Rassegna Stampa

Affitti troppo cari al Comune. Un palazzo comprato da Totti adesso è diventato un caso

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-03-2015 - Ore 09:28

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Affitti troppo cari al Comune. Un palazzo comprato da Totti adesso è diventato un caso

Tor tre Teste, Roma Est. Jogging, giostre, rugby, un vivaio calcistico con diversi scudetti in bacheca. Il palazzo di via Tovaglieri, di proprietà dell’Immobiliare Ten, società che fa capo alla famiglia Totti, ha tanti vicini di casa. Un edificio finito nel ciclone con i suoi 35 appartamenti affittati in questi anni dal Comune a 75mila euro al mese. La storia riempie uno dei capitoli del libro «I re di Roma. Destra e Sinistra agli ordini di mafia capitale», in libreria da ieri per Chiarelettere, firmato da Lirio Abbate, il giornalista dell’«Espresso» che anticipò due anni fa le clamorose risultanze dell’inchiesta della magistratura, e Marco Lillo, «inchiestista» di punta del «Fatto Quotidiano». Precisiamo, lo si fa anche nel libro, che non si tratta di situazioni «penalmente rilevanti». E che lo stesso Totti, pur proprietario ma mai amministratore della società, «potrebbe non essere a conoscenza della genesi e dell’evoluzione dei rapporti con il Comune» IL RUOLO DI ODEVAINE Il sospetto è che ci sia stato un grande spreco di soldi pubblici. Spunta nelle pagine il nome di Luca Odevaine, vicecapo di gabinetto in Campidoglio all’epoca di Veltroni, finito in carcere per Mafia capitale. «L’allora braccio operativo del primo cittadino è un romanista sfegatato, il Capitano lo conosceva bene e andava anche a trovarlo nel suo ufficio». Vengono citate due circostanze per sottolineare il rapporto: unnecrologio pubblicato da Totti alla morte del papà di Odevaine nel 2005, e il messaggio del capitano per una partita anti-razzismo organizzata da Odevaine nel 2013.    

DA BIDONE AD AFFARE Tutto comincia nel 2007 con l’acquisto di tre palazzi, uno in via Tovaglieri, e gli altri due a via Rasella, fra Palazzo Barberini e il Traforo, poi affittati agli uffici amministrativi dei servizi segreti italiani. Dei 16,9 milioni di euro dell’affare, 6 servono per acquistare l’immobile di Tor Tre Teste che diventerà uno dei Caat (Centri di assistenza abitativa temporanea) del Comune. «Sembra un bidone, ma tra il contratto preliminare e quello definitivo le cose cambiano. Il 16 ottobre viene nominata la commissione che deve valutare le offerte, presieduta da Luca Odevaine, e venti giorni dopo, il 7 novembre, la società di Totti stipula il contratto definitivo di acquisto in leasing». Poi la firma con il Comune, a fine 2008, ormai ai tempi di Alemanno. LE FAMIGLIE Lo stabile (inizialmente destinato per uso ufficio) non è in buone condizioni: «Da un mese nella nostra camera e nel bagno ci sono le infiltrazioni dal piano di sopra. E siamo tormentati dagli scarafaggi», spiega un’inquilina che abita uno degli appartamenti da 75 mq. Della manutenzione è responsabile una cooperativa pagata dalla Immobiliare Ten. A fine giugno, il Caat di Tor Tre Teste sarà dismesso. E si spera almeno che le 35 famiglie trovino una sistemazione migliore.

Fonte: gasport (V. Piccioni)

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