La Squadra

Sabatini: "Ljajic ha una clausola risolutiva molto alta. Lamela venduto perché non sereno: avevano fatto un'offerta faraonica a lui e al padre" (FOTO)

condividi su facebook condividi su twitter Di: Vincenzo Nastasi 13-09-2013 - Ore 21:30

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Sabatini:

Il direttore sportivo Sabatini incontra i giornalisti nella nuova sala stampa di Trigoria. Ecco le sue parole:

E' stato un mercato difficile per lei?
E' stato un mercato duro perché è arrivato subito dopo il 26 maggio, quando abbiamo dovuto recuperare ciò che restava di noi e ricostruire. Lo abbiamo concluso in maniera soddisfacente, un concetto che vedremo meglio nelle prossime settimane. Siamo sicuri di aver costruito una squadra competitiva. Capisco che sono parole già dette, ma io sono sempre stato in buona fede. Alcune osservazioni che voi stessi avete fatte sono state recepite, perché sono in grado di ascoltare tutti. Le cessioni? Nessuno mi ha obbligato a farle, sono state una mia responsabilità.

Lei una volta, in una conversazione tra di noi, disse che un allenatore che non mette in campo Lamela non capisce nulla di calcio. Come giudica una società che lo vende?
Siamo in un calcio dinamico, che presenta situazioni imprevedibili. Non pensavamo all'inizio di poter cedere Lamela. Poi però nel tempo, intervenuti fattori nuovi, che non dipendevano da noi.
Intorno a lui sono intervenute diverse situazioni, complice anche un'offerta di un'altra società, che non potevamo e non volevamo pareggiare. Era difficile rinegoziare un contratto con un calciatore che aveva in testa un offerta di quel genere. Sono cambiate anche le persone intorno a lui. Piuttosto che fare una battaglia, abbiamo deciso di accettare un'offerta. Se lo avessimo scientemente preordinato, lo avremmo venduto a una cifra maggiore.

Questa Roma è più forte di quella dello scorso anno?
E' diversa e molto più forte. Lo scorso anno abbiamo puntato sul talento, ma abbiamo dovuto prendere atto che quel talento non si stava concretizzando. Quindi abbiamo cambiato rotta.

Lei ha firmato un rinnovo contrattuale poco prima del derby. E' stata una polizza assicurativa per lei o la rivendicazione del fatto che della Roma decide la società?
E' un mio modo di essere, quello di firmare un contratto all'anno. Ho firmato quando il contratto mi è stato sottoposto.

Ha mai pensato di non essere più compatibile con questa società?
Anche se sono entrati ragazzi esperti come De Sanctis e Maicon non ho pensato che il mio progetto fosse in dismissione. Al pari sono entrati anche ragazzi giovani come Strootman e Benatia. Ci sono poi calciatori giovani già nella rosa come Florenzi. Non credo ci sia stata una distruzione di quanto fatto. Abbiamo crecato di mettere in squadra delle caratteristiche sicure.
Credo che questo stia creando anche dinamiche interne nuove. Se prendiamo Maicon, sappiamo che entrando e uscendo dallo spogliatotio, sappiamo che incute timore agli avversari e ai compagni. Volevamo gente abituata a vincere.

Si è sentito più libero con l'addio di Baldini? 
Certo, io sono uno che sta bene solo quando è da solo. Io sono amico di Franco Baldini ma lavoro meglio da solo e anche lui condivide, visto che al Tottenham l'ho trovato rigenerato. Comunque sì, a volte abbiamo dovuto sopportarci reciprocamente. Il suo operato? E' stato leale, dal momento che è andato a lavorare da un'altra parte.

Condivide il pensiero di chi pensa che abbiate acquistato dei calciatori già formati ma avete venduto il futuro?
Abbiamo ancora un grande patrimonio a Trigoria: basti pensare a Florenzi, Destro, Pjanic, Strootman, Jedvaj, Romagnoli. Sull'olandese abbiamo fatto un investimento potente. Credo ancora, forse solo io, in Dodò. A fine stagione sono convinto che celebreremo Mattia Destro, che tra due mesi sarà pronto a tornare. Lui è uno che lavora dieci ore al giorno e, per esempio, non ho capito perché si debba trovare su un quotidiano nazionale una progressione di foto fatte male.

Come finanzierete la prossima campagna acquisti?
Dipenderà anche dai risultati della squadra. La Roma non sarà come l'Udinese. Il nostro obiettivo sarà sempre quello di rendere la squadra competitiva. Ciò non significa che non venderemo più nessuno. Ad esempio, potremmo vendere Pjanic avendo trovato qualcuno per sostotuirlo. Dobbiamo anche decidere in base al monte ingaggi. Un altro esempio: abbiamo messo in vendita Lamela perché avevamo trovato Ljajic, un ragazzo che assicurava lo stesso talento a condizioni economiche migliori.

Ci rispiega il passaggio su Pjanic?
Volevo solo dire che, all'obiezione sul futuro, rispondo che abbiamo ancora tanti calciatori talentuosi e oggetto di grande attenzione dal calcio internazionale.

La scelta si Garcia è una sua rivincita?
E' stata una scelta ponderata dopo aver scandagliato il mercato degli allenatori. Lo conoscevo dal punto di vista tecnico ma non umano. Mi ha colpito quando gli ho chiesto che tipo di rapporto avrebbe voluto intraprendere con la squadra e lui mi ha risposto che ama le sue squadre. Ora capisco cosa intendeva dire: sa tutto dei calciatori, cosa deve fare, cosa deve dire e quante multe fargli se sbagliano qualcosa. Sa stimolare la competitività interna.

Obiettivo minimo?
Penso che la Roma debba perseguire l'idea di arrivare in Champions. Lo dico perché vedo quanto siano cambiate le dinamiche interne. Senza offendere nessuno, so che se rientra qualche giocatore arrabbiato nello spogliatoio come Maicon è diverso dallo scorso anno. Anche Strootman ci ha dato qualcosa di diverso: lui è uno che domina la scena nella propria nazionale e sa giocare in tutte le posizioni. Quindi è uno che anche quando sta zitto, sa cosa vuole dire con quell'atteggiamento.

Fare un solo anno di contratto è una exit strategy? E' contento sul saldo del mercato?
Il saldo è positivo dal punto di vista economico, però si è alzato molto il monte ingaggi. C'è un saldo positivo di mercato, con azioni anche pirotecniche, che siamo troppo tristi per celebrare: se prendi un ragazzo a 4,5 milioni e mezzo e lo vendi a 31 devi comunque stappare una bottiglia di spumante. Nei giocatori che sono entrati siamo andati troppo in alto col monte ingaggi. Il contratto non è una exit strategy: ho sempre fatto così.

Considera completo il reparto offensivo?
Lo avrei considerato incompleto se avessimo dato via Borriello senza prendere nessuno. Borriello è importante per noi. Lui voleva andare al Genoa dove avrebbe avuto il posto da titolare che noi non potevamo assicurargli. Nell'ultimo giorno di mercato abbiao provato a fare un giro di attaccanti, ma non abbiamo trovato tutti gli accordi necessari. Non considero la squadra incompleta, perché se vedete come giochiamo, con tre attaccanti leggeri e uno pesante come Borriello, troviamo una quadratura.

Ci spiega la sua espressione al gol di De Rossi a Livorno?
Stavo ringraziando il dio del calcio (ride,ndr). So che qualcuno ha ipotizzato che lo stessi vendendo, ma non è così. Io le vivo le partite e siccome sapevo che Daniele era in sofferenza, ho tirato un sospiro di sollievo.

Perché questa inversione sull'idea di squadra?
Con Andreazzoli avevamo fatto un buon recupero con Andreazzoli, riuscendo a sottrarre circa 11 punti alla Lazio. Il derby però ci ha smascherato, ci ha denunciato come inadeguati. E' per questo che ho preso Maicon invece che Wallace. Con il brasiliano abbiamo stretto un patto d'onore: lui farà tutto quello che può per la Roma.

Baldini al Tottenham è stato un alleato o un rivale?
Noi abbiamo messo in vendita Lamela molto tardi. Se lo avessimo messo in vendita prima, lo avremmo ceduto a qualche altra squadra magari a prezzi più alti. Quella di Lamela è stata una congiuntura: Baldini, il presidente e l'allenatore del Tottenham lo seguivano quindi abbiamo concluso l'affare.

Cosa è cambiato da quella telefonata intercettata? Perché avete venduto tre calciatori e non due? Cosa è cambiato?
E' cambiato qualcosa che sembrerà marginale ma non lo è. Gli è arrivata un'offerta da una società italiana: 3,5 milioni e mezzo all'anno a lui e credo un paio di milioni al padre. La nostra idea per lui era di alzargli leggermente lo stipendio. Quando si sono verificate tutte queste congiunture, ho parlato con Erik e gli ho detto quello che avevamo da proporgli noi: un piccolo ritocco dello stipendio e un sostanzioso aumento negli anni successivi. Però il calciatore non era contento e lo vedevo nel lavoro quotidiano. Quindi ho messo in piedi una trattativa che non avrei voluto fare. Lui è un bravo ragazzo ma è stato turbato da questa situazione.

La Roma vivrà sempre questa stessa situazione? Di non poter rinnovare il contratto a un giovane talento?
Non sarà sempre così. Certo, bisogna aver i conti a posto. La Roma allo stato attuale ha una perdita di circa 30 milioni l'anno che va ripianata, quindi in futuro, con lo stadio e una serie di politiche, miglioreremo. Non venderemo sempre i nostri calciatori migliori che, se vincessero qualche partita, sarebbe anche meglio.

E' possibile costruire una squadra competitiva con un monte ingaggi non in linea con le più grandi squadre europee?
Credo di sì. Dobbiamo entrare in un ciclo, che ci permetta di fare bene. 

Lei è convinto che questa sia ancora la Roma di Sabatini?
Assolutamente. La proprietà mi ha consegnato un budget e all'interno di quello ho scelto cosa fare: nessuno mi ha obbligato a vendere. Non ho rinunciato a un sogno, forse quella era utopia. Il derby ci ha obbligato a fare dei correttivi, perché ha denunciato i nostri limiti. Questa è una squadra che andrà in campo con giovani e meno giovani, tutti convinti di dover riscattare la tristezza accumulata dopo il derby.

Avete iniziato con l'idea di prendere Allegri e avete concluso con l'idea di vendere Borriello. Avete navigato a vista?
Abbiamo iniziato con l'idea di alcuni allenatori, tra cui c'era anche Allegri, che abbiamo contattato come altri. Borriello un problema? Torno a definirlo tale. Perché lui è un calciatore forte, che nella Roma non trova lo spazio. Se ne voleva andare, ma ora si sta impegnando: ci ha offerto di spalmare il suo ingaggio per essere più sereno.

Se la Roma persisterà nella perdita di bilancio, dovrete vendere ancora? Ljajic ha una clausola?
Ljajic ha una clausola importante, che sarà difficile per tutti attaccarla. Abbiamo dovuto metterla per contenere gli ingaggi. Se persisteremo nell'ingaggio dovremo vendere o la proprietà risanerà.

La situazione Jedvaj?
(risponde Tempestilli) Sarà a disposizione con il Parma. Il problema è stato solo quello della scelta della scuola del ragazzo, che è tardata anche perché le scuole avevano chiuso le iscrizioni. Ora abbiamo risolto tutto.

Quanto è stato un problema Osvaldo?
Lui non ha mai fatto cose molto gravi, ma ne ha fatte abbastanza. Si è messo dentro un tunnel dal quale non riusciva a uscire. Noi sappiamo che era un ragazzo buono e in gamba. E' un calciatore importantissimo, che ha fatto 28 gol in 56 partite nella Roma. Speriamo lo faccia anche nel Southampton.

(continua)

Fonte: Dal nostro inviato a Trigoria - Vincenzo Nastasi

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