La Squadra

Roma accoglie Garcia: " Nessuno ha più fame di noi"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-06-2013 - Ore 16:00

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Roma accoglie Garcia:

(ansa) Dopo l'approccio soft a New York, ecco quello ravvicinato con Roma. Rudi Garcia è pronto a sbarcare nella Capitale per cominciare la sua nuova avventura in giallorosso. Domattina il tecnico francese farà il suo ingresso nel centro sportivo di Trigoria, accolto dalla dirigenza al gran completo. Ci saranno tutti, dal Ceo Zanzi all'ad Fenucci, passando per il ds Sabatini, l'uomo che ha convinto il presidente Pallotta ad affidare la bollente panchina romanista al 49enne di Nemours. Il lavoro di Garcia a Roma, forse non a caso, prenderà il via nello stesso giorno scelto dal club per lanciare la campagna pubblicitaria legata agli abbonamenti che avrà come slogan «Nessuno ha più fame di noi». Il messaggio, dopo due anni di digiuno, ha l'obiettivo di ricompattare società, squadra e tifosi (che comunque hanno già sottoscritto oltre 15mila tessere). «Hungry for Glory», affamati di vittoria, sarà quindi il motto che accompagnerà la stagione della Roma, mentre la campagna pubblicitaria mostrerà un branco di lupi che entrano in campo, pronti a sbranare gli avversari. Il capobranco ovviamente sarà Rudi Garcia, ex tecnico del Lille che per la prima volta in carriera (sia da giocatore sia da allenatore) proverà a marcare il territorio fuori dai confini francesi. Il suo approccio però resterà lo stesso. «I valori che difendo sono il lavoro, che è la chiave di ogni successo, e poi il rispetto, l'educazione e l'umiltà» ha infatti sempre dichiarato come biglietto da visita. E alla guida della Roma difficilmente cambierà modus operandi. «Quando arrivi in una squadra, i giocatori ti esaminano in base a tre criteri: la tua onestà, le tue competenze e la tua leadership - sottolineò nel 2011 all'indomani della vittoria della Ligue1 - Ho fatto il giocatore e so come funziona. Penso che la qualità principale sia la voglia di vincere. In Francia sono stato spesso accusato di essere ambizioso, mi hanno dato anche del carrierista. Ma basta guardare il mio curriculum: ho passato cinque anni a Digione...(in Ligue2, ndr)». Insomma, di gavetta ne ha fatta abbastanza per imparare che «il calcio è uno sport in cui le individualità hanno la loro importanza, ma bisogna essere sempre al servizio del collettivo». Soprattutto, è indispensabile remare tutti nella stessa direzione. Per questo a Roma non ripeterà lo sbaglio commesso alla sua prima stagione al Lille. «Il primo anno ero molto isolato. Il mio errore è stato quello di relazionarmi poco col presidente, con cui invece deve esserci uno stretto binomio. Non deve esserci differenza di vedute perchè se i giocatori bussano alla porta di un'altra persona e ascoltano un discorso diverso non può funzionare». Ecco perchè domani Garcia, non appena arriverà a Trigoria, farà il punto della situazione con la dirigenza, programmando mercato (Sabatini ripartirà poi per Milano anche per definire le comproprietà), presentazione alla stampa (prevista per mercoledì), date del ritiro e organizzazione della tournee negli Stati Uniti (i giallorossi sono stati scelti per giocare il 31 luglio a Kansas City l'All Star Game della Major League Soccer). Giovedì, quindi, salirà nuovamente sull'aereo per tenere una conferenza di commiato a Lille per saluterà città e tifosi dei "mastini". A Roma lo aspettano i lupi.

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