La Squadra

Solo Florenzi oscura Rudiger, il tedesco conquista Roma

condividi su facebook condividi su twitter Di: Davide Aprilini 17-09-2015 - Ore 11:10

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Solo Florenzi oscura Rudiger, il tedesco conquista Roma

Quel che è giusto è giusto. Nella serata magica della Roma e di Super Florenzi, c'è un nuovo giocatore che, in settimana, dopo la trasferta al Matusa, era stato già sottoposto a qualche etichetta negativa o tentativo di denigrazione. Come spesso capita a Roma il giudizio è spesso affrettato e ingeneroso. Antonio Rudiger, in questo senso, ieri sera ha fatto una tripla fatica: il salto di categoria dallo Stoccarda, per non retrocedere nella seconda Bundesliga, alla Roma conquistando la sua prima partita in UEFA Champions League; tenere al guinzaglio Messi, Neymar e Suarez sempre nel suo esordio nella massima competizione europea e infine, fatica non da poco, far ricredere gli scettici e scacciare gli spettri che già lo etichettavano come "peggio di Yanga-Mbiwa".

ESORDIO SCETTICO – Sabato al Matusa, nonostante la retroguardia non avesse subito gol e la sua prestazione è stata sufficiente, qualcuno si era permesso di etichettarlo come l'erede di Yanga-Mbiwa. Non solo il tedesco occupa una posizione di rilievo dalla critica tedesca e dal tecnico della Nazionale tedesca che lo paragona come possibile nuovo Boateng, ma la valutazione del giocatore in termini economici era ben altra e le sue prestazioni in Bundesliga più che note agli appassionati di calcio tedesco. I giudizi affrettati, ricordo, sono arrivati dopo che Antonio Rudiger, fermo da Giugno causa infortunio, si è allenato col gruppo solo una settimana, e nel complesso solo 2 settimane se considerate le tappe finali del recupero dall'infortunio.

LA CONQUISTA DI ROMA - Il nuovo esordio di Rudiger, quattro giorni dopo la partita di Frosinone, quello più importante per la sua carriera e per il cammino della Roma, è stato eccezionale. Di fronte a se aveva tre giocatori che segnano più di due squadre messe insieme in un anno, di fronte a se aveva: Messi, Suarez e Neymar. Di questi tre lui ha avuto dalla sua parte Suarez e Messi. Per quanto riguarda Neymar il compito è toccato, il più delle volte a Florenzi e Manolas. La prestazione di Antonio Rudiger è stata convincente sin dal primo tempo, dove blocca a più riprese Suarez, ma in particolare con un tackle spettacolare che fa capire subito il carattere di questo giocatore. Sui calci da fermo è lui il padrone dell'area di rigore. Pique sempre bloccato e anticipato, Suarez anticipato costantemente, tant'è che dato statistico di fine partita vuole che Edin Dzeko ha toccato e giocato più palloni dell'uruguayano. Un piccolo calo fisico, prevedibile, nel secondo tempo lo ha portato a compiere qualche sbavatura dove ha rischiato di perdere palla sulla trequarti difensiva, pallone però che è stato arpionato più e più volte, di cuore e di grinta, pur di non farlo cadere tra i piedi degli avversari. L'Unico capace a nascondergli il pallone è stato un certo Leo Messi, che nel finale ha sfiorato il gol con un controllo e tiro scoccato in una frazione di secondo. La sua prestazione è stata costantemente accompagnata dai boati e dagli applausi dell'Olimpico che, nella sera di Alessandro Florenzi e dell'impresa giallorossa, ha scoperto un nuovo beniamino.  

Fonte: Davide Aprilini - InsideRoma.com

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