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Diritti tv, come cambia la legge Melandri: sorridono le medio-piccole

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-03-2016 - Ore 18:50

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Diritti tv, come cambia la legge Melandri: sorridono le medio-piccole

Come cambia legge Melandri diritti tv, la riforma in chiave diritti tv è quasi pronta. E potrebbero non mancare le polemiche.

Nelle prossime settimane, informa Repubblica, la proposta di legge di riforma della Melandri dovrebbe essere presentata ufficialmente. Il senso della modifica è chiaro: garantire maggior equilibrio, o quantomeno provarci. Anche perché, quando la bozza sarà pronta, bisognerà dare vita ad una serie di confronti con gli attori in causa (leggasi squadre di Serie A).

La sostanza della modifica, però, è già nota, riporta Repubblica: dovrebbe essere alzata, infatti, la quota fissa riservata ai club. Dei 924,3 milioni attuali, il 40% (circa 370 milioni) viene oggi diviso in parti uguali tra i 20 club, che quindi incassano circa 18,4 milioni a testa. Un altro 30% viene versato alle società in base al bacino d’utenza, il restante 30% in base ai risultati sportivi. La modifica dovrebbe portare la percentuale fissa al 50%, con conseguente calo degli altri due fattori al 25% ciascuno. Una modifica non da poco, che ridurrebbe le distanze tra le società in quanto a ricavi: la parte fissa per ogni società infatti passerebbe da 18,4 a 23 milioni.

Con il sistema attuale (40/30/30) il rapporto tra chi incassa di più e chi incassa di meno è di 4,6 a 1: si va dai 104,4 milioni della Juventus ai 22,4 del Frosinone. Inoltre, le prime 10 ricevono complessivamente 625 milioni, le seconde 10 solo 297: un divario netto, considerato eccessivo.

La modifica della Legge Melandri dovrebbe ridurre notevolmente le distanze: il rapporto tra prima e ultima calerebbe a 3,6 a 1, con differenze meno marcate, dai 94,8 milioni della Juventus Per ora questa dovrebbe essere questa la modifica più sostanziosa, ma potrebbero essere rivisti anche i fattori relativi a bacino d’utenza e risultati sportivi.

La modifica, chiaramente, andrebbe a vantaggio delle medio-piccole. Non è un caso se, paragonando le due simulazioni, sarebbero in perdita solo Juventus, Roma, Inter, Milan, Napoli, Fiorentina e Lazio, mentre le altre 13 società vedrebbero crescere i propri ricavi.

Un deciso passo verso l’equilibrio, magari non ancora in stile Premier League, ma di certo importante. Adesso resta solo da vedere come (e se) la riforma verrà accolta dalle sette sorelle.

Fonte: Calcioefinanza.it

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