Rassegna stampa

Buona la prima! Pellegrini da urlo Petagna da vero 9 L’Italia si sbarazza della Danimarca

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-06-2017 - Ore 07:37

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Buona la prima! Pellegrini da urlo Petagna da vero 9 L’Italia si sbarazza della Danimarca

GAZZETTA DELLO SPORT - D'ANGELO - Parola d’ordine: contenere l’entusiasmo. Perché vincere al debutto all’Europeo era tappa fondamentale per alimentare il sogno azzurro, ma la fatica del primo tempo non va dimenticata. Però di fatto il 2-0 sulla Danimarca è risultato importantissimo per l’Italia, per tanti fattori. Punto primo: risposta immediata alla Germania, che poco prima aveva vinto facile sulla Repubblica Ceca confermandosi — seppur decimata — squadra tutt’altro che lontana dalla favorita Spagna. Punto secondo: fare due reti alla Danimarca, miglior difesa della fase di qualificazione con appena tre reti subite (come Italia e Inghilterra), non era cosa scontata, come racconta bene la fatica nel trovare spazi dei primi 45’, malgrado la qualità nettamente superiore degli azzurri. Punto terzo: partire bene aiuta l’autostima, fa crescere l’entusiasmo e soprattutto libera gambe e testa dalla pressione — legittima — derivata delle altissime aspettative che si sono create intorno a questo gruppo. E il calendario ora ci offre la possibilità di mettere un’ipoteca sulla qualificazione: battendo mercoledì la Repubblica Ceca l’Italia volerebbe a sei punti, buon bottino anche per un’eventuale ripescaggio come migliore seconda. Spagna e Portogallo, nel gruppo B, permettendo.

MOSSA GAGLIARDINI Che la Danimarca fosse squadra difficile da affrontare era cosa ben nota agli azzurrini. Soprattutto per il c.t. Di Biagio, che nei due precedenti alla guida della U21 — entrambi in amichevole — non era mai riuscito a gioire per un gol: 0-1 a Matera nel novembre 2014, gara di avvicinamento a Euro 2015; 0-0 a Bergamo lo scorso novembre, nei primi test di pre Polonia 2017. E l’Italia è apparsa un po’ contratta in avvio: al fischio di inizio Pellegrini si fa intercettare il primo lancio e la Danimarca è ripartita subito pericolosamente in un tre contro tre chiuso da Gagliardini. Ecco, Gagliardini. Alla prima ufficiale in Under ha messo in mostra quella personalità che l’ha portato a imporsi nell’ultima stagione. Gaglia ha giocato vertice basso davanti alla difesa, anche per sfruttare i centimetri nel gioco aereo, quando la Danimarca ha provato ad alleggerire con i lanci lunghi. Ma più che un play è stato un difensore aggiunto, lavorando sulle linee di passaggio danesi e sacrificandosi nei raddoppio in ogni zona. Certo, c’è da rivedere qualche appoggio sbagliato. Ma l’apporto nella lotta in mezzo è stato prezioso.

BE-BE OPACA Meno brillante la prova dei nostri talenti più attesi, quelli chiamati ad accendere la luce negli ultimi venti metri. In fase di non possesso l’Italia si è schierata spesso col 4-1-4-1, con Berardi e Bernardeschi molto larghi e bassi. I due però hanno faticato a trovare idee pericolose almeno fino alla rete del vantaggio. A sorpresa è stata la catena di sinistra quella più esplorata dall’Italia, con Barreca sempre puntuale in sovrapposizione su Bernardeschi. Ma gli unici brividi della prima frazione per la Danimarca sono arrivati dalla distanza. Prima Conti ha dato l’illusione del gol con una volee finita sulla parte esterna della rete (21’), poi Benassi (29’) ha chiamato Hojbjerg al volo — più spettacolare di quanto servisse — per mettere in angolo. La buona notizia è che — malgrado la difficoltà degli azzurri ad alzare il ritmo — la Danimarca dalle parti di Donnarumma non si è quasi mai vista e l’unico fastidio per il portiere del Milan è arrivato da alcuni tifosi rossoneri piazzati alle sue spalle con uno striscione ironico e il lancio di banconote finte.

LA SVOLTA Dopo l’intervallo l’Italia è rientrata con un atteggiamento nettamente diverso. Più convinta, anche nelle piccole cose. E il capolavoro in acrobazia di Pellegrini ha liberato di colpo gli azzurri dalla pressione di non poter sbagliare. Rovesciata magnifica quella del talento del Sassuolo (pronto a tornare nella sua Roma), in questo stesso stadio dove a marzo realizzò un altro gran gol al volo da fuori area, in amichevole con la Polonia. Il feeling con lo stadio sembra forte, speriamo tenga fino alla fine.

LA FORZA DEI CAMBI Ma le risposte più belle per Di Biagio sono arrivate forse dai primi due cambi. Buono l’impatto di Grassi in mezzo al campo: ha messo a nudo anche un vistoso calo fisico dei danesi, reduci da un’epidemia intestinale alla vigilia del match. Straordinario invece quello di Chiesa, l’altro debuttante in gare ufficiali con la U21. Strappi sulla fascia, tagli al centro, uno contro uno continui e di personalità. L’assist per Petagna è stata la ciliegina sulla torta, la scintilla che ha acceso il «Po po po po po» finale. Musica dolce per gli italiani, colonna sonora del mondiale 2006. La speranza è che torni ad essere un tormentone.

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - D'ANGELO

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