Rassegna Stampa

"Palla a Salah e poi si vede...". Ora la Roma ha l'uomo in più

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-09-2015 - Ore 08:53

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GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI-Da queste parti basta poco. Bastano quattro partite quattro per farsi venire il dubbio che Salah, boh, chissà se questo è davvero forte, davvero decisivo, davvero un acquisto azzeccato. Ok, mettiamoci dalla parte di chi la pensa così. Ok, va bene pure il giochino dei conti della serva. Tre gol nelle ultime tre partite, meglio così? Mohamed Salah ha cominciato a ringraziare Allah con una frequenza impressionante. Ha cominciato alla Roma, eh. Perché a Firenze la magia gli era già riuscita, tra febbraio e marzo. Con il giallorosso addosso, eccola qui la serie (aperta, Bate Borisov avvisato) che mette il bavaglio pure a pensieri strani. Salah fa tris: Sassuolo, Sampdoria e Carpi. E finalmente una sua rete fa rima con una vittoria della Roma. E finalmente la moglie e la figlia, in tribuna all’Olimpico, possono far festa.

L'UOMO DRIBBLING - Salah ringrazia Allah, la Roma ringrazia quel giorno in cui Walter Sabatini decise di incaponirsi, decise che il miglior modo di cancellare l’errore Doumbia, sarebbe stato proprio portare alla Roma l’uomo sedotto e abbandonato per l’ivoriano. Altro passo, altra pasta, altra freccia. La Roma corre con Salah l’indispensabile. Lo era prima, a pieno organico. Lo è maggior ragione ora che gli infortuni toccano l’attacco, Totti e Dzeko. Salah le gioca tutte. Gioca a Borisov, martedì: il turnover è materiale per altri, l’egiziano è (anche) uomo Champions. È uomo per tutte le stagioni. E per tutte le azioni. C’è un dato che salta all’occhio, del suo match contro il Carpi. C’è un dato che spiega più di tutto il resto l’importanza di Salah: 13 dribbling tentati in 90’, sui 27 totali della Roma. Una su due ci pensa lui, una su due è «palla a Salah e poi si vede». Non un limite, semmai una risorsa se i compagni intorno a lui sono quelli di ieri. L’egiziano è l’uomo deputato alla superiorità numerica. È l’uomo a cui Garcia affida il cambio di passo di una squadra che altrimenti rischierebbe di avvitarsi su se stessa. Se non si avvita, se va fino in fondo e appende gli avversari al muro, è perché c’è quel piede di Salah a mescolare sogni e speranze. Che in fondo, è quello che è successo sul suo gol: palla recuperata (la seconda decisiva, dopo quella di Frosinone per Iturbe), Totti accompagnato nell’area avversaria e tocco facile (con sorriso annesso) per il 4-1. Poi è arrivato pure il 5-1, il sorriso lì era tutto di Lucas Digne: «Sono super contento di aver segnato il primo gol con la Roma, per di più in casa. Bravi tutti», ha scritto il francese su Instagram. Anche in quell’azione, tanto per intendersi, s’è visto bene il piedino di Salah.

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI

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