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Player Contracts 2016, intervista all’Avv. Carlo Rombolà

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-10-2016 - Ore 14:51

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Player Contracts 2016, intervista all’Avv. Carlo Rombolà

Il 12 e 13 ottobre, si è svolto, nella splendida cornice dell’Hotel Hilton di Wembley, a Londra, il Player Contracts Summit, un convegno internazionale sul diritto calcistico, che da anni attira i protagonisti del dietro le quinte del football mondiale. All’evento hanno partecipato alcuni fra i migliori studi legali italiani specializzati in diritto sportivo. Fra questi, lo Studio Legale dell’Avvocato Carlo Rombolà, 37enne esperto di diritto internazionale dello sport, che opera nella Capitale da circa un decennio.

Avvocato, come giudica l’esperienza londinese in occasione del convegno internazionale Player Contracts 2016?
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Non è stata la mia prima esperienza in questo ambito, poiché per lavoro sono spesso viaggio attraverso tutta l’Europa, soprattutto in Inghilterra e Spagna. Per questo posso dire con una certa cognizione di causa che il Player Contracts 2016 è stata un’occasione molto interessante ed istruttiva, non fosse altro per la bravura degli oratori, l’eccellente organizzazione e il grande piacere di ritrovare amici e colleghi che condividono con me la passione per il diritto sportivo. Fra i temi trattati, ricordo in particolare gli interventi in materia di trasferimenti internazionali di calciatori, divieto di TPO e nuove regole sugli intermediari FIFA, su cui avevo anche scritto un ebook nel 2015. Di grande rilievo, infine, la tavola rotonda sul diritto calcistico in Sudamerica, un mercato da sempre molto ricco di opportunità, nonché quella dedicata alla conseguenze della Brexit per il football d’oltremanica".

Ci parli un po’ di Lei, da quanto tempo lavora in questo ambito?
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Il mio incontro con il diritto dello sport risale al 2007, anno in cui, appena conseguito il titolo di avvocato, ho svolto alcuni mesi di pratica presso lo studio di uno dei più importanti professionisti del diritto specializzati in questo ambito, un periodo per me altamente formativo. Circa due anni dopo, nel 2009, senza smettere di aggiornarmi in diritto sportivo, ho fondato il mio studio legale, con sede principale a Roma, specializzato in diritto civile ed internazionale. Oggi, ritengo di potermi fregiare di una solida esperienza in materia, nonché di una fitta rete di corrispondenti in Europa e nel Mondo, caratteristica indispensabile per poter operare con successo in questo settore".

Quali sono i progetti in cantiere per la sua realtà professionale?
"A mio avviso, per lavorare in questo settore non è più possibile limitarsi ai confini nazionali, pur costituendo il nostro Paese un terreno da sempre molto fertile dal punto di vista sportivo. Da qui la mia intenzione di aprirmi al mondo, interessandomi delle norme nazionali ed internazionali dello sport, e di conseguenza, intensificando i miei viaggi a scopo sia lavorativo che promozionale. In questo momento, inoltre, sto lavorando alla stesura di un libro in diritto internazionale dello sport, che vedrà la luce nel 2017".

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