La Squadra

La Roma mette la quinta

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-09-2013 - Ore 18:00

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La Roma mette la quinta

Massimo De CaridiLa squadra di Rudi Garcia supera anche la Sampdoria dell’ostico Delio Rossi grazie alla pazienza ed alla grinta che il mister francese sta trasmettendo ai suoi giocatori. I giallorossi partono sempre con un ritmo non altissimo ma sono altrettanto compatti e non lasciano mai spazio alle iniziative ed ai contropiedi avversari. Rispetto a pochi mesi fa, la Roma pare vivere in una realtà parallela. Prima si attendeva il momento in cui l’avversario avrebbe colpito la retroguardia romanista, spesso imprecisa e disattenta. Oggi questo problema sembra esser, se non risolto, almeno tamponato alla grande.

 

Il merito è certamente di Garcia, che ha dato un’impostazione difensiva molto più accorta di quella degli ultimi 2 anni ma anche dei nuovi arrivati. De Sanctis, a Marassi, ha ricevuto il primo vero tiro in porta della stagione e solo grazie ad un retropassaggio errato di Borriello, rispondendo con una gran parata salva-risultato; Maicon mostra i muscoli e la classe che mancavano da anni in quella zona del campo e speriamo che il suo infortunio sia meno grave del previsto; in ultimo c’è Mehdi Benatia. Il giocatore marocchino è stato preso per dare solidità ed esperienza ad un reparto che per anni è sembrato un colabrodo. L’ex difensore dell’Udinese ha risposto in maniera molto autorevole e non sta facendo rimpiangere assolutamente Marcos, anzi accanto a lui anche Castan sta migliorando molto. La partita di ieri di Benatia è da incorniciare: in fase difensiva è sembrato un vero e proprio muro insuperabile decidendo poi di prendersi la libertà di recuperare palla, scambiare con un paio di compagni, arrivare al limite dell’area di rigore, subire fallo da Gastaldello, continuare l’azione da terra e tirare in porta di sinistro a giro. Se non è un capolavoro questo gol, poco ci manca. Visto l’infortunio di Maicon al 34’ del primo tempo ed il conseguente cambio, con Dodò al suo posto ma con Balzaretti spostato a destra, la Roma ha avuto una risorsa fondamentale in meno in fase di impostazione e la manovra giallorossa è stata condizionata anche dalla non eccezionale giornata di Strootman. A questo punto, solo Pjanic cercava di dare qualche pallone buono ai 3 attaccanti, che nell’occasione erano un volenteroso ma non efficace Borriello, al posto di Totti, un funambolico e moto perpetuo Gervinho e un fumoso e nervoso Marquinho, sembrato un pesce fuor d’acqua in questa Roma.

 

Sino all’ingresso di capitan Totti gli uomini di Garcia, espulso a metà primo tempo per proteste, avevano difeso senza mai rischiare ma non erano stati particolarmente pericolosi dalle parti di Da Costa. Unico brivido per i tifosi giallorossi presenti a Genova è stato il tiro di Gabbiadini su assist involontario di Borriello, permettendo a De Sanctis di sporcare i guanti per la prima volta in 5 gare. In avanti la Roma aveva prodotto una bella azione sulla fascia destra, con Maicon che aveva servito un buon pallone a Borriello, il quale a sua volta lo aveva scaricato per Marquinho, che aveva tentato di tirare di sinistro a giro, mandando il pallone in gradinata nord. Altra interessante azione è quella che ha visto protagonista Maicon, che ha chiesto ed ottenuto una paio di sponde in area di rigore con Borriello e poi davanti a Da Costa, pressato da un difensore blucerchiato, ha appoggiato la sfera proprio tra le braccia dell’estremo difensore doriano.

 

Nel secondo tempo, la Roma non parte alla carica come avvenuto nel derby di 3 giorni prima ma continua a giocare al gatto col topo con la Sampdoria. Dopo un quarto d’ora della ripresa, entra Francesco Totti, la luce che è mancata alla Roma fino a quel momento. Di lì a poco arriva il vantaggio romanista grazie alla splendida iniziativa personale di Benatia. In altre annate e con altri allenatori, sarebbe stata una mezz’ora di sofferenza, di continui attacchi avversari con i giallorossi sempre in balia delle iniziative altrui. Stavolta la Roma è di ben altra pasta: non si limita ad uno sterile tiqui taca e non cerca verticalizzazione ad ogni costo; se è necessario, la palla finisce in tribuna ed il recupero del pallone è frutto di concentrazione, determinazione e raddoppi su ogni possessore di palla avversario.

 

In queste condizioni, Totti ha spazi infiniti e mostra la sua classe in ogni circostanza e se ne giova tutta la squadra. L’esempio più bello è nell’azione del secondo gol: Pjanic recupera palla a centrocampo, serve il capitano e si sovrappone sulla destra, creando superiorità numerica con Gervinho a sinistra e contro due soli difensori della Samp. Questa è la dimostrazione di come tutti giochino per il bene della squadra e lo attesta proprio il bosniaco, capace di cose meravigliose col pallone tra i piedi ma spesso criticato quando ne è privo. Qui fa due cose in un’azione che permettono ai compagni di andare in rete.

Garcia sta facendo un grande lavoro sulla squadra e con la Sampdoria ha anche fatto capire anche a chi solitamente non è un titolare come Borriello e Marquinho, che se ci si impegna si viene premiati. Adesso bisogna pensare solo alla gara col Bologna, un obiettivo alla volta, come dice il tecnico giallorosso. 

 

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