La Squadra

La Roma il vero Everest del Barcellona

condividi su facebook condividi su twitter Di: Davide Aprilini 17-09-2015 - Ore 10:41

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La Roma il vero Everest del Barcellona

Rudi Garcia in conferenza stampa pre-partita aveva parlato che davanti alla Roma si poneva un Everest da scalare. Ebbene, la Roma non lo ha scalato del tutto ma in cima ci è arrivata lo stesso. Chi, forse, non si aspettava una Roma così era Luis Enrique e i 65.000 dello Stadio Olimpico. Il clima di rassegnazione generale che circondava la vigilia della gara era quantomai diffusa e l'avversario sembrava dovesse banchettare con una 'rometta' scialba e destinata a fare la parte dell'agnello sacrificale.

LA FORTEZZA GIALLOROSSA - Così non è stato, la prestazione collettiva della Roma è stata impressionante. Una Roma che ha tenuto botta per 90 minuti alla squadra più forte nel mondo, con quei fenomeni in attacco che fanno paura a qualsiasi retroguardia al mondo. La fortezza eretta dagli uomini di Garcia davanti l'area di rigore è stata impenetrabile, o quasi. L'arbitro Kuipers non vede il fallo, o non giudica falloso, il pestone di Leo Messi su Digne, che libera Rakitic al cross per la testa di Luis Suarez in fuorigioco. Due irregolarità che regalano il vantaggio blaugrana.

LA REAZIONE - Breccia nelle mura è stata fatta! Veniva certamente da pensare; oltremodo si riaffacciavano gli spettri della catastrofica prestazione contro il Bayern Monaco 11 mesi fa. La partita dei giallorossi invece è stata coriacea, compatta e costante. Le ripartenze di Mohamed Salah hanno letteralmente terrorizzato la retroguardia catalana, messa in salvo solo dalla poca lucidità sotto porta che inevitabilmente si affaccia quando semini gli avversari per 50-60 metri di campo. E poi la prodezza balistica, e se vogliamo anche divina, di Alessandro Florenzi ha contribuito a rendere amara la serata dei campeones.

IL VERO EVEREST – Sottolineando ancora quanto fosse il margine iniziale, sulla carta, tra le compagini in campo, la Roma il suo compito lo ha fatto. Ha costretto il Barcellona ad un possesso palla sterile, che in non molte occasioni ha portato alla conclusione nello specchio della porta. Un Barcellona che ha scoperto nella Roma il vero Everest della gara. Gli spazi non si aprivano, Szczesny ha messo una toppa quando serviva, Manolas e Rudiger sempre attenti non hanno lasciato spazio ai marziani in attacco, Digne e Florenzi attentissimi sulle fascce, nonostante lo scomodo compito di tamponare le scorribande catalane sulle corsie laterali e poi lo splendido filtro di centrocampo costruito da De Rossi, Keita e Nainggolan hanno garantito la quantità e l'intensità giusta per mettere in difficoltà la manovra del Barcellona.

UN PUNTO PREZIOSISSIMO - Tutti abbiamo tremato quando una sventagliata in piena area di rigore, a tempo ormai scaduto ha portato Jordi Alba e Neymar a tu per tu con De Sanctis, che viene scavalcato da un tocco sotto su cui è provvidenziale l'intervento di Manolas. Al fischio finale del distratto Kuipers, l'Everest il Barcellona non lo ha scalato. Non vi sono state vittime sacrificali e la Roma ha contenuto un avversario straordinario conquistando un punto preziosissimo che le altre squadre del girone difficilmente otterranno, speriamo. Ora, senza esaltarsi e senza montarsi la testa, come facilmente accade in una piazza come Roma, umiltà e sacrificio andranno mantenute intatte, visto che ci sono ancora 5 gare da disputare per centrare l'obiettivo: gli Ottavi di Finale.  

Fonte: Davide Aprilini - InsideRoma.com

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