La Squadra

Roma oltranzista, il futuro di Garcia in bilico tra Luis Enrique e Zeman

condividi su facebook condividi su twitter Di: Davide Aprilini 08-12-2015 - Ore 11:45

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Roma oltranzista, il futuro di Garcia in bilico tra Luis Enrique e Zeman

DAVIDE APRILINI - "LUIS ENRIQUE RESTA" - La nuova era americana della Roma iniziò, calcisticamente parlando, la stagione 2011/2012. Sulla panchina sedeva l'esordiente assoluto Luis Enrique, l'asturiano proveniente dalla cantera del Barcellona fu scelto all'epoca da Franco Baldini e Walter Sabatini. Quella Roma così affascinante ed esotica fu costruita in fretta e furia, ma con scarni risultati. L'eliminazione con lo Slovan Bratislava nei preliminari di Europa League fu solo l'inizio. Perché la Roma, allo scadere di quella stagione terminò, per la prima volta dopo 15 anni fuori dalle competizioni europee, al settimo posto. L'andamento altalenante tra casa e trasferta ed una rosa non all'altezza delle aspettative pre-stagionali alimentarono il malumore dell'ambiente, che di tutta risposta si spezzò in due. Sostenitori di Luis Enrique da una parte e nuova rivoluzione dall'altra. Tale spaccatura si diffuse già dalle terribili sconfitte di Febbraio contro il Cagliari 2-4, l'Atalanta per 1-4 e il Siena 0-1. Nel mese di Aprile la situazione si aggravò nel momento in cui divenne chiaro a tutti che matematicamente la Roma si stava brutalmente allontanando dal terzo posto la sua estromissione dalle coppe divenne presto un incubo non così lontano. All'epoca la commistione dirigenziale Baldini-Sabatini portò solamente il primo dei due ad esporsi costantemente al pubblico, l'ormai ex dirigente giallorosso difese a spada tratta Luis Enrique: "Fin quando sarò autorizzato a prendere delle decisioni, sarà una scelta solo sua restare o andare via. E se la proprietà americana, che ha in mano il mio contratto, mi autorizzerà, Luis Enrique sarà l'allenatore della Roma anche l'anno prossimo". L'asturiano, supportato dalla società, riuscì a terminare la stagione, culminata con l'inutile vittoria nella trasferta di Cesena per 3-2. Rassegnò le dimissioni, "esausto e stressato".

CAMBIO DI ROTTA IN 7 GIORNI, L'ESONERO ZEMAN – Con un nuovo mercato, l'assenza dalle coppe continentali e l'euforia dell'ambiente per il ritorno di Zeman, tutti pronosticarono un facile ingresso della Roma in Champions, unica, tra le altre cose, antagonista della Juventus per la lotta al titolo. I risultati però non arrivarono, dopo la 16a giornata la Roma di Zeman era quinta in classifica a -9 dalla Juventus e -2 dalla zona Champions League. La situazione si aggravò notevolmente tra Gennaio e Febbraio. Il 27 Gennaio i giallorossi vennero fermati per 3-3 dal Bologna. Nel day-after, Walter Sabatini commentò: "L'esonero non è necessario, abbiamo tutti parlato a fondo con Zeman e siamo totalmente soddisfatti. Combatteremo le nostre battaglie". Poche settimane dopo la Roma perse altri punti. Sconfitta dal Cagliari, il 1° Febbraio 2013, con un sonoro 4-2 stavolta il day-after fu differente, alle 14.48 attraverso il proprio Sito Ufficiale «La AS Roma SpA comunica di aver sollevato il Signor Zdenek Zeman dall'incarico di allenatore della Prima Squadra. La società - informa il comunicato del club - ringrazia il signor Zeman e i suoi collaboratori per la professionalità e la dedizione con cui hanno svolto il loro lavoro. La squadra è stata temporaneamente affidata ad Aurelio Andreazzoli». La stagione terminò con un sesto posto, con la sconfitta nel derby di Coppa Italia e l'esclusione, ancora una volta, dall'Europa League

RUDI GARCIA, 7 GIORNI PER CONVINCERE TUTTI – Dopo due secondi posti e una sessione di mercato oculata, ma forse non abbastanza, la Roma di Rudi Garcia è chiamata ad essere ancora una volta protagonista in campionato. Lotta per il titoloe passaggio agli ottavi di finale diChampions League. Dopo un avvio di stagione incerto e altalenante con il quarto posto in classifica -5 dalla capolista Inter, la figuraccia europea di Borisov con la sconfitta contro il BATE per 3-2 e la seconda imbarcata dell'era Garcia contro il Barcellona per 6-1; il tutto condito da una qualità di gioco non soddisfacente, il futuro del tecnico di Nemour appare attualmente in bilico. Come per i suoi predecessori la linea apparentemente intrapresa dalla dirigenza è sempre la stessa: continuare fino alla fine. Se nel caso di Luis Enrique, la società scelse di continuare fino al termine della stagione, riuscendoci; per quanto riguarda il boemo, nonostante una linea difensiva (comunque esistita), la società non poté fare a meno di esonerarlo vista la gravità dei risultati e delle circostanze. Ad oggi, la situazione è imprevedibile, nonostante le parole di fiducia, forse di circostanza e dettate dal senso del dovere, da parte di Walter Sabatini: "Toglietevi dalla testa ogni idea su Rudi Garcia. Se affonda lui, affondiamo tutti insieme". Dicembre sarà un mese fondamentale, il ritorno contro il BATE Borisov e lo scontro diretto contro il Napoli al San Paolo saranno due sfide, apparentemente, cruciali per il francese che ha le chiave del proprio destino tra le mani: riuscire a guidare la Roma fino al termine dellastagione (per poi tirare le somme) o andare incontro, come accaduto, ad un cambio di rotta, non così impossibile, da parte della dirigenza, come accaduto per Zeman.

Fonte: DAVIDE APRILINI - INSIDEROMA.COM

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