Rassegna Stampa

Addio vecchio Parma il calcio assassinato tra traffici e imbrogli

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-06-2015 - Ore 07:14

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Addio vecchio Parma il calcio assassinato tra traffici e imbrogli

LA REPUBBLICA – PINCI  - Club fallito, potrà ripartire solo dalla serie D. Figc e Lega provano ad assolversi: “Noi non potevamo fare di più” Cinque presidenti in due mesi, 5 aste fallimentari, 114 calciatori di proprietà e 22,6 milioni di debiti sportivi. Il Parma Football Club sparisce per sempre. Bastano i numeri per raccontare la fine della società, sancita alle 14 di ieri dal giudice delegato Pietro Rogato. Ma non bastano a cancellare 102 anni di storia, 4 coppe europee, 3 coppe Italia e una supercoppa. Era sopravvissuto al crac Parmalat e all’arresto di Tanzi cambiando nome, da Parma Ac a Fc. Non ce l’ha fatta dopo 218 milioni di debiti totali e un anno delirante: a novembre esplode il caso degli stipendi non pagati, poi lo scellerato travaso di quote da Ghirardi all’albanese Taçi, che in un mese ha alternato 3 presidenti -Pietro Doca, l’avvocato Giordano, il 29enne Ermir Kodra - fino alla folkloristica cessione per 1 euro a Manenti. Il 19 marzo la sentenza fallimentare aveva anticipato la tragedia sportiva: la città che dodici mesi fa aspettava (invano) l’Europa ripartirà dai dilettanti. Alla deadline delle 14 non si è presentato nessuno disposto a farsi carico dei debiti: dopo le 5 aste fallimentari andate deserte, Giuseppe Corrado e l’ex giocatore di baseball italo-americano Mike Piazza, gli unici in trattativa privata, si sono ritirati. Troppo complicato coprire i costi, i 4,5 milioni di valore patrimoniale oltre ai tanti debiti. Circa 27 milioni totali a cui aggiungere oltre cento contratti a bilancio, senza nemmeno la garanzia che la federazione di Tavecchio avrebbe riconosciuto sufficiente questo sforzo economico per l’iscrizione al prossimo campionato di serie B. E pensare che per difendere i propri contratti, i calciatori - ora tutti svincolati - avevano rinunciato a qualcosa come 20-25 milioni di euro. Il lavoro dei curatori Anedda e Guiotto, coadiuvati da Demetrio Albertini, aveva portato complessivamente una scrematura del debito sportivo da 84 a 22,6 milioni certificati poi dal giudice, grazie anche alla transazione con quasi 300 creditori (c’era anche il City), di cui circa 250 calciatori. Tanti ne aveva il Parma, delirio firmato Pietro Leonardi tra capriole contabili e strani incentivi all’esodo, concessi a giocatori acquistati un’ora prima: nell’estate del 2013 erano addirittura 245 gli atleti controllati. Era l’anno del centenario, investimenti in grande stile e, a fine stagione, lo storico ritorno in Europa. Un ritardo nel pagamento della quota Irpef su anticipi a giocatori in prestito, circa 300mila euro, costò però l’iscrizione all’Europa League: sembrava una crepa, nascondeva invece una frana che ha seppellito puntualmente il club. Ma una frana con molti colpevoli.

Il movimento italiano ora si batte il petto: «Che non succeda mai più - le parole del dg della Figc Michele Uva, che al Tardini era stato con Tanzi- anche se la Federazione, con le regole vigenti, non poteva fare altro». li fa eco Maurizio Beretta, della Lega di A: «Noi abbiamo applicato le regole». Per evitare un Parma-bis, il 26 marzo la Federcalcio ha approvato nuove norme per l’iscrizione ai campionati che puntano al pareggio di bilancio entro 3 anni - e per l’acquisto dei club, vincolato dal 10% in su a criteri di solidità e onorabilità.

Intanto è già partita la corsa al ripescaggio. Contano la graduatoria dell’ultima stagione, la tradizione sportiva, gli spettatori degli ultimi 5 anni e il pagamento di una quota d’ingresso di un milione di euro. Il Brescia, penultimo in serie B, spinge e pare favorito, sperano anche Cittadella, Entella, Bassano e Benevento. Ma non è escluso che il campionato riparta con una singolare formula a 21 squadre. Al Parma invece non resta che la serie D, con una società nuova. Eppure il club sogna di andarsene con uno scudetto: quello dei Giovanissimi Nazionali, in semifinale nelle Final Eight di Chianciano Terme. Dovrebbero giocare grazie al sostegno economico di Barilla, la Figc ha dato parere favorevole: «Ci hanno assicurato che il Parma concluderà la stagione », giura il responsabile Palmieri. Comunque vada, almeno loro non hanno fallito.

 

Fonte: LA REPUBBLICA – PINCI

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