Rassegna Stampa

Alla soglia dei quarant’anni «invecchia» come un cognac

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-09-2016 - Ore 07:23

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Alla soglia dei quarant’anni «invecchia» come un cognac

IL TEMPO - CARMELLINI - Ci manca solo che si metta a camminare sull’acqua allo soglia dei quarant’anni. Cos’altro può fare capitan Totti oltre a entrare e risolvere, in un modo o nell’altro, una partita messa molto male? Da solo? No, certo, ma comunque contribuendo in maniera significativa a mettere in cassaforte tre punti pesanti: con piedi e testa. Perché è innegabile che con lui in campo la Roma ieri abbia giocato meglio, così come è ormai una certezza che la squadra senta il suo apporto anche morale. Il famoso leader in campo del quale ieri ha parlato Spaletti spiegando come anzi non «ne basti uno solo». Vero, però intanto quello che c’è, meglio averlo che non... Lui, il «capitano» lo ha fatto ancora, come in quelle «x» giornate della scorsa stagione che sembravano uscite dal libro cuore e con le quali ha scritto altre pagine della storia romanista.

Quest’anno è partito a testa bassa, ha fatto sempre il suo, si è allenato e aspettato il momento giusto, che, puntuale è arrivato... ieri pomeriggio dopo un tempo da dimenticare e un acquazzone modello sud est asiatico. Fiumi di retorica vetusta verrano di nuovo scritti sul tema «Totti sì, Totti no», i buonisti disposti a rimetterlo in campo dal primo minuto in tutte le partite, gli altri pronti a farlo smettere del tutto già da subito. In mezzo quello che Spalletti (bisogna riconoscerglielo) ha finalmente capito: Totti c’è, è un «lusso» accessorio che può far più bella la Roma, ma che chiaramente va centellinato come un cognac d’autore. Anche se, a vedere la facilità con la quale ha madanto in porta Dzeko ieri pomeriggio, qualche pensiero un po’ più «trasgressivo» è lecito farlo. Inevitabilmente.

Fonte: IL TEMPO-CARMELLINI

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