Rassegna Stampa

Muzzi junior come papà. Ieri alla Roma, ora la Lazio

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-07-2016 - Ore 07:45

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Muzzi junior come papà. Ieri alla Roma, ora la Lazio

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ODDI - Una leggenda ormai quasi storia vuole che in una delle prime docce nello spogliatoio della Roma, un giovane Roberto Muzzi fu visto con un’aquila della Lazio al collo, poco apprezzata dai compagni, Bruno Conti in primis. La cosa non gli impedì di segnare coi giallorossi i primi gol in A; un giorno Boskov si girò nella sua direzione, disse «dai, scaldati che entri», ma non ce l’aveva con lui, chiamava Francesco Totti, stesso ruolo ma 5 anni in meno: pochi mesi dopo Muzzi lasciò Trigoria, 10 anni dopo si ritrovò alla Lazio. Lo stesso giro lo ha fatto il figlio, Ramon, classe ’98, a livello giovanile: due giorni fa la firma per la Primavera biancoceleste, anche qui senza passaggio diretto, ma con un anno alla Berretti del Torino (altra squadra di papà). Alla Roma arrivò 11enne, nei Giovanissimi era una riserva che però sapeva sfruttare i minuti che gli lasciavano, con gli Allievi Nazionali non giocò mai: troppi centravanti, rimase con la squadra dei ’99, mentre i suoi coetanei del ’98 vincevano lo scudetto, con Coppitelli in panchina. Lo stesso tecnico che avrebbe trovato quest’anno se fosse rimasto al Torino, che invece lo ha messo in lista di svincolo, nonostante una finale scudetto Berretti (persa con l’Inter) con maglia da titolare e gol.

SUGGERIMENTO DECISIVO - Lo seguivano Genoa, Sassuolo, Sampdoria e Pro Vercelli, la Lazio – che lo ha tesserato come «giovane di serie»: il contratto dovrà guadagnarselo – ha avuto la meglio, anche grazie al consiglio di papà Roberto, tecnico delle giovanili giallorosse fino a un anno fa, ora vice di Stramaccioni al Panathinaikos. La Roma ormai è il passato: l’ultimo legame con la famiglia Muzzi è Federico Ricci, che il nonno di Ramon preferì mandare a Trigoria da Bruno Conti invece che a Formello. Con tutto che il figlio Roberto, all’epoca, giocava lì.

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Oddi

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