La Squadra

Rudiger: "Sto bene alla Roma, ma non si sa mai cosa può succedere nel calcio"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-05-2016 - Ore 14:59

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Rudiger:

Antonio Rüdiger ha parlato nel corso di una lunga intervista. Il difensore giallorosso ha toccato diversi temi in ottica Roma e anche rispondendo alle domande sulla nazionale tedesca in vista dell’Europeo in Francia. Questo è quello che è stato riportato da derwesten.de.

Come ha saputo della convocazione con la Germania?
"Siamo stati informati della Federazione e, naturalmente, la gioia è stata enorme.Poi ognuno ha lavorato tutto l'anno. La chiamata è una grande ricompensa per la stagione difficile".

Quanto hai parlato con Loew durante la stagione?
"Non è che si parli o chiami ogni settimana. Ci sono gli scout della Nazionale, a guardare i giocatori. Recentemente l'allenatore è stato a Roma per vederci affrontare il Real Madrid. Questo naturalmente è un bene, si riceve di tanto in tanto l'allenatore della Nazionale con un contatto personale o telefonico".

Quattro giocatori saranno tagliati dalla rosa. Come si vive questa situazione?
"Si deve cercare solo di dare il meglio in allenamento e nelle amichevoli. Io non rallento solo per via della buona stagione che ho giocato. È necessario offrire di più e accelerare ora. In modo che, in ultima analisi, non si può rimproverare nulla a se stessi. Non essere nella rosa finale sarebbe per ogni singolo giocatore una grande delusione. Perché ognuno di noi è ora in procinto di partecipare a un torneo importante".

Chi vincerà l'Europeo?
"Vogliamo concorrere come sempre per il primo posto. Abbiamo una squadra molto buona e siamo pronti al torneo. I nostri concorrenti principali saranno i francesi, gli spagnoli, gli inglesi, ma anche gli italiani. Anche se Claudio Marchisio e Marco Verratti non ci saranno, l'Italia è sempre forte".

Come valuta la sua prima stagione in Serie A?
"È stato un anno buono. Purtroppo non siamo riusciti a raggiungere il secondo posto e la qualificazione diretta alla Champions League, ma nel complesso è stata una stagione positiva".

Molti quando in Italia l’hanno criticata e non si sarebbero aspettati una sua crescita in Serie A.
"Non mi importa. Anche in Nazionale venivo criticato, chiunque può dire quello che pensa. La migliore risposta alle critiche è stata la stagione che ho appena disputato".

Quali sono le principali differenze tra il campionato tedesco e quello italiano?
"Le maggiori differenze sono soprattutto tattiche. In Italia si pensa molto alla difesa, infatti, molte squadre usano il catenaccio. Se, ad esempio, il Bologna gioca contro la Roma, si mettono tutti dietro, e questo non offre certo un grande spettacolo. Nella Bundesliga invece anche squadre come il Darmstadt cercano di giocare a viso aperto, è questa la grande differenza tra i due campionati".

Qual è stato l’avversario più difficile da marcare?
"Gli italiani sono molto forti fisicamente, ci sono attaccanti molto bravi anche nelle squadre meno forti. Penso soprattutto a Pavoletti del Genoa, che probabilmente nessuno conosce in Germania ma che in realtà è un nome da ricordare. Poi ci sono Higuain, Kalinic, Bacca, le stelle della Serie A".

Tra i grandi attaccanti rientra anche Totti, nonostante i 39 anni?
"Sicuramente. Totti è un’icona, un romano in tutto per tutto. Ha avuto tante occasioni nella sua carriera per andare in altri club ma è rimasto sempre fedele alla sua squadra. Quando è entrato a San Siro, contro il Milan, ha ricevuto tanti applausi. È un’icona del calcio italiano. Francesco è tranquillo, un leader, ma non parla mai più del necessario, piuttosto lascia parlare i piedi. È un grande calciatore, sono orgoglioso di giocare con lui".

Il derby contro la Lazio?
"Anche se lo stadio non era pieno perché vuoto in alcune parti in tribuna, è stata una grande esperienza. Per partite del genere si diventa calciatori. I tifosi vivono caldamente questo derby, l’atmosfera è unica. Abbiamo vinto entrambe le partite, grazie anche al sostegno dei tifosi, che poi ti dimostrano la loro gratitudine per aver vinto. Se vinci, diventi un eroe. Ma ci sono anche i casi inversi: in una fase brutta della stagione siamo stati anche pesantemente criticati. I tifosi sono pazzi del calcio, ci mettono cuore e anima".

Il calcio italiano si sta indebolendo: come se lo spiega?
"In Italia si stanno accorgendo che il loro calcio non è considerato nel mondo come prima. Da una parte ciò è dovuto dalle manovre di molti club, dall’altro dalle prestazioni in Europa. La Serie A negli ultimi anni ha perso anche di suspense. Il Milan e l’Inter non vincono come in passato, la Juventus invece ogni anno, è diventata una sorta di Bayern Monaco della Serie A. Le inseguitrici, per lottare contro i bianconeri, non dovrebbero mai rallentare durante il campionato, noi invece purtroppo abbiamo avuto problemi contro squadre più piccole". 

È sicuro di giocare a Roma anche il prossimo anno?
"Attualmente sono un giocatore della Roma. In questo club sto bene e sono felice di vivere in questa città. Poi naturalmente non si sa mai cosa può succedere nel calcio. Magari il club può pensarla diversamente, o può succedere qualcosa dopo gli Europei. Comunque guardo al futuro fiducioso".

Di recente è stato accostato al Chelsea e al Liverpool, c’è qualcosa di vero?
"Riguardo al Chelsea, sono voci che sento da tre anni. Posso solo ripetere che io a Roma sto molto bene, e tutto il resto farà il suo corso".

Fonte: Funke Sport

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