La Squadra

PRIMA CONFERENZA SPALLETTI. Baldissoni: "Bentornato!". Spalletti: "Allenare la Roma è bellissimo. Bisogna fare punti e partire subito forte, sennò si va a casa"

condividi su facebook condividi su twitter Di: Chiara Barberis 16-01-2016 - Ore 15:00

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PRIMA CONFERENZA SPALLETTI. Baldissoni:

Oggi alle ore 15.00 il nuovo tecnico della A.S. Roma Luciano Spalletti, incontrerà i giornalisti nella sala stampa del centro sportivo "Fulvio Bernardini", per la prima conferenza stampa nella società. 

Domani, domenica 17 gennaio, la sua squadra si scontrerà contro il Verona alle ore 15.00 all'Olimpico. E' presente anche Baldissoni, per presentare l'allenatore.

Qui di seguito le parole del nuovo mister giallorosso: 

Baldissoni: "Il cambio dell'allenatore è sempre testimone di qualcosa che non funzionava, ma nel contempo della convinzione che si possa far meglio ed essere competitivi per gli alti livelli. Ringrazio ancora Rudi Garcia. Saluto Luciano Spalletti che ha fatto molte cose buone qui a Roma. Bentornato Luciano alla Roma". 

Dopo tre giorni di lavoro conferma le buone impressioni avute all'inizio?


Sono tornato qua perchè so quanto è bello allenare questa squadra in questa città. Ovviamente con tante cose nuove create a Trigoria, ci vorrà del tempo. Posso mettere qualcosa in più sopra al buono che ho trovato. Sono ragazzi attentissimi e hanno voglia di fare. So che qualcuno sia giustamente dispiaciuto per Garcia. 

Ha lavorato più sulla testa o più sulla tattica?

La testa è importante e nella preparazione di un calciatore bisogna tener conto anche di quello che c'è fuori dal campo nella vita di ognuno di loro. 

È una giornata fra passato presente e futuro. Dopo questi sei anni e quattro mesi cosa l’ha emozionata di più?

Tornare qua e vedere l’ambiente che mi è mancato. Conoscere le tante persone nuove del team. La Roma che ho trovato è buona, ma siamo un po’ in ritardo, dobbiamo partire forte, non c’è altra strada, dobbiamo subito sterzare e riappropriarci delle qualità che abbiamo. Da domani mi aspetto subito la stoffa e i colori di questa squadra.

Sette punti dalla testa della classifica. Cos’ha detto ai giocatori? Basta il terzo posto?

Pensavo non mi faceste questa domanda (ride). Per ora mi posso basare sulla prima settimana di lavoro, se la squadra riesce a cambiare rapidamente e a darsi da fare, se non ci sarà questo sarà difficile che avvenga il resto.

Dove vede Florenzi? Pjanic regista? Gervinho può essere importante anche per lei?

Florenzi per me può cambiare più ruoli per cui sarà un problema decidere. Il nostro è un calcio di livello, perché ci sono meno rigidità sui modi di stare in campo nel calcio italiano oggi. Il nostro calcio si è elevato grazie ad allenatori abili e giocatori più totali e più di squadra. E’ una elasticità che ci avvicina al calcio europeo, più piacevole anche per chi segue questo sport.

Da quando se n’è andato la Roma ha cambiato sette allenatori. I presupposti che la portarono a dimettersi sono ancora qui?

Sono tornato per dimettermi? (ride). Sono venuto qui perché allenare la Roma è bellissimo, il resto è tutto cancellato. Per me è tutto nuovo. Me l’hanno chiesto tre tifosi speciali a cui non potevo dire di no, i miei figli.

Ha parlato con Walter Sabatini?

Io intanto devo conoscere bene questi calciatori. E mi sembra di essere anche già in ritardo. Sabatini è un grandissimo dirigente sportivo e se li ha scelti, delle qualità ce le hanno. Ovviamente poi ci sarà un confronto.

Quale regalo porta a fine stagione a Pallotta? Che ruolo avrà Totti, che lei già conosce?

A Pallotta gli porto una magliettina della curva, più grande di quella che aveva, perché sarebbe segno che la Roma è cresciuta. A Francesco ho dato tutto quello che avevo. È stato il primo calciatore che ho incontrato. Per il suo contratto, non c’entro io, devono parlare lui e Pallotta. Non posso andare ad influenzare quello che dev’essere il rapporto diretto fra loro due.

4-2-3-1 sarà il futuro della Roma di Spalletti?

Nello scorso contesto lo adottai perché avevo degli interpreti che ci si adattavano bene. Ma la soluzione è aprire, assorbire, conoscere. Ho appreso cose nuove, per quanto quel modulo abbia fatto cose meravigliose. Se non si provano subito si va a casa.

Come ha fatto Pallotta in 24 ore a Miami a toglierle i dubbi che aveva?

A me faceva piacere allenare la Roma, per cui è stato facile da subito. La distanza di Pallotta non importa. Lui ha una passione sfrenata per questa squadra, ve lo dico io perché ho visto come gira per casa. Che amore c’è in questa città per questa squadra. Francesco ha sicuramente trasferito quello che è per lui tutto questo. Ora c’è solo da fare punti. In fretta.

Come ha trovato la squadra dal punto di vista tattico? Come ha trovato Castan?

Garcia ha fatto un buon lavoro, perché la squadra ha lavorato bene in periodi splendidi. Voglio cambiare qualcosa, ovviamente, ma l’obiettivo è farla diventare una squadra con una continuità, che sia più brava dell’avversario. Ormai è un calcio più aperto, meno rigido. Una squadra forte è fatta da un centrocampo fantastico. E noi lo abbiamo. Il 90% delle cose passa da lì. Io sono tranquillo anche perché Strootman sta migliorando rapidamente. Leo sta bene. “Vedrà che prestazione faccio se gioco domani”, mi ha detto. Lui si è allenato bene in questi giorni.

Chi è il playmaker della Roma? Rudiger è difensore centrale o terzino destro?

Ne abbiamo 4: Pjanic, De Rossi, Willy (Vainquer), Strootman lo sanno fare. Sanno prendere in mano le redini. Sono giocatori che sanno interpretare bene. Si sanno sostituire nei ruoli ed è importante. Io non sono un grande allenatore ma conosco grandi allenatori che mi hanno fatto l’in bocca al lupo. Per esempio Carlo Ancelotti. Rudiger sa fare il terzo centrale.

Che idea si è fatto della vicenda della curva sud? Si sente di mandare un messaggio?

È un dispiacere che ti fa male al cuore. Se lo pensi quando c’è stato il periodo di successi e lo stadio era pieno, fa male. Ci vuole una grande squadra, perché ora c’è da fare una grande risalita. Davanti abbiamo squadre difficili. Per cui ci vuole una grande squadra, una grande società, un allenatore che faccia meno danni possibili. Ci vuole una curva che ruggisce, che magari canti un inno prezioso come “Grazie Roma”. Ora mi devono sostenere perché abbiamo bisogno anche di loro. Per me la Sud domani è piena.

Ha pensato che ci possano essere confronti?

Non ci ho pensato, ma non me ne preoccupo. Ho sempre giocato in squadre in cui la punta doveva centrare sul primo palo. Ora abbiamo anche un giocatore che sa andare sul secondo palo. Prima avevamo solo Francesco. Se mi avessero chiesto che centravanti volevo? Io avrei preso Dzeko.

Oltre a Totti trova Lobont e De Rossi. Come ha trovato Daniele?

Ci ho parlato. Daniele diventa fondamentale nell’idea di gioco che ho, perché ha esperienza e qualità. È un giocatore a cui posso chiedere più cose perché le sa interpretare tutte bene. Ha dato la sua disponibilità.   

DALLA NOSTRA INVIATA A TRIGORIA CHIARA BARBERIS

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