Rassegna Stampa

"La mia Roma da dieci"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-04-2016 - Ore 08:25

|

IL MESSAGGERO - CARINA - Forse non ci credeva più nemmeno Spalletti. E invece il gol diNainggolan, se fa perdere 10 di vita a Sarri e riapre la corsa al secondo posto, ne regala altrettanti a Lucio mai come stavolta prodigo di elogi: «Il voto alla squadra è dieci. 10. Abbiamo raschiato sul fondo del barile. I giocatori hanno sfruttato tutto al massimo». Non è stata la miglior Roma della sua gestione per fluidità della manovra ma proprio per questo motivo il tecnico tende a sottolineare i meriti del gruppo: «Abbiamo saputo soffrire. Loro hanno spesso creato superiorità numerica e in quei momenti c’era da stringere i denti. Ma non abbiamo concesso molto. C’è stata una crescita caratteriale. Diciamoci la verità, il pareggio sarebbe stato giusto ma noi ci siamo costruiti quella palla e legittimato la vittoria con un gol bellissimo. Successo guadagnato rubando centimetro dopo centimetro, non si può dire nulla». E per una volta non ha timore di elogiare anche i singoli, a partire da Totti: «Francesco fa comodo anche 15 minuti o 20. Se entra in campo con la volontà di cambiare la partita il suo contributo è sempre importante. La squadra ne subisce un beneficio, anche mentale. Anche col Napoli ha dato due palloni importanti. Del resto queste sono le sue qualità. Lui dentro l’Olimpico è comodo, è a casa sua».

NIENTE DA RIDERE - E probabilmente anche lui deve trovarsi a suo agio. Perché ad una domanda se si fosse mai sentito spalle al muro, Spalletti ne approfitta, seppur mai nominandolo, per replicare al comico Maurizio Battista che dopo Roma-Torino, gli aveva dedicato un video polemico su Facebook nel quale chiedeva ironicamente al tecnico: «Com'era quella storia che non è mai un solo giocatore a decidere una partita? A Spallè, un po’ di vergogna, poca poca… Quanto basta per chiedere scusa. Viva il capitano, il resto è merce di scambio». Alla prima occasione, Lucio non ha esitato a togliersi qualche sassolino dalle scarpe: «Io scelgo per la Roma, per me non è una questione di chi comanda, è una questione di risultati. Poi è chiaro che se qualcuno decide di guidare la macchina ad alta velocità, di fare il video e di dirti stronzo postando un video, è chiaro che si prendono le sbandate. E ce le prendiamo. Avete visto tutti: c’è gente che si riprende per fare il fenomeno… Ora bisogna prendersi le sbandate».

INTERVENIRE SUL MERCATO - Inevitabile parlare del secondo posto. Ora che sembra più vicino,Spalletti raccomanda giustamente prudenza: «Io penso che il secondo posto sia difficile da raggiungere, se si guarda il calendario. Ovviamente era un obiettivo difficile già quando ero arrivato a Roma. Però i calciatori della Roma hanno fatto delle cose importanti, arrivando a lottare anche oltre quello che credevo dall’inizio». Sono dichiarazioni giuste per non tramutare quello che sarebbe un piccolo miracolo sportivo (considerando dov'era la Roma al suo arrivo) in una delusione. Diverso invece il discorso se si parla in ottica futura. Perché terzo o secondo posto che sia al termine della stagione, andranno bene se parametrati con la gestione-Spalletti. Un po’ meno considerando quali erano gli obiettivi della società la scorsa estate. E Lucio la deve pensare in modo analogo, vista la risposta che fornisce quando gli chiedono che cosa separa la Roma dalla Juventus: «Bisogna comprare giocatori più forti. La squadra ha fatto sicuramente un ottimo lavoro ma bisognerà mettere mano, serenamente, su quelle cose che sono da migliorare». Senza giri di parole, il tecnico evidenzia il limite di questi ultimi anni. Parole («Bisogna comprare giocatori più forti») che vanno scolpite a futura memoria. Rappresentano la chiave del futuro.

Fonte: IL MESSAGGERO - CARINA

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom