La Squadra

Lo stile Juventus serve (soprattutto) quando si perde

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-01-2014 - Ore 14:46

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Lo stile Juventus serve (soprattutto) quando si perde

Riavvolgiamo le pellicola al post partita di Juventus-Roma 3-0: dopo le dichiarazioni al veleno di Francesco Totti, le reazione in campo di De Rossi e la sfuriata (quantomeno, concedetecelo, senza senso) di De Sanctis il fronte in casa Juventus era uno e trino. “Parla il campo, come sempre, e chi vince ha ragione“, questo il concetto fatto trapelare dai protagonisti del post partita, dall’allenatore Antonio Conte ai luogotenenti Bonucci e Barzagli.

Torniamo adesso al post partita di Roma-Juventus 1-0: ai microfoni Rai l’allenatore della Juventus, anche se chiaramente stuzzicato e portato sull’argomento dai giornalisti in studio, parla del gol di Peluso (regolare, a detta del mister, guardando i replay), mentre Buffon ha abbandonato il campo di gioco, infuriato, prima della fine del match. Le due immagini stridono e non poco: sbandierare lo “stile Juve” vuol dire coerenza, prima di tutto, e riconoscimento dei meriti degli avversari.

Inutile stare a sindacare sulla formazione iniziale: tutti sapevano (Conte compreso) che Garcia avrebbe messo la formazione titolare o giù di lì (Torosidis e Nainggolan sono stati comunque ricambi all’altezza di Dodo’ e Pjanic) per quella che secondo il francese era “la partita della settimana“, mentre l’allenatore della Juventus ha scelto la solita linea da Coppa Italia, ossia far giocare le seconde linee indipendentemente dalla partita, per cementare il gruppo. Quindi fiducia agli Storari, ai Peluso, agli Isla, ai Giovinco, ai Quagliarella: una scelta di coerenza, anche una dimostrazione di forza se vogliamo, ma contro la Roma di quest’anno non basta, punto. Se entri in campo con determinati uomini puoi pensare di giocartela, ma non certo di vincerla, tantomeno di imporre il tuo gioco: non è un problema, la Coppa Italia non è l’obiettivo primario della stagione, e così la pensa (quasi) ogni tifoso bianconero.

Il problema arriva quando, dopo aver sbandierato lo “stile Juve” in lungo e in largo nelle vittorie di questi 3 anni, abbandoni prima il campo di gioco o ti lamenti nel post partita: ve lo immaginate un Alessandro Del Piero abbandonare il campo in segno di protesta per gli errori arbitrali, un Marcello Lippi lamentarsi degli arbitraggi, l’Avvocato Agnelli parlare di “Giakartone“? Questa squadra ha ancora molto da imparare, e deve ricordarsi del suo passato, tanto nelle vittorie quanto nelle sconfitte: fa bene Buffon a dire che “gli arbitraggi sono le scuse dei mediocri“, ma non può poi, neanche una settimana dopo, abbandonare il campo dopo una rimessa laterale non fischiata.

Lo stile Juventus serve (soprattutto) a mantenere dignità nella sconfitta: è quello che ti porta da essere capitano ad essere Capitano, da essere allenatore ad essere Allenatore, da essere presidente ad essere Presidente. Questa Juventus deve fare adesso il passo più difficile: appropriarsi di quello stile calpestato, ingiuriato e stuprato da Calciopoli e farlo proprio, per fare la storia non soltanto con i numeri.

Fonte: maidirecalcio.com

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