Rassegna Stampa

Da Totti a Rooney, i segreti degli scarpini dei campioni (FOTO)

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-05-2016 - Ore 09:12

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Da Totti a Rooney, i segreti degli scarpini dei campioni (FOTO)

MAIDIRECALCIO.COM - Spesso sul campo da calcio l’attenzione è focalizzata sul gesto tecnico del calciatore, la figura veicolare delle emozioni dei tifosi, l’oggetto diretto dei ringraziamenti (e, talvolta, lo scarico delle frustrazioni) di chi ama questo sport. In molti sottovalutano il lavoro che c’è dietro il calciatore per permettergli di rendere al meglio, un ingranaggio perfezionato con gli anni ed estremamente ben oleato che parte dal magazziniere al giardinieri, passando per il tattico ed il motivatore, professione passata alla ribalta negli ultimi anni. C’è da rendere merito ad una figura alle volte molto sottovalutata ma che può rivelarsi estremamente incisiva nel calcio moderno, dove una singola frazione di secondo può cambiare un’intera partita: parliamo del calzolaio, colui che crea gli scarpini dal prototipo iniziale agli adattamenti personalizzati per il singolo calciatore in modo da permettergli di rendere al meglio.

Il lavoro che c’è dietro ad ogni scarpino è lungo e meticoloso: per arrivare al prodotto finito che poi verrà calzato dai fenomeni di tutto il mondo si parte da un processo di perfezionamento lungo almeno un anno che passa attraverso test effettuati su giocatori di varie categorie, in modo da affinare i singoli difetti e presentare all’utente finale, il fuoriclasse, un prodotto il più possibile vicino alla perfezione. Il lavoro di adattamento al singolo procede infatti nel corso dell’intera stagione agonistica, valutando anche le variabili come il gonfiore dei piedi in momenti di particolare sforzo. Gli artigiani della Nike sono maestri nel perfezionamento e nell’adattamento degli scarpini, lavorando di pari passo con i suggerimenti e le proposte dei singoli: sono loro stessi ad andare a misurare i punti chiave per la calzatura, in primis la larghezza metatarsiale, fondamentale per l’aderenza della calzatura. Il gruppo di artigiani italiani, sette, che lavorano ai modelli Nike per i professionisti, produce una quindicina di paia di scarpini al giorno: servono 45 minuti solamente per intessere il calzettone tipico delle Mercurial. 

                                           (Prototipo scarpini di Francesco Totti)

IL PIU’ GRANDE ED IL PIU’ PICCOLO - Nel database di personalizzazioni della Nike troviamo circa 450 modelli di scarpini, 250 dei quali sono ancora in attività. Il modello più grande attualmente è quello appartenente a Zlatan Ibrahimovic, che con gli adattamenti arriva ad indossare una misura mediana fra il 47 ed il 48, mentre il più piccolo è quello di Pedro, esterno ex Barcellona attualmente in forza al Chelsea, che calza un 38 e mezzo.

GLI SCATTI DI MERTENS - A colpire in Dries Mertens è la capacità di eseguire incredibili scatti nella breve distanza: le nuove Mercurial presentate dalla Nike hanno riscosso un feedback decisamente positivo da parte del folletto belga, che ha apprezzato l’allargamento del tacchetto anteriore, perfezionamento che gli permette di scattare prima. In quanto giocatore molto leggero, Mertens corre sulle punte ed una maggiore aderenza gli permette uno scatto migliore.

RITORNO AL PASSATO: TOTTI E ROONEY - Ci sono calciatori che comunque preferiscono rimanere attaccati alla tradizione: i fan più accaniti avranno sicuramente notato come Francesco Totti abbia indossato le Nike Legend aperte e non chiuse. Il problema è relativo alla conformazione del piede, che rende molto difficoltoso indossare le scarpe: per questo motivo il fuoriclasse giallorosso rimane decisamente più affezionato ai modelli in pelle anni ’90. Difficile che un giocatore a fine carriera decida di separarsi da un modello con la quale ha un ottimo feeling per un tessuto sintetico che, anche se più performante, non sente suo. Stesso discorso per Wayne Rooney: il fuoriclasse inglese, come molti difensori e portieri, rimane sorprendentemente fedele ai più datati modelli a sei tacchetti che sui campi fangosi permettono una tenuta migliore trattenendo meno terra. Con le nuove generazioni l’obiettivo è quello di introdurre definitivamente i nuovi modelli in grado di garantire una performance a livello di velocità migliore oltre ad un rischio di infortuni statisticamente ridotto.

 

Fonte: maidirecalcio.com

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