La Squadra

Le Pagelle del 2015

condividi su facebook condividi su twitter Di: Paolo Valenti 27-12-2015 - Ore 12:51

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Le Pagelle del 2015

Mentre giocatori e staff tecnico stanno scaricando le scorie psicofisiche di una prima parte di stagione che ad agosto si immaginava meno complicata; mentre Sabatini e il suo entourage continuano nella perenne ricerca del prossimo prospetto di giocatore sul quale scontare future plusvalenze; mentre il presidente Pallotta insegue da Boston la realizzazione del sogno stadio, il primo quadrimestre dell’anno è passato in archivio. E sul registro di classe, oltre a presenze, note (ammonizioni) e sospensioni (squalifiche), fanno capolino i primi giudizi che aspirano alla riconferma (quelli positivi) o necessitano della seconda parte dell’anno per essere ribaltati (ovviamente i negativi). Da Szczesny a Gervinho, da Manolas a Sadiq, vediamo le prime valutazioni degli alunni giallorossi.
Szczesny – Sceso a Trigoria per un anno di Erasmus, il portiere proveniente da Londra ha cominciato molto bene prima di incappare in un infortunio che, al rientro in campo, ne ha minato sicurezza e rendimento. Dopo l’imbarcata del Camp Nou, dove peraltro è stato tra i meno negativi, ha gradualmente risalito la china, mostrando doti di agilità e sfrontatezza basilari nel suo delicato ruolo. Se imparerà a diluire i cali di concentrazione, che sembrano essere il suo tallone d’Achille, potrà regalare qualche punto extra alla squadra e rientrare alla base con un buon credito verso Wenger. Voto 6,5
FlorenziHa arato la fascia destra partendo da qualsiasi posizione. Terzino, mediano o ala poco importa: sacrificio, senso tattico e piede educato ne fanno una risorsa irrinunciabile. In logico calo nelle ultime partite, aveva bisogno più degli altri di queste vacanze per rifiatare e ripartire col piede giusto. Gli Europei lo aspettano con un ruolo da protagonista nello scacchiere azzurro. Voto 7,5
ManolasUna colonna dorica. Per fortuna c’è sempre, unico elemento della rosa a non aver subito l’andamento oscillante della squadra: potente, veloce, determinato, riesce ad arginare la sua esuberanza fisica evitando, così, ammonizioni e squalifiche che metterebbero in difficoltà il già precario equilibrio difensivo. Se continua così, a fine stagione Sabatini dovrà scegliere tra l’ennesima plusvalenza e il consolidamento dell’assetto di base della squadra. Voto 7,5
Rudiger – All’inizio è stato difficile capire perché Lowe lo tenga in considerazione e perché Castan si accomodi sempre in panchina. Povero tecnicamente, compensa la lacuna con doti fisiche non comuni e un senso pratico che, seppur antiestetico, ne limita la possibilità di combinare pasticci nelle situazioni difficili. L’impronta teutonica gli consente di non patire più di tanto i veleni della critica. Secondo quadrimestre per lui determinante per dimostrare di non essere solo un player di prospettiva. Voto 6-
Digne – Appena arrivato, il paggetto francese ha dimostrato subito doti tecniche e di corsa ideali per fluidificare il gioco sulla fascia che fu di un suo illustre concittadino a inizio secolo. Fattosi vieppiù attento alla fase di copertura per evidenti indicazioni tattiche, vedremo alla ripresa del campionato come sarà chiamato a interpretare il ruolo. Avrebbe bisogno di un back up che gli consenta ogni tanto di riposare per non cadere nell’abuso delle sue qualità di resistenza. Voto 6,5     

Pjanic – Il piccolo principe lucida i suoi punti di forza ma rimane al palo nelle aree di miglioramento, vittima di uno schema, il 4-3-3, che già ai tempi di Zeman si era capito non essergli congeniale. Tecnicamente sopraffino, è determinante sui calci piazzati, non come trascinatore della squadra, di cui non riesce a prendere le redini nei momenti di difficoltà. Paga, probabilmente, l’equivoco tattico di cui è vittima: trequartista nel dna, viene utilizzato sulla linea mediana per le qualità di corsa che lo contraddistinguono e la necessità di costruire gioco anche in mezzo al campo perdendo, così, la possibilità di essere decisivo nelle fasi di finalizzazione. Voto 7

De Rossi – In una squadra che non ha fatto dell’equilibrio il suo tratto distintivo, in questi primi mesi DDR ha fornito prestazioni improntate alla saggezza tattica che esperienza e doti innate gli suggeriscono. Sempre disponibile alle esigenze del collettivo, difensore all’occorrenza, dà quella copertura aggiuntiva a Manolas e Rudiger indispensabile per tamponare le falle di una fase difensiva spesso disastrosa. Appoggio prezioso per difensori in affanno nella costruzione del gioco, desta qualche perplessità una condizione fisica che lo vede incapace di accelerazioni e allunghi che, in situazioni di recupero, rischia di fargli collezionare qualche cartellino di troppo. Voto 6,5

Nainggolan – Primo quadrimestre col botto per il centrocampista belga. Eccellente per impegno, efficacia, voglia di combattere. Sradica palloni in qualsiasi parte del campo, proponendosi quando può anche in zona tiro. In lieve calo nelle ultime prestazioni, per lui vale il discorso fatto per Florenzi: vacanze di Natale indispensabili per ricaricare le batterie. Voto 7,5
Salah – Fino al derby, insieme a Gervinho, la boccata d’ossigeno delle trame offensive giallorosse. Veloce e infaticabile come l’ivoriano, rispetto al quale possiede un bagaglio tecnico decisamente superiore. Fondamentale il suo pieno recupero fisico dopo l’infortunio alla caviglia per dare soluzioni d’attacco efficaci alla squadra. Voto 6,5
DzekoIl giudizio meno lusinghiero della prima parte della stagione tocca al gigante di Sarajevo, che paga un incastro di situazioni che giocano tutte a suo sfavore: gli schemi di Garcia, che non prevedono la necessità di ricorrere a un centravanti d’area, l’ambientamento nel nuovo campionato, la crisi di gioco della squadra. L’espulsione contro il Genoa ne certifica lo stato di frustrazione. Non essendo un brocco, e non mancando di disponibilità al sacrificio, potrà uscire da questa situazione con lavoro e pazienza. Voto 5
Gervinho – Sembrava ormai perso alla causa, dopo lo sbandamento euforico seguito alla vittoria della Coppa d’Africa. Gli intrecci di mercato e la fiducia cieca di Garcia l’hanno riportato in carreggiata e lui, la freccia nera, è tornato ad essere determinante per gli sbocchi offensivi di una Roma che, nonostante l’arrivo di Dzeko, non sa vedersi lontana dalle sue indecifrabili progressioni. Voto 6,5
De Sanctis – Ha dimostrato, all’occorrenza, che lui ancora c’è. Dodicesimo (forse qualcosa in più) affidabilissimo. Voto 6,5
Torosidis – Finora la sua peggior stagione nella capitale. Paga oltremodo qualche infortunio di troppo e la conseguente mancanza di continuità d’impiego in campo. Voto 5
Maicon – Capace ancora di brillare di qualche sprazzo del campione che è stato. Usurato, il suo utilizzo è ormai funzione di parametri diversi dal suo valore. Voto 5
Castan – Quattro presenze tra campionato e Coppa Italia non hanno chiarito se la Roma può ancora puntare su di lui. Voto 6
Keita – Valutazione simile a quella fatta per Maicon, anche se dal punto di vista fisico probabilmente può dare qualche garanzia in più. Voto 5
Vainqueur – Ricambio per i tre ruoli del centrocampo, anche se è evidente la predilezione per la posizione centrale. Tende naturalmente a giocare a due tocchi ma avrebbe bisogno che i compagni facessero più movimenti per ottimizzare le sue qualità. Poche apparizioni, comunque, per poter capire di che pasta è fatto. Voto 6-
Iago Falque – Inizia bene l’anno, poi i problemi al ginocchio e la china discendente della squadra ne condizionano pesantemente il rendimento. Se torna ad essere quello di Genova è una risorsa importante. Voto 5,5
Iturbe – La cessione al Bournemouth ne certifica l’impossibilità di ambientarsi a Roma nonostante la fiducia incondizionata che gli ha garantito Sabatini. Si vedrà in Inghilterra (ma è il suo calcio?) se il vero Iturbe è più prossimo all’Arena o al Colosseo. Voto 4,5
Sadiq – Il giovane attaccante nigeriano viene buttato nella mischia da Garcia per risolvere situazioni complicate. E’ già questo un elemento di valutazione positivo, considerando la scarsa attitudine del tecnico francese ad avvalersi del contributo degli under 21. Fisico ancora da formare, chiude col primo gol in Serie A l’ultima partita dell’anno. Da coltivare con equilibrio e attenzione. Voto 6+
Totti – Pochi minuti collezionati prima dell’infortunio che l’ha cancellato dai taccuini domenicali di giornalisti e tifosi. Il Totti 2015-16 è ancora tutto da scoprire. Soprattutto alla ripresa, la Roma avrà ancora una volta bisogno di lui. Non valutabile.

Palmieri, Gyomber, UcanPresenze rarefatte, impossibili da stimare.

Garcia – Difficile fare considerazioni sul lavoro di questi primi quattro mesi, che hanno riflesso all’inizio il buon gioco del primo anno a Roma e, dalla trasferta di Barcellona in avanti, le penose prestazioni del girone di ritorno 2014-15. In mezzo la costante di una squadra incapace di trovare un equilibrio tra le due fasi di gioco, sempre in bilico tra caterve di gol (fatti e subiti) e sterilità assoluta, che rendono la Roma di metà stagione un’incompiuta a livello di risultati e identità di gioco. È qui che il tecnico francese dovrà giocarsi la sua reputazione. Ma sarà ancora lui il condottiero di questa squadra? Voto 6-

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