La Squadra

Supremazia cittadina, Roma più forte degli errori e delle polemiche

condividi su facebook condividi su twitter Di: Davide Aprilini 09-11-2015 - Ore 10:41

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Supremazia cittadina, Roma più forte degli errori e delle polemiche

DAVIDE APRILINI - La Roma di Rudi Garcia vince da padrona il Derby della Capitale. I giallorossi in vantaggio dopo 9 minuti sul generoso rigore concesso a Edin Dzeko, chiudono la pratica nella ripresa grazie ad un'accelerazione devastante di Gervinho, che prima prende margine su Basta e poi fulmina un colpevole Marchetti sul primo palo. Un 2-0 che non lascia spazio a dubbi, polemiche sulla conduzione di gara escluse. L'undici schierato in campo da Rudi Garcia è apparso nettamente in migliore condizione fisica, governando il centrocampo, gestendo meglio il pallone e affondando con decisione ogni volta che se ne presentava l'occasione. Per questo, se vogliamo (e vogliamo), il risultato finale sta anche stretto ad una Roma che non ha mai sofferto l'avversario se non in due occasioni nel primo tempo e una in pieno recupero a riultato ormai acquisito.

LA RIVINCITA DEGLI ETICHETTATI – Nella settimana che ha preceduto il derby e la partita contro il Leverkusen, sul banco degli imputati ci sono stati Rudiger, Dzeko, Vainqueur e Szczesny. L'episodica e immeritata sconfitta contro l'Inter ha minato la reputazione di quattro elementi che, in occasione del Derby, hanno macinato l'avversario dominando le loro zone di competenza. Il giovane centrale tedesco (22 anni) Antonio Rudiger, da ieri #HappyToni sui social, ha salvato la Roma schiantandosi, nel vero e proprio senso della parola, contro il palo per evitare il pareggio biancoceleste nel primo tempo. Oltre questo episodio, a schiantarsi sono stati gli avversari non contro il palo, ma contro di lui. Artefice di una prestazione pulita, con solo due impercettibili sbavature su cui il monumentale compagno di reparto, Kostas Manolas, ha messo sempre una pezza. Edin Dzeko non segna, questo è stato il pensiero diffuso prima della partita contro il Bayer Leverkusen, eppure in 4 giorni realizza 2 reti fondamentali e non solo. Le prestazioni giunoniche, basate dal sacrificio e contornate, poi, con la supremazia contro ogni avversario, hanno rieletto, solo per i maliziosi e gli impazienti, il bosniaco come pedina cardine dell'undici giallorosso. Diciamo la verità, anche quando non si è contraddistinto per una vena realizzativa poco incisiva, la sua presenza in campo è sempre stata fondamentale per i compagni di squadra. Vainqueur, da inutile anche per il turn-over e pedina misteriosa del calciomercato estivo di Walter Sabatini, ha convinto tutti prima con la prestazione eccellente nella trasferta di Firenze, poi la consacrazione nel derby di ieri. Al fianco di Radja Nainggolan, capitano per la prima volta, ha composto un centrocampo ferreo, roccioso e insuperabile che si è letteralmente impadronito di tutte le zone del campo. Infine Szczesny, che nella giornata di ieri ha trasmesso sicurezza alla squadra in tutte le uscite, alte e basse, seppur chiamato in causa di rado. Grandiose le prestazioni dei soliti noti, Nainggolan e Manolas su tutti, ma vanno esaltati anche coloro che sono stati spesso al centro delle critiche, forse in modo prematuro e non così meritato.

TAGLIAVENTO CONTRO LA LAZIO? PROPRIO NO! – L'errore della direzione di gara sull'episodio che ha portato al rigore realizzato da Edin Dzeko è piuttosto evidente, seppur Tagliavento ha decretato il tiro dal dischetto pur non essendo in posizione ottimale, con una visibilità coperta. Il contatto inizia fuori dall'area di rigore e prosegue all'interno. Non è stato l'unico errore, in una partita che la Roma avrebbe comunque portato a casa vista la netta differenza emersa tra le due formazioni all'interno del rettangolo di gioco. Gentiletti è stato graziato dal doppio giallo dopo una trattenuta su Gervinho, poco dopo l'episodio del fallo, giudicato, da rigore sanzionato da Tagliavento. La reazione ingiustificabilmente nervosa e violenta di Radu su Florenzi era da sanzionare con il rosso diretto. Il rumeno ha cercato più volte di colpire Florenzi, come se non bastasse cercando poi contatto anche con Vainqueur, accorso in difesa di un Alessandro Florenzi esemplare che mai ha reagito alle provocazioni del terzino biancoceleste. Infine quello che forse è il caso simbolo della cattiva gestione dei cartellini, Senad Lulic. Il bosniaco ha commesso un'infinità di falli, dai semplici contatti, ai falli tattici (che da regolamento sarebbero da sanzionare con il giallo), fino all'episodio più triste, il pestone sulla caviglia di Salah, che costerà al povero egiziano, forse (ci auguriamo di no e anzi una pronta guarigione), un lungo stop. Episodio giudicato da ogni 'moviolista' come da rosso diretto, mentre Stefano Pioli, a caldo, ha commentato l'episodio come: "chiaramente non violento". Rudi Garcia ribatte di non esser d'accordo: "prima di tutto l'incolumità dei giocatori, serve cattiveria agonistica sana". Insomma, l'altra squadra della Capitale ha poco da lamentarsi e, come disse il buon Claudio Ranieri(artefice di una partenza di stagione esaltante con il Leicester in Premier League): "si stanno attaccando al fumo della pipa".

Insomma, c'è poco da discutere. La Roma ha vinto meritando, a prescindere delle decisioni arbitrali, dominando l'avversario in lungo e in largo, lasciando così poco spazio alle polemiche. Giallorossi che spingono la Lazio in piena crisi con 4 sconfitte nelle ultime 5 gare di campioni allontanandoli di 8 lunghezze in classifica e rilanciandosi alle spalle di Inter e Fiorentina per la caccia al tricolore. Roma è giallorossa.

Fonte: DAVIDE APRILINI - INSIDEROMA.COM

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