La Squadra

Pallotta parla di stadio anche in America. Rassicurati i tifosi...del New England!

condividi su facebook condividi su twitter Di: Vincenzo Nastasi 18-08-2013 - Ore 19:00

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Pallotta parla di stadio anche in America. Rassicurati i tifosi...del New England!

James Pallotta parla di stadio anche in America. Stavolta l'interlocutore però non è la stampa italiana inviata negli States, bensì Bob Kfraft, finanziere statunitense che gestisce (proprio come il businessman che detiene il pacchetto di maggioranza della Roma) la quota maggioritaria dei New England Revolution, squadra dell'omonima regione dello stato del Massachussets, che da anni gioca le proprie partite casalinghe di Mls a Foxborough, una città a circa 50 chilometri da Boston.
La storia della squadra del nord est americano è simile a quella dei giallorossi. Da due anni i tifosi aspettano che venga costruito un nuovo impianto che possa chiudere l'esperienza al Gillette Stadium di Foxborough (da circa 70,000 posti) in favore di una soluzione più vicina alle esigenze dei supporters. Proprio come la Roma quindi, i New England, tramite il presidente operativo Brian Bilello, hanno fornito, due anni fa, un mandato ad alcuni advisors, incaricati del compito di reperire un luogo dove poter edificare l'impianto.
Diverse le aree prese in considerazione (Fall River e South Shore erano due fra le più papabili) e simile all'esperienza giallorossa è stata anche la tempistica, con la società americana che aveva posto la data di presentazione del progetto in un range tra agosto e settembre di quest'anno (anche se negli States sono convinti, con crescente scetticismo, che prima di novembre non se ne farà nulla). È per questo che molti tifosi del New England sono rimasti favorevolmente stupiti quando Brian Straus, giornalista di Sports Illustrated, ha pubblicato un tweet in cui il “bostoniano” James Pallotta (che secondo la stampa americana avrebbe intrattenuto una conversazione con numero uno dei New England)  rassicurava tutti sul progetto. «Il Gillette Stadium – ha detto il presidente giallorosso – non funziona e loro lo sanno. Potenzialmente Somerville, nel Massachussets, è il luogo al quale stanno pensando per edificare uno stadio da 20,000 posti o qualcosa del genere. E credo che lo faranno».
Tutto torna quindi, considerando che Somerville è una roccaforte del tifo della squadra americana, un'idea in linea con molti dei claim che la nuova proprietà ha studiato per la città di Roma. Rassicurati i tifosi americani, non resta ora che fornire qualche elemento in più a quelli italiani. Come detto, tra agosto e settembre è stata posta la deadline per presentare, assieme al manager Parnasi (che si occupa della costruzione) e all'architetto Dan Meis, tutti i dati relativi al progetto definitivo di Tor di Valle. Il termine sta per scadere, ma il lavoro procede alacremente.
La dirigenza giallorossa ha infatti dovuto fronteggiare ben due cambi di amministrazione (Comune e Regione), che sono gli enti preposti ad approvare le modifiche al Piano Regolatore, necessarie per dare il via ai lavori. Una rete di contatti da tessere nuovamente dunque, ma che ormai – questo è quanto si respira nei corridoi di Trigoria – è stata definitivamente gettata.

Fonte: Vincenzo Nastasi - Insideroma.com

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