) getta più di un’ombra sulla prestazione romanista.
Ma nel secondo tempo (verrebbe da dire “ancora”) tutto è cambiato. Bompard (che poi nel secondo tempo si scambierà il ruolo con Garcia espulso) scende negli spogliatoi e dopo venti minuti dall’inizio della ripresa ecco il gol che spalanca le porte del paradiso. Benatia riceve un pallone al limite dell’area di rigore, dribbla tre avversari, cade a terra ma riesce a comunque calciare.  Non si sente il boato del settore ospiti (per la prima in trasferta dei non tesserati), perché in realtà non se ne accorge nessuno. Il braccio dell’arbitro puntato verso il centro del campo trae tutti in inganno, facendo pensare a una simulazione. Ma la corsa di Mehdi verso la panchina, che ha già sconfinato a centrocampo, libera finalmente la gioia: è 1-0.

L’ingresso di Totti un paio di minuti prima aveva già aggiunto un po’ di qualità, supportata dal 38’ dalla corsa di Florenzi (fuori Marquinho e Borriello).
E’ così che la Roma prende coraggio, anche se la ritrovata compattezza non evita qualche rischio. Fino al 44’, quando arriva anche il primo gol di Gervinho in maglia giallorossa. L’azione è da manuale di tattica: la Roma aspetta e riparte, Totti porta il pallone mentre Pjanic e l’ivoriano si smarcano ai lati. Il capitano premia il nuovo arrivato, che stavolta ricompensa tutti battendo Da Costa.
Il triplice fischio arriva dunque come una liberazione: la Roma è nella storia, la Samp di Delio Rossi sprofonda nella crisi.

Fonte: Dal nostro inviato a Genova - Vincenzo Nastasi

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