La Squadra

La forza del branco è il lupo, la forza del lupo è il branco

condividi su facebook condividi su twitter Di: Davide Aprilini 03-05-2016 - Ore 11:00

|
La forza del branco è il lupo, la forza del lupo è il branco

In natura, il branco di lupi è un gruppo organizzato socialmente e gerarchicamente. L'organizzazione e la sopravvivenza sono legati ad una strategia di gruppo tale da permettere che nessuno rimanga indietro. Il lupo alpha o capobranco, grazie alla sua forza, non solo fisica, ma anche psicologica, è in grado di soddisfare le esigenze del branco, di tenerlo unito, di proteggerlo, di scegliere i sistemi di difesa e le strategie di caccia, di stabilire la disposizione delle tane, di essere, in una parola sola, il leader. Questo è quanto si è visto ieri. La forza fisica e quella psicologica che si fondono all'interno di una squadra. Qualità trasmesse dal leader, anzi dai leader, perché ieri ne abbiamo visti due: Francesco Totti e Kevin Strootman. Ricordando però che dietro ogni leader c'è un gruppo formidabile.

KEVIN STROOTMAN – Si dice che un leader, all'interno di un branco, dopo un periodo di lunga assenza venga declassato e non più riconosciuto come tale. Ma lui no. Lui leader lo è stato sempre. Nonostante tutto quello che ha passato, da ben due anni ad oggi, la sua presenza non è mai mancata, l'appoggio ai compagni non è stato mai superficiale, le sue parole di conforto nei momenti difficili, la sua grinta e la sua voglia di aiutare la squadra sono fattori singolari che non sono mai mancati. E il branco ha fatto altrettanto nei suoi confronti. Il branco non lo ha mai lasciato indietro, lo ha aspettato, trepidante fino al brivido di gioia e fino all'emozione provata nel rivederlo finalmente in campo, dal primo minuto... per 90 minuti. Un'escalation che lo ha visto partire con cautela, annusare il terreno, compagni e avversari, stabilire che il centrocampo è il suo quartier generale e che dalle sue parti nulla sarebbe passato e tutto sarebbe cominciato. Kevin Strootman nella partita contro il Genoa ha toccato una quantità industriale di palloni, tutti gestiti perfettamente senza mai perdere lucidità. Gradualmente Kevin sbracciava sempre di più, guardava i compagni e gli dava indicazioni senza alcun timore ma con la consapevolezza che questa Roma ha bisogno di lui e che il branco lo aspettava per riacquistare una ferocia agonistica tale da non cedere nemmeno quando tutto sembrava perduto.

FRANCESCO TOTTI – E partendo proprio da dove tutto sembra perduto, gli anziani all'interno del branco vengono detronizzati per lasciare il posto alla potenza e alla freschezza dei lupi alpha pronti a immolarsi per la sopravvivenza del gruppo. Ma gli anziani mettono al servizio della società, quindi del branco, l'intelligenza e il carisma di chi in quasi quarant'anni di vita ne ha passate, viste, perse, pareggiate vinte di tutti i colori. E allora l'anziano ha la capacità di rallentare il tempo, guardare negli occhi i compagni e fare il proprio ingresso sul terreno di caccia. Francesco Totti è entrato in campo e diventa padrone dei punti strategici di gioco, fino al momento dell'affondo. La palla è ferma fuori dall'area di rigore, proprio dove un anziano sa che non ci sono da fare troppi ragionamenti, è il momento di dare una lezione ai più giovani. E' l'istante in cui tutti noi abbiamo ululato, anzi... abbiamo proprio urlato, gridato, scalciato, saltato ed esultato. Un attimo di follia nel vedere il nostro Capitano far riemergere ancora una volta l'intero branco e riaccedere la luce lì dove si era appena spenta.

IL BRANCO – E' qui che non va dimenticato però che se la forza del branco è il lupo, la forza del lupo è proprio il branco. Perché ieri, nonostante qualche sbavatura di troppo contro un avversario fortissimo, cui la classifica non rende giustizia, nessuno del branco ha mai mollato un momento, nessuno ha mai tirato indietro la gamba. E allora ci si accorge che dietro alla gioia e alla contemplazione degli idoli, degli eroi e dei capobranco, c'è un gruppo formidabile che ha fame di vittorie. Tra la ferocia di Kevin Strootman e l'onnipotenza del Capitano si colloca lo sguardo truce di Antonio Rudiger, il sacrificio di De Rossi, la prestanza di Manolas, la professionalità di Maicon, la corsa di Digne, l'agonismo spietato di Radja Nainggolan, la classe cristallina di El Shaarawy e Perotti, le profetiche sentenze di Salah, fino ad arrivare al 94' a colui che non poteva passare in ombra e che la sua zampata anche oggi la doveva far sentire: Wojciech Szczesny. Glaciale e impassibile ha fiutato il pericolo e si è mosso prima di tutti, prima dei compagni e prima del nemico, per chiudere lo specchio e proteggere la tana dall'assalto finale, per consentire ancora al branco di respirare e far sentire la propria presenza a chi, per la corsa al secondo posto ha ancora il destino fra le proprie mani.

Ma ci sono anche lupi alpha, fondamentali, vitali e sempre benvenuti, che in momenti come quelli di ieri passano in secondo piano. E' qui che silente e maestoso si colloca Luciano Spalletti, impeccabile nella lettura della battaglia, impeccabile nella gestione tecnica del capitano e nella scelta di far tornare parte attiva del branco quel Kevin Strootman che finalmente è ritornato.

E allora forza! Come un vecchio lupo testaccino insegna proprio in queste ore oltre manica: "Provateci fino in fondo e credeteci sempre!".

Fonte: DAVIDE APRILINI - INSIDEROMA.COM

Hai apprezzato questo articolo?
Puoi sostenere Insideroma aderendo al progetto di crowdfunding!

Partecipa!

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom