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MARINO: "Metro, parco e cubature: non voglio altre ferite aperte nella città"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-08-2014 - Ore 15:32

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MARINO:

«L’ho detto chiaramente a Jim (James Pallotta, ndr): non voglio altre ferite aperte nella città, quindi i lavori devono svolgersi simultaneamente, rispettando una tempistica precisa, lo stadio e le infrastrutture, tutto deve essere pronto per l’estate del 2017». A New York, all’angolo tra la quattordicesima e la nona, al quarto piano dell’Apple store building, il sindaco di Roma Ignazio Marino ha appena concluso l’incontro con il presidente della Roma, James Pallotta. «Abbiamo ottenuto molti risultati, più soldi, ed esattamente sessanta milioni in più, meno cubature (centomila metri cubi, ndr) e la metropolitana, che da Eur Magliana si diramerà verso Tor Di Valle, oltre al ponte pedonale e a un parco meraviglioso, anch’esso videosorvegliato metro per metro, in modo che sia sicuro e a disposizione dei cittadini. La soddisfazione è duplice: perché questo lavoro rappresenta sì un sogno per i tifosi ma anche una straordinaria iniezione per l’economia della città. Ecco, è una vittoria dei cittadini e non solamente dei sostenitori giallorossi».

Marino la soddisfazione è lecita ma, sa, a Roma siamo abituati agli annunci e meno ai fatti…
«Allora si può dire che è finito il tempo delle amministrazioni che facevano annunci ed è giunto il momento di chi realizza ciò che ha annunciato. L’ho detto chiaramente anche poco fa, questa non è la fine della storia ma l’inizio, e su questo fronte il lavoro non si deve fermare mai: entro il 31 agosto mi porteranno il piano di fattibilità e il bilancio preciso per il prolungamento della metropolitana in modo che io possa riunire la giunta e valutare l’“interesse pubblico”. In ogni caso, anche Pallotta sostiene che tutto deve essere pronto per il novantesimo anniversario della fondazione della Roma, giugno 2017».

Quanto vale questa partita ?
«Un miliardo e mezzo, tra investimenti e indotto. Oggi è venuto alla riunione, per incontrarci, il presidente della “Aeg”, la più grande industria d’intrattenimento del pianeta: vogliono sfruttare l’area per organizzare festival e concerti, a settembre ci vedremo a Roma».

Ha lette le polemiche degli ambientalisti?
«Sì, posso solamente rispondere che il parco che costruiremo sarà un gioiello, più grande di Villa Borghese. Che creeremo tremila posti di lavoro temporanei nei cantieri e altri tremila definitivi nella struttura. Che daremo alla città il prolungamento della metropolitana, e un ponte pedonale sul Tevere. E che non ci saranno tempistiche diverse: i lavori per lo stadio e quelli per le infrastrutture partiranno, e si concluderanno, simultaneamente. Ecco, anche questo ho detto chiaramente nella riunione: non voglio neanche un giorno di ritardo».

Sindaco, scusi: per lo stadio della Lazio ci sono novità?
«Ai tifosi della Lazio posso dire solamente che il Campidoglio vuole aprire ai privati anche nel settore degli stadi… Ma vorrei dire un’altra cosa, ai romani tutti: questo è un giorno importante per la Roma, certamente, ma lo è soprattutto per i cittadini, tutti. È una vittoria di Roma perché la miglioriamo, non solo per i tifosi ma per tutti».

Fonte: CORRIERE.IT - CAPPONI

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