Rassegna Stampa

Dallo spogliatoio alla città dilaga lo psicodramma tra il pensionando Totti-gol e Spalletti stile Al Pacino

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-04-2016 - Ore 09:15

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 Dallo spogliatoio alla città dilaga lo psicodramma tra il pensionando Totti-gol e Spalletti stile Al Pacino

LA REPUBBLICA - BOCCA - Totti vs Spalletti, secondo round. E volano pure gli stracci. Incompatibilità di carattere, gelosia, scontro di potere, braccio di ferro, visioni diverse della vita: stavolta la lite è da strada. Come due che si insultano e se le danno per uno stop o una precedenza all’incrocio. Se invece fossero stati a Roma a votare per le trivelle, uno sarebbe stato per il SI e l’altro per il NO e poi si sarebbero accapigliati. Solo che stavolta tutto è avvenuto nello spogliatoio, davanti a troppa gente e troppi occhi, subito dopo una partita risolta dal capitano. Figuriamoci se quel colpo di destro fosse andato fuori e non avesse invece tirato fuori la Roma da una situazione imbarazzante. Ma forse nemmeno quel gol è piaciuto a Spalletti, visto che lo ha fatto la squadra e non Totti. Simpatico no? L’acqua e l’olio non si mischiano, l’unica soluzione sembra essere quella di separarli definitivamente. A Spalletti non piace niente del Totti di oggi, non piace nulla soprattutto del tottismo, e cioè l’idolatria di Totti, religiosa, integralista, assoluta. Non gli piace nulla di tutto ciò che circonda Totti, la nuova Roma deve essere completamente detottizzata. Al quasi quarantenne Totti non sta bene un allenatore che lo considera un campione non da rottamare ma ormai da usare solo in casi di estrema necessità. Forse anche un po’ falso, con tutti quei complimenti, gli elogi, gli inchini e poi le panchine e le umiliazioni a ripetizione. Una fogna di umori neri che all’improvviso scoppia e inonda ancora una volta gli spogliatoi, come un mese e mezzo fa a Trigoria. A Roma la notizia viaggia in un nanosecondo ed estremamente sintetizzata: “Se so’ menati!”. Che poi non è vero, ma intanto l’eco resta. Ci vuole impegno e troppo orgoglio per rovinare una domenica così. Il pensionando Totti aveva fatto un gol importante, e tutto sommato a Spalletti si poteva riconoscere di aver trovato una soluzione al problema. Il grande campione che si alza, si spoglia e ti risolve problemi. Alla Altafini, si dice. Era successo col Bologna, Francesco ha ripetuto il miracolo contro l’Atalanta. Si stava aprendo uno spazio di trattativa per il nuovo contratto: in fin dei conti se proprio ci tiene, glielo devono no? E invece niente. O Totti o Spalletti, l’esplosione di umori neri ha rovinato tutto. Se Spalletti dice che «un giocatore solo non raddrizza mai una partita, casomai te la può far perdere», se fa discorsi alla Al Pacino sui «centimetri che devono diventare metri», vuol dire che l’orgoglio lo sta divorando. “Ogni maledetta domenica” appunto. O forse semplicemente “Er Più, storia d’amore e di coltello”.

Fonte: LA REPUBBLICA - BOCCA

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