Rassegna Stampa

Adesso alla Roma serve più Salah

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-01-2016 - Ore 08:49

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Adesso alla Roma serve più Salah

GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - London calling, ma Roma calling soprattutto. Oggi come un anno fa, con la speranza che la storia sia diversa e che con la Roma, stavolta, vada tutto per il verso giusto. Dodici mesi fa Mohamed Salah era a Londra e aspettava solo un cenno del d.s. Sabatini per prendere il primo volo per Fiumicino. L’attesa durò a lungo, la storia è nota, il d.s. fu costretto a prendere Doumbia viste le smanie di partenza di Destro, lui andò alla Fiorentina e fu passione, interrotta però dal brusco addio estivo, per ritornare dal primo amore. 
CINQUANTA ITALIANE Il 2 febbraio divenne un giocatore viola, un anno dopo, alla vigilia della 50a partita italiana (tra Serie A, Coppa Italia, Champions ed Europa League), vuole ridiventare un giocatore della Roma. Un giocatore importante, dopo che dal derby dell’8 novembre non è stato più lui. Spalletti lo ha ribadito anche ieri e a distanza di due mesi e mezzo dall’intervento di Lulic che gli ha lesionato i legamenti della caviglia sembra arrivato il momento di mettersi alle spalle le difficoltà. E riprendere il cammino interrotto, 15 gol e 6 assist dopo il suo ottimo 2015 italiano, diviso più o meno equamente tra Fiorentina e Roma (9 i gol in viola). 
NUOVO RUOLO Anche perché l’egiziano adesso ha il fiato sul collo di El Shaarawy ed, eventualmente, Perotti: dei tre è quello tecnico e con più capacità di corsa in campo aperto, ma con Spalletti c’è bisogno anche di altro. E il tecnico ieri non ha fatto niente per nascondere quanto si aspetta da lui: «Salah è stato penalizzato dall’infortunio: si vede che non ha ancora lo la spunto e la brillantezza che avevano contraddistinto le sue qualità. Lui, come prima cosa, deve pensare sempre a puntare l’uomo: è questa la sua qualità, è casa sua». Il ragazzo deve sentirsi libero, essere sbarazzino, per usare un termine scelto proprio da Spalletti ieri, ma deve anche imparare ad essere tatticamente più disciplinato ed inserito in una squadra: «Non conta tanto giocare dieci metri più o meno fuori dal campo, ciò che va riconosciuto è quando si deve venire a prendere la palla sui piedi o in profondità: quella è una situazione che bisogna riconoscere». 
IN CATTEDRA Per Spalletti, Salah deve giocare più in mezzo al campo perché «fa più fatica a partire dall’esterno: il tragitto è più lungo e si incontrano più avversari». E quindi via alla lezione di tattica, Trigoria come Coverciano: «Se si torna per vie centrali, nel ribaltamento di fronte è più breve la strada per attaccare la porta. Queste sono precisazioni che però vanno superate: è il giocatore che deve sapere interpretare la situazione. Se la linea difensiva ti viene addosso bisogna andare oltre, attaccare in profondità. La sintesi è che Salah non ha ancora ritrovato il suo spunto da aggiungere alla sua qualità». Lo ritroverà oggi? In teoria sì, in pratica Salah sarebbe dovuto essere in ballottaggio con El Shaarawy, ma gli infortuni improvvisi di Digne e Torosidis hanno rimescolato le carte. A maggior ragione però, vista l’emergenza, Salah dovrà tornare quello del 2015. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI

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