La Squadra

Zeman: "Ho avuto delle incomprensioni coi dirigenti, nessun contatto con l'Inter"

condividi su facebook condividi su twitter Di: Vincenzo Nastasi 23-04-2013 - Ore 11:53

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Zeman:

Torna a parlare Zdenek Zeman e lo fa con la solita forza dirompente. Tre interviste nel giro di poche ore per l'ex allenatore dei giallorossi, ancora sotto contratto con la Roma ma esonerato. Prima a Rai Sport, poi a Corriere dello Sport e Gazzetta, Zeman racconta la sua verità sull'ultima esperienza romana.
Ecco un riassunto delle sue dichiarazioni diviso per argomenti.

LA ROMA E I DIRIGENTI - "Ho scelto la Roma - dice Zeman - senza pensare molto, ma solo per passione. Forse il mio errore è stato quello di credere che a Trigoria ci fosse gente che volesse il bene della Roma quanto me e così non è stato. Con i dirigenti ci sono state delle incomprensioni, avevamo filosofie diverse. Mi hanno offerto un biennale e sinceramente, avendo poi capito come la pensavano, mi sono chiesto anch'io perché mi avessero preso. Credo però che gli abbonamenti sottoscritti abbiano coperto in larga parte il mio stipendio".

LA PREPARAZIONE E LA DISCIPLINA - "C'è chi dice - le parole del boemo - che la mia preparazione e il mio calcio siano obsoleti. Basta guardare Francesco Totti, un ragazzo senza età, che mi ha seguito fin dal primo giorno. Se gli altri non si sono ispirati a lui non può essere un suo problema. Il mio calcio è definito in maniera negativa da qualcuno, ma sono contento che in tanti non la pensino così. La disciplina? Uno più importante di me, Josè Mourinho, ha detto che senza quella non si va da nessuna parte. Io ho solo chiesto un po' di sostegno in più alla mia società. Io sono uno che gestisce i calciatori e non si fa gestire da loro. In giro vedo troppi atteggiamenti permissivi".

I SINGOLI: DA DE ROSSI A STEKELENBURG - "Io ho sempre fatto le mie scelte guardando quello che succedeva in allenamento. Il dualismo tra Tachtsidis e De Rossi non l'ho creato io. Io ho soltanto valutato quello che vedevo durante la settimana: il greco si applicava e De Rossi invece, che negli ultimi anni ha avuto una media/voto mediocre, no. Non vivo nel passato, non guardo ai nomi ma credo che in campo debbano andare quelli che si allenano meglio. Osvaldo? Con me ha segnato tanto, ora invece non ci riesce: non credo a questo punto che fossi io il problema. Quello che ho fatto, l'ho fatto per il suo bene. Su Stekelenburg invece c'è da chiarire un equivoco. Io ho sempre puntato su di lui ma dopo il suo infortunio non è rientrato con l'ambizione di riprendersi il posto, tanto che se ne voleva andare al Fulham. Infine, posso dire di essere contento di aver lanciato un fenomeno come Marquinhos".

LE VOCI SULL'INTER - "Il problema è che bisogna sempre essere chiamati. Stimo Moratti, l'Inter e suoi tifosi. Lui è un presidente che si dedica anima e corpo alla sua squadra".

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