Rassegna Stampa

A Reggio Emilia la sveglia suona presto

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-03-2014 - Ore 08:25

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A Reggio Emilia la sveglia suona presto

La Roma abituata a giocare di notte stavolta si sveglia presto. All’una di stanotte le lancette dell’orologio dovranno essere spostate avanti di un’ora, perciò, la partita con il Sassuolo più che a pranzo sarà a colazione (11.30, anziché 12.30). Una sorta di fuso orario imprevisto per i giallorossi, che solo 10 volte su 30 hanno giocato con la luce del sole.

A dare il buongiorno alla Roma a Reggio Emilia ci sarà l’ex romanista Di Francesco, che ha un debole per chi romanista potrebbe diventarci: Antonio Sanabria. Domani l’attaccante arrivato dal Barça B spera di conquistare Garcia da avversario. Già in Spagna seguiva il calcio italiano e non si è perso una sola partita della Roma.

Per lui il calcio non è solo un mestiere, ma soprattutto una grande passione.

Quando finisce gli allenamenti, torna nella casa che ha preso in affitto e dove vive con il padre, e continua a palleggiare e a guardare qualsiasi gara trasmessa in tv, oltre a giocare a Fifa.

Con Di Francesco ha un rapporto splendido e non è un caso che il tecnico abbia deciso di mandarlo in campo nei minuti finali con l’Udinese e la Sampdoria. Due sconfitte, sì, ma lui ci ha messo personalità. Non tutti i classe ’96 avrebbero scelto di tirare una punizione al 90’ mentre la propria squadra stava perdendo: si è assunto una responsabilità che sul momento non l’ha ripagato (ha colpito la barriera), ma in futuro chissà.

Tra i neroverdi si è fatto già qualche amico, ha legato molto con Chibsah, Farias e, soprattutto, con Mendes, che giocava nella squadra B del Real e parla spagnolo come lui. Per ora Sanabria ha giocato 37 minuti con il Sassuolo, domani potrebbe raccoglierne altri preziosi. Come il suo cartellino: 4,5 milioni garantiti, ma l’operazione può arrivare a 12 milioni di euro con i bonus.

Di mezzo c’è la Roma, che potrebbe prenderlo a giugno o lasciarlo in prestito in Emilia. 

Due decenni prima di lui nasceva Totti, di cui vorrebbe essere l’erede. Il capitano ieri ha fatto gli straordinari, mentre Maicon continua a non allenarsi per via del dolore al ginocchio operato, che non gli ha impedito di essere tra i migliori in campo con il Torino: resta in dubbio.

Fonte: Il Tempo (E. Menghi)

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