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Roma, progetto Stadio coinvolto anche Libeskind

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-06-2014 - Ore 13:35

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Roma, progetto Stadio coinvolto anche Libeskind

Non ci sarà solo la firma dell'architetto Dan Meis nel progetto riguardante il nuovo stadio della Roma. Nella zona di Tor di Valle dove sarà costruito l'impianto giallorosso, infatti, sorgeranno anche tre grattacieli progettati da Daniel Libeskind, architetto di fama mondiale che vanta nel proprio portfolio opere come l'ampliamento Museo Ebraico di Berlino e la Freedom Tower e il Master Plan di Ground Zero a New York. Le torri, rivela Meis in un'intervista a Bloomberg, «saranno incluse nel 'business park' adiacente allo stadio». «Solitamente, ci vuole un anno per progettare una struttura come questa e poi circa due anni per costruirla - aggiunge parlando del progetto complessivo di Tor di Valle il cui studio di fattibilità è stato consegnato da pochi giorni al Comune - In questo caso, il processo è un pò più lungo a causa del cambiamento di proprietà e perchè non c'è solo lo stadio, ma uno sviluppo ad uso misto. Stiamo progettando il centro d'allenamento e il 'Roma Villagè, un luogo d'intrattenimento per tutti i giorni dell'anno con negozi e superstore della Nike». Assieme alla nuova casa della Roma, quindi, ci sarà «uno spazio polifunzionale per concerti ed eventi». «L'interno sarà flessibile, con una capacità di 52 mila posti», che però potrà essere modulato a seconda delle esigenze in modo tale da poter ospitare anche spettacoli dai 15 mila ai 45 mila spettatori. «Particolari problemi a causa della zona? Proprio accanto c'è il Tevere, c'è un problema di falda. L'intero stadio quindi sarà rialzato» sottolinea Meis prima di soffermarsi sulla questione 'Curva Sud': «È la sezione in cui si trovano gli ultrà della Roma, tifosi che vivono in un altro mondo, senza leggi». «Prima dell'inizio della partita si possono vedere razzi, fumogeni ed enormi bandiere. Non come in una partita di football americano! - confessa - Così, mentre un nuovo edificio offre moderne misure di sicurezza, è ancora necessario accogliere questo 'fan spirit'». «A loro non piace stare seduti - riconosce poi l'architetto riferendosi al comportamento dei tifosi romanisti - Potremmo sbarazzarci dei seggiolini. Da quando il progetto è stato annunciato, ho ricevuto centinaia di mail e commenti. Su cosa? I seggiolini. Se fosse per i tifosi, la Curva Sud sarebbe un unico gigantesco spazio. Ma le norme di sicurezza indicano che si deve avere un biglietto per posto a sedere. In caso contrario, sarebbero stipate 20 mila persone in uno spazio da 10 mila posti. Tuttavia, saranno felici di vedere che i sedili possono essere ripiegati se davvero non vorranno mai sedersi» conclude Meis.

Fonte: Ansa

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