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Da Garcia a Spalletti come cambiano i "Big Data" a Trigoria

condividi su facebook condividi su twitter Di: Paolo Valenti 14-04-2016 - Ore 14:05

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Da Garcia a Spalletti come cambiano i

(PAOLO VALENTI) - Analisi dei dati, quasi una sconosciuta nel mondo del nostro calcio. Almeno fino a poco tempo fa. In altri contesti la valutazione analitica dei cosiddetti Big Data supporta già da tempo le più svariate tipologie di business, dalla pubblicità alla politica. Sembrerebbe che uno dei motivi che abbia convinto James Pallotta ad allontanare Rudy Garcia da Roma sia stata proprio la refrattarietà del tecnico francese all’utilizzo di questo strumento. Al contrario di Luciano Spalletti, che nelle sue loquaci e sempre più tecniche disamine del gioco dispensate durante i confronti con la stampa, ha fatto ricorso all’analisi dei dati per dare una giustificazione specifica alla costante relega in panchina di Francesco Totti.
L’analisi dei dati, che sta prendendo sempre più piede anche nel contesto calcistico nostrano, è già da tempo utilizzata nei paesi anglosassoni, in particolare nell’emergente mondo della MLS. Ma, entrando nel dettaglio, di cosa si tratta esattamente? La disciplina può sostanzialmente dividersi in tre principali branche:
1) l’analisi dei dati vera e propria, che riguarda soprattutto i valori fisici espressi dai giocatori: capacità di corsa, tempi di recupero degli sforzi, resistenza alla fatica, copertura delle zone del campo. Informazioni legate soprattutto alle capacità dei giocatori, che consentono di valutarne le modalità di utilizzo nel corso dell’intera stagione o della singola partita;
2) l’analisi delle performance, che di fatto è lo studio dei filmati delle partite: punti di forza e debolezza della propria squadra e degli avversari, studio delle tattiche di gioco e degli schemi con relative varianti. E’ l’attività che consente allo staff tecnico di decidere come affrontare sul campo gli avversari e come variare le strategie a seconda del verificarsi di differenti situazioni di gioco;
3) l’analisi fisica, che, attraverso il monitoraggio dei valori medici degli atleti (battiti cardiaci, analisi del sangue, sudorazione), aiuta a personalizzare le tabelle di allenamento al fine di massimizzare le prestazioni del singolo e ridurne l’esposizione agli infortuni.
In un calcio sempre più guidato da varie discipline (dalla finanza al marketing, dalle nuove metodologie di allenamento alla scienza dell’alimentazione, dall’ottimizzazione delle pubbliche relazioni all’utilizzo dei new media) l’analisi dei dati è un ulteriore elemento che consente di supportare attivamente la costruzione di un progetto vincente. Senza dimenticare, però, che le fondamenta di tutto si basano sulla passione dei ragazzi che cominciano a giocare e del pubblico: senza quella, tutto il resto rimane senza senso.  

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