La Squadra

SABATINI: "Menez che fenomeno. Senza Gervinho e Iturbe Roma troppo prevedibile"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-09-2014 - Ore 12:44

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SABATINI:

Sandro Sabatini, fiore all’occhiello della redazione di Sky Sport, è intervenuto anche questa settimana ai microfoni di Voci di Sport per analizzare con la giusta dose provocatoria le protagoniste e i protagonisti del campionato di Serie A.

Sandro, iniziamo con una domanda sul Milan. Punteggio pieno dopo due giornate. Cos’è cambiato nella mentalità dei rossoneri rispetto alla scorsa stagione?

“L’arrivo di Menez è stato decisivo. Il francese è un fenomeno, un fuoriclasse. Aveva l’etichetta di giocatore difficile, che creava problemi. Se l’è portata dietro per troppi anni. Adesso, ha trovato la squadra che gli consente di andare in campo e giocare come sa. Con i suoi attuali compagni, l’ex romanista si esalta. E, al tempo stesso, con le sue giocate, consente agli altri di dare il meglio. Per esempio, guardiamo Abate, Honda e De Jong: sembrano tre nuovi acquisti costati milioni; invece, si tratta di tre elementi già presenti nella rosa ma completamente rigenerati. E bravissimo, in questo, anche Inzaghi”.

L’inizio di Roma e Juventus, d’altro canto, sembra simile a quello della scorsa stagione. Due vittorie, nessun gol subito. Il punto di forza di queste due formazioni sembra essere la difesa.

“Sono due squadre fortissime anche se, a dir la verità, la Roma vista a Empoli non mi è piaciuta. Ma c’è una spiegazione: Garcia basa il gioco sulle incursioni delle due ali, Gervinho e Iturbe. Senza l’ampiezza che gli danno questi giocatori, la Roma diventa prevedibile. In Toscana, è stata salvata da Nainggolan, che ha giocato un primo tempo degno dei primi cinque centrocampisti al mondo. In generale, i giallorossi devono e possono fare di più. La Juventus, invece, è quella dell’anno scorso e, se vogliamo, anche meglio. Il primo tempo con il Chievo e quello con l’Udinese sono stati eccellenti. Allegri sta cercando di lasciare inalterata la carica agonistica, provando ad aggiungere imprevedibilità e fantasia alla manovra. Può riuscirci”.

Passiamo all’altra milanese. Sarebbe scontato chiederti un pensiero sul 7-0 dei nerazzurri. Ti chiediamo, invece, un commento sul tridente Palacio-Icardi-Osvaldo visto ieri nell’ultimo quarto d’ora. Secondo te potrebbe essere un’ipotesi stuzzicante per il prosieguo della stagione?

“Secondo me no. È bene dire le cose come stanno. Mazzarri sa far giocare le sue squadre con il 3-5-2; è questo il suo modulo prediletto ed è giusto che lo interpreti con Hernanes e Kovacic mezzali, con due punte di ruolo e non con Guarin o qualcun altro adattato in una zona del campo non sua. L’Inter deve giocare così, anche perché questo è il modulo che consente ai due centrocampisti di collocarsi nel loro habitat ideale. E ieri, chi ha acceso la luce a San Siro, non è stato Icardi, ma proprio Mateo Kovacic”.

Passo falso per il Napoli. Quanto inciderà e peserà nella stagione dei partenopei, quello che potremmo chiamare il “peccato originale”, ovvero l’eliminazione dalla Champions con l’Athletic Bilbao?

“La sconfitta di ieri è stata troppo pesante per gli Azzurri, che però due settimane fa a Genova non meritavano la vittoria. I conti tornano: il Napoli ha tre punti in classifica ed è giusto così. Il peccato originale conta, c’è qualcosa di strano nell’aria, testimoniato dal fatto che De Laurentiis era in città, ma non è andato al San Paolo. A Benitez do solo un consiglio: che sia più napoletano. Rigore tattico e convinzione nelle proprie idee vanno bene, ma si ricordi di essere nella città della fantasia e dell’allegria: se si lasciasse un minimo contagiare non sarebbe male”.

Cosa succede alla Fiorentina? I Viola giocano bene, ma non riescono a concretizzare.

“Date ai toscani un centravanti e voleranno. Ai Viola manca il vero Mario Gomez. L’hanno ingaggiato e non ha mai avuto modo di esprimersi al top. La scorsa stagione a causa degli infortuni, quest’anno perché non ha raggiunto ancora la forma migliore. Ieri ha sbagliato gol incredibili e Perin ha fatto anche miracoli. Un punto in due giornate è poco, ma la Fiorentina vale molto di più”.

Un’ultima domanda. Ci ispiriamo al tuo fortunato blog www.sandrosabatini.com, assegnando il selfie del giorno: chi merita l’autoscatto da prima pagina?

“La foto della domenica è De Jong che esulta sotto la curva del Milan, mettendosi sull’attenti e salutando come un soldato. Immagine significativa, perché l’olandese ha omaggiato i suoi tifosi come un militare, dopo una partita giocata da generale del centrocampo e del gioco rossonero”.

Fonte: voci di sport

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