La Squadra

SQUALIFICA A GARCIA, buchi nella ricostruzione e procedura irrituale. I conti non tornano

condividi su facebook condividi su twitter Di: Vincenzo Nastasi 16-12-2014 - Ore 19:50

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SQUALIFICA A GARCIA, buchi nella ricostruzione e procedura irrituale. I conti non tornano

Bottigliette lanciate, gesti provocatori e sputi. Sembra la cronaca di uno scontro fra hooligans la ricostruzione del giudice sportivo sugli episodi del post-partita di Genoa-Roma e come se non bastasse, per l’ennesima volta, è proprio la squadra giallorossa a fare le spese di un nuovo precedente.
Per la prima volta infatti, un calciatore viene squalificato per aver rivolto un gesto irriguardoso alla tribuna e un allenatore rimarrà fermo per due giornate sulla base delle dichiarazioni di uno steward.

I FATTI – Senza presunzione di voler ricostruire in maniera inequivocabile quanto accaduto, sulla base dei racconti degli interessati e delle immagini tv, sembra comunque che ad agitare il post partita di Genoa-Roma sia stata la veemente reazione dei tifosi genoani al triplice fischio.

Infastiditi per l’arbitraggio infatti, i sostenitori rossoblù avrebbero iniziato a intonare cori intimidatori nei confronti dei calciatori con tanto di lancio di svariati oggetti, al punto che la delegazione romanista avrebbe chiesto ai collaboratori dell’impianto sportivo di allungare il tunnel mobile per consentire a tutti di rientrare in sicurezza negli spogliatoi.

Ma secondo quanto raccontato dal Dg romanista Baldissoni agli organi tv e radio della società, pare che l’invito sia stato disatteso ed è a quel punto che, uscendo dal campo e senza fermarsi né guardare verso i tifosi, Holebas alza verso la tribuna genoana un dito medio, che scompare qualche secondo dopo sotto il telone del tunnel.
Quasi in contemporanea poi, arriva la bottiglietta che colpisce il braccio sinistro di Strootman, il quale si ferma un istante ma sceglie saggiamente di defilarsi senza reagire.
Questo è quanto documentato, oltre che dai collaboratori della Procura Federale, anche dalle immagini televisive di Sky ed è qui che si fermano i fatti verificabili con l’ausilio del mezzo tv.
Quello che succederà dopo (o prima?) invece è affidato al resoconto degli inviati di Palazzi, che raccontano de relato quanto dichiarato da un non meglio identificato “coordinatore degli steward”: “al termine della gara mentre insieme ai miei collaboratori tiravo fuori il tunnel di protezione dell’ingresso spogliatoi, venivo aggredito dal tecnico della Roma Rudi Garcia il quale strattonandomi provava a tirarmi uno schiaffo verso il viso, che schivavo senza essere colpito. Subito dopo il sig. Garcia veniva allontanato da persone lì presenti. Contemporaneamente un signore con addosso la tuta della Roma a me ignoto strattonava me ed un mio collaboratore, attingendoci anche con uno sputo che colpiva me stesso all’altezza del viso”.

Circostanza questa che, secondo il giudice sportivo, è stata confermata anche da altri due steward, non altrimenti identificati.
Dopo l’accaduto invece, sempre secondo la ricostruzione di Tosel, i collaboratori della Procura Federale hanno richiesto di poter visionare i cartellini di riconoscimento dei tesserati giallorossi, per permettere agli steward di identificare l’autore dello sputo. Richiesta alla quale i dirigenti della Roma, su disposizione del Dg Baldissoni, hanno opposto un secco rifiuto che costerà 20,000 euro di ammenda, da aggiungere alle squalifiche di una giornata per Holebas e di due giornate per Garcia.

LA DIFESA DELLA ROMA – La squadra giallorossa, neanche a dirlo, ha già preannunciato il ricorso, che si concentrerà su diversi punti.

In primo luogo, secondo quanto dichiarato dal Dg Baldissoni a Roma Tv i giallorossi sarebbero stati “vittima di una aggressione da parte del pubblico non avendo avuto collaborazione da parte del Genoa per proteggere l'incolumità del calciatori” e hanno “ricevuto una multa di quasi pari perchè ci siamo rifiutati di consentire a uno steward di denunciare il nostro allenatore per un fatto inesistente”.
Già, perché la contestazione della Roma verte proprio sul fatto che Rudi Garcia non avrebbe aggredito lo steward, tanto che lo stesso allenatore francese ha fatto sapere di essere pronto a denunciare l’operatore che lo ha accusato.

I CONTI NON TORNANO – A ben vedere perciò, nella vicenda, sono diversi i punti poco chiari. Innanzitutto la dinamica della vicenda occorsa a Rudi Garcia. La scena infatti non è stata documentata dalle telecamere ed è stata appresa dal giudice sportivo de relato, ossia mediante la segnalazione dei collaboratori della Procura Federale, che a loro volta hanno appreso dell’episodio da una terza persona (il coordinatore degli steward appunto) e lo hanno corroborato con le dichiarazioni di altri due steward.

Circostanza questa che, secondo gli esperti, non sarebbe sufficiente a fondare una squalifica, dovendo essere integrata da una attività di indagine preventiva della stessa Procura Federale.
E nebulosa è anche la nozione di pubblico ufficiale attribuita agli steward, dal momento che sembra che l’interpretazione invalsa sia quella di assimilare tali operatori ai pubblici ufficiali nel caso di aggressioni, con la previsione di pene ben più severe rispetto alle due giornate affibbiate a Garcia (già nel 2008 c’è chi ha ricevuto un Daspo di 2 o 5 anni per aver sputato al loro indirizzo).

Ma ancor di più c’è discrepanza fra la ricostruzione della Roma e quella della Procura. Secondo la Roma (e la teoria è in parte avvalorata da una serie di immagini), l’episodio non si sarebbe verificato affatto, tanto che i giallorossi avrebbero chiesto di allungare il tunnel per consentire l’ingresso negli spogliatoi e proprio dalle riprese di Sky si evince che Rudi Garcia, visibilmente agitato, rientra nello stesso tunnel poco prima del lancio della bottiglietta a Strootman.
Secondo lo steward invece, il tutto sarebbe avvenuto al momento in cui lo stesso stava fisicamente tirando fuori il tunnel, poco dopo il fischio finale.
Delle due l’una quindi: o Garcia lo ha aggredito prima (passando inosservato alle stesse telecamere che qualche attimo dopo lo inquadravano mentre lasciava il terreno di gioco), proprio a ridosso del campo per destinazione, oppure l’episodio, nei termini raccontati (e cioè sul campo e non dentro il tunnel) non è accaduto, segnalando quantomeno una imprecisione nella collocazione spazio-temporale.

Il tutto quindi passa ora nelle mani degli avvocati. La Roma presenterà ricorso, mentre il Procuratore Federale è già al lavoro, su mandato dello stesso Tosel, per fare luce 

Fonte: Vincenzo Nastasi - InsideRoma.com

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