Rassegna Stampa

A 90 minuti dalla serie A tutta la città già sogna la festa in Piazza Maggiore

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-06-2015 - Ore 09:20

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A 90 minuti dalla serie A tutta la città già sogna la festa in Piazza Maggiore

LA REPUBBLICA – BACCOLINI - È stato il Comune di Bologna a violare per primo la cortina della scaramanzia, come del resto fa ogni volta che una squadra della città scende in campo per un grande traguardo. Annunciato ieri il transennamento del Nettuno a partire da stamani, misura di sicurezza obbligata ad evitare eccessi d’esuberanza in caso di festeggiamenti, non rimane che attendere la partita, sfibrandosi in queste ore di vigilia. Da Casteldebole invece nessuno parla: il riserbo è assoluto, su ciò che potrà succedere stasera dopo le 22.30, se la disfida per la serie A sarà andata come deve andare. «Tutto sarà spontaneo», hanno fatto sapere prudenzialmente dal Bologna, con infiniti condizionali d’ordinanza, anche se la carovana verso il centro, in caso di promozione, è da considerarsi scontata: resta solo da capire come verrà aggirato il cantierone, fissando in piazza Maggiore il tacito appuntamento di tutti i tifosi, come accadde nel 2008, quando Marazzina arringò la folla dal bus scoperto. Frattanto anche la città s’è sintonizzata sulla cautela, vivendo ore in apnea, a metà tra gli scongiuri e il religioso silenzio tipico delle vigilie, siano esse di sport o di scrutini. Pochi, in verità, i vessilli rossoblù appesi alle finestre, come dettava l’invito urbi et orbi del Bologna, riecheggiato dalla Confcommercio. Solo un paio di bandiere sulla direttrice stadio- piazza Malpighi, qualche rara vetrina a tema e nulla più. Sulla facciata di Palazzo d’Accursio spiccava così lo striscione più grande, un “Forza rossoblù” srotolato vicino alla statua benedicente di Gregorio XIII.

Stasera, invece, cancelli aperti dalle 18, nell’impianto che pure il Pescara sogna di conquistare, issato su magnifici ricordi: vi trovò già due volte la A, in coda a due spareggi contro Monza e Atalanta, fine anni ‘70, davanti ad esodi di migliaia di abruzzesi. Ma stavolta, almeno sulla cornice, sbatterà contro un muro rossoblù. Trentamila sono già muniti di biglietto, e al loro fianco ci saranno anche Joey Saputo e Luca di Montezemolo, vicini di poltrona in attesa, forse dalla prossima stagione, di esserlo anche nel consiglio della società. Joe Tacopina ha scelto di smaltire le tensioni a Coverciano: «Sono nervoso, ma ho fiducia – ha detto il presidente in visita all’amico romanista De Rossi –, credo nella squadra, in Rossi, in Corvino e nei nostri tifosi. Ovvio che vorrei subito la serie A, ma se non ci riusciremo il progetto non finisce. Il vero obiettivo è far tornare il Bologna una grande squadra come in passato. Il sogno è arrivare un giorno all’ottavo scudetto». Direttamente dal settimo e ultimo tricolore, invece, sfileranno a bordo campo le icone di Fogli, Pavinato e Perani, in un field box zeppo di vecchie glorie e recenti conoscenze: De Ponti, Cresci, Tarozzi, Bombardini, Cherubin, accanto alle famiglie Schiavio e

STRISCIONI E TRANSENNE Il vessillo rossoblù a Palazzo d’Accursio e, di lato, il Nettuno transennato qualche anno fa, misura di rito, ogni volta che la Bologna sportiva lotta per un traguardo

 

 

Fonte: LA REPUBBLICA – BACCOLINI

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