La Squadra

Roma, Sonetti: "Quando De Rossi non si sente considerato ne soffre"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-07-2013 - Ore 20:45

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Roma, Sonetti:

Nedo Sonetti, allenatore di calcio ed ex calciatore, è intervenuto sulle frequenze di Centro Suono Sport 101.5 durante la trasmissione condotta da Marco Muscarà, Daniele Carboni e Roberto Rapaglià per fare il punto sul momento della Roma:

Mister, come le sembra la Roma dal di fuori con il nuovo mister?
"E' difficile poter dare un giudizio sui movimenti di gioco e sull'allenatore. Garcia si conosce ancora poco in Italia. Ha fatto bene all'estero, ma quando si viene in Italia tutto diventa più difficile. Poi c'è un giocatore determinante come De Rossi che non si sa se rimarrà o meno. E' complicato giudicare".

Le sarebbe piaciuto allenare De Rossi?
"De Rossi è un giocatore importante per qualsiasi squadra. E' polivalente: può fare il centrale in una difesa a 3, può fare la mezzala o il regista; è talmente particolare che in ogni squadra può far bene. Secondo me è un personaggio straordinario, ma a volte non
viene considerato per il suo effettivo valore e di questo, caratterialmente, ne soffre".

E su Osvaldo: cosa ne pensa?
"Bisogna ragionare attentamente: da un punto di vista tecnico è
importante, è stato anche in nazionale. Sul profilo comportamentale diventa difficile giudicare se non lo si conosce direttamente. Dal di fuori comunque sembra un soggetto difficile da gestire"

Quale squadra si è mossa meglio sul mercato italiano?
"La Juventus: si è mossa in anticipo prendendo giocatori fondamentali. Subito dopo arriva la Fiorentina: è una squadra interessante, godibile da vedere e curiosa".

Come vede le milanesi?
"La situazione economica in Italia è difficile. L'Inter deve cedere più della metà delle sue quote per poter intervenire sul mercato. Anche il Milan è in difficoltà su questo punto di vista. In tali situazioni si vede la caratura delle squadre che devono fare un mercato intelligente senza per forza dover spendere chissà quali cifre. Anche questa esterofilia che va tanto di moda adesso è imbarazzante".

Non c'è un'esterofilia esagerata nella ricerca dello stile di gioco?
"Si parla di modello Barcellona, modello Bayern Monaco. "Bisognerebbe prendere spunto dalla Nazionale: credo che Prandelli è una persona intelligente e ha costruito una nazionale fortissima: siamo inferiori solo al Brasile per titoli vinti. Germania e Spagna hanno vinto meno di noi. L'importante è non esasperare con questa filosofia del possesso palla".

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