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Roma: sorrisi nel secondo tempo, fasce gioie e dolori

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-09-2013 - Ore 21:45

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Roma: sorrisi nel secondo tempo, fasce gioie e dolori

La Roma di Rudi Garcia è un diesel che sfianca l’avversario e nella ripresa lo punisce. Nelle prime 3 gare di campionato, i giallorossi hanno mostrato 2 facce: nel primo tempo gli uomini di Garcia studiano l’avversario, mentre nella ripresa lo puniscono. Ma da dove parte questo gioco farraginoso nei primi 45’ e molto più fluido nella seconda parte? Certamente dai piedi di Kevin Strootman, autentico leader silenzioso di questa Roma: in ogni azione l’olandese distribuisce il pallone con intelligenza al compagno smarcato ma è anche pronto ed il primo a pressare l’avversario, quando il pallone è tra i piedi degli avversari. Emblema di questo inizio di stagione molto positivo del capitano orange è il pallone recuperato nella gara casalinga contro il Verona, quando dopo aver sradicato il pallone dai piedi di un centrocampista scaligero, lo serve a capitan Totti, il quale scarica verso l’accorrente Maicon, che lo deposita in rete anche grazie alla deviazione di Cacciatore. Altrettanto bello è l’assist di Strootman nella trasferta di Parma: pallonetto prezioso per Totti, che addormenta la sfera e la mette dentro spiazzando Mirante. Nella gara contro il Livorno, il giovane centrocampista olandese non c’era per un piccolo infortunio e la Roma, pur vincendo grazie ad un gran tiro da fuori di De Rossi e al gol in contropiede di Florenzi, aveva mostrato di avere ancora lacune a centrocampo sia nella fase di contenimento sia in quella di costruzione.

Dopo solo 3 giornate ed avendo affrontato 2 neopromosse, Livorno e Verona (che hanno comunque vinto le altre 2 partite) ed un Parma non da primissimi posti, può questa squadra ritenersi perfetta? Ovviamente no. Quali sono allora le cose da migliorare in vista del derby e, più in generale, del resto della stagione? Certamente sugli esterni, sia alti che bassi, c’è molto da fare e tutti possono e devono migliorare. Potrebbe sorgere spontanea un’obiezione: ma Florenzi davanti e Maicon dietro sono stati punti di forza della formazione del tecnico francese in queste prime giornate. Tutto giusto però si può comunque rispondere che invece Balzaretti e Ljajic non sono ancora all’altezza dei compagni. Il difensore ex Palermo da quando è a Roma sta avendo una involuzione inspiegabile. Il primo anno era giustificato dal non riposo post Europei ma questo campionato sembra esser partito addirittura peggio. Sbaglia passaggi elementari ed in fase difensiva fa e disfa nel giro di pochi secondi, mettendo i compagni di squadra in continua pressione. Ljajic è ritenuto da molti il sostituto di Lamela, calciatore rimasto nel cuore dei romanisti e per questo sarà ancora più difficile per il serbo dimostrare il suo valore. Nella prima partita però, dopo un quarto d’ora dal suo ingresso in campo, aveva già segnato il primo gol in maglia giallorossa. Quale miglior viatico per fare breccia tra i tifosi della Roma? Nella seconda gara, prima da titolare con la nuova squadra, il serbo mostra l’altra faccia della medaglia: è indolente, cerca troppo la giocata ed il dribbling che raramente gli riesce e non rincorre mai l’avversario quando perde palla. Il mister giallorosso lo sostituisce dopo poco meno di un’ora di gioco per Gervinho, calciatore dotato di molta meno classe ma più ordinato tatticamente anche se un cavallo pazzo. Per quanto riguarda invece Maicon e Florenzi il discorso è più sulla tenuta atletica che sul valore dei 2 giocatori. Il primo ha numeri da brasiliano vero, terzino di ruolo ma con piede da trequartista, solo che non è ancora il giocatore prodigioso dell’Inter del triplete ed appena incontra un avversario ostico fatica a contenerlo. A questo punto è indispensabile l’aiuto in raddoppio di Florenzi, chiamato anche a proporsi in fase offensiva come ha fatto in questo primo scorcio di stagione: 2 gol, un palo ed un gol sbagliato a pochi passi dalla porta, lo stanno esaltando. Il suo inizio ricorda molto quello dello scorso anno ma il fiato del ragazzo dopo 65-70 minuti si esaurisce e Garcia è costretto a sostituirlo. Visti i problemi difensivi creati da Balzaretti, la non ancora perfetta condizione di Maicon, le bizze di Ljajic, le sfiancanti progressioni di “cavallo pazzo” Gervinho ed il dispendio di energie di Florenzi, non sarebbe il caso di ruotare maggiormente questi giocatori, facendo giocare per un minutaggio superiore Marquinho e Borriello e far entrare nelle sostituzioni anche Torosidis e vedere di che pasta è fatto Dodò per far rifiatare gli esterni difensivi, pure a partita in corso?

                                                                                           

 Massimo De Caridi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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