Rassegna Stampa

Agguato alla Juve di Zeman e Conti romani di Cagliari

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-12-2014 - Ore 08:27

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Agguato alla Juve di Zeman e Conti romani di Cagliari

Più che tecnica, è una trappola dei sentimenti, quella che può scattare al Sant’Elia imprigionando questa Juve di Allegri (amatissimo ex) lanciata verso due traguardi per lui significativi. Perché restare in testa significherebbe: 1) battere il record dei 94 punti ottenuto nel 2012 da Antonio Conte; 2) aver vissuto sempre al comando il 2014 (Juve capoclassifica dal 25 novembre 2013). Come accessorio di lusso, significherebbe pure tenere la Roma a distanza, ammesso che i giallorossi superino poi all’Olimpico questo Milan rilanciato.

 

 

I LOVE YOU Già, la Roma. Parlando di Cagliari, il riferimento all’intreccio affettivo è ineludibile poiché coinvolge l’allenatore e il capitano dei sardi. E pure due attuali colonne romaniste che appena ieri si battevano per i colori rossoblu. Ecco spiegato il riferimento di partenza a questo trappolone del tutto particolare. Falling in love: gli americani definiscono così l’innamoramento. In questo caso dovrebbero dire falling for love, «cadere per amore»: la Juve può cadere a causa dell’impegno extra assicurato dai cuori romanisti di Zeman e Conti. E dalla carica che certamente sarà stata trasmessa via telefono ai loro ex compagni da Astori e Nainggolan.

 

 

 
QUEI PRECEDENTI «Qualche volta le mie squadre hanno saputo creare problemi alla Juve» ha ricordato giusto ieri Zeman con atteggiamento sornione ed evitando di dire che l’ultimo successo risale al 15 novembre 1988 e lui era, appunto, alla Roma. Adesso il boemo sa perfettamente di avere una squadra di molto inferiore alla capolista sul piano dei valori tecnici. E allora ha puntato grosso sulla carica agonistica, sul prestigio, sul senso di rivalsa dei suoi giocatori avviliti da una classifica infelice. Il suo Cagliari non ha ancora vinto al Sant’Elia (occhio alla cabala, conta pure quella…) e razionalmente non può certo sperare di farlo proprio in occasione della partita più difficile del campionato. Ma il risultato nel calcio spesso non obbedisce alla somma dei rapporti di forza. Può incidere, come no, la determinazione e l’astuzia con la quale il piccolo Davide affronta il gigante Golia.

 

 
I BOTTI Zeman, al di là di Ibarbo dentro o fuori, ha preparato i suoi uomini a un match speciale, quello di fine anno. Un match con i botti. Finora, il Cagliari è esploso solo in trasferta: 4-1 a San Siro sull’Inter e poi 4-0 a Empoli. In casa ha fermato Samp (2-2), Milan (1-1) e Genoa (1-1) perdendo di misura contro Atalanta e Torino (1-2), affogando contro la Fiorentina (0-4) e bucando l’ultima uscita, lo scontro diretto col Chievo (0-2). Il pubblico sta pazientemente attendendo l’exploit, che in questa circostanza sarebbe particolarmente gradito pure nella capitale. Bisogna che la sua squadra ci provi con tutte le sue risorse. Lo deve, Zeman, oltre che alle stringenti esigenze di classifica al suo personaggio ancora così stimato a Roma. Un apprezzamento basato sì sui contenuti spettacolari e imprevedibili del suo calcio, ma pure sulle crociate contro una certa disinvolta Juve del passato condotte con sprezzo del pericolo mediatico e anche della sua adolescenza da tifoso bianconero.

 

 
IL CAPITANO Passando dalla panchina al campo, ad orchestrare quel gioco spumeggiante, marchio di fabbrica di Zdenek, che al Sant’Elia finora si è visto a sprazzi, ecco Daniele Conti , il capitano. Che a Roma è personaggio invece non amatissimo per via dei molti gol rifilati al club di suo padre e della sua formazione calcistica. Ma Daniele, il capitano, è sempre e comunque romanista nell’animo e allora questa sfida deve fargli un certo effetto. Così come sostenitori del Cagliari sono rimasti i neo romanisti Astori e Nainggolan.

 

 

CARO NAINGGOLAN Ad essere precisi, il centrocampista belga di origini indonesiane, è ancora per metà del club di Tommaso Giulini, che in estate conta di ricavare il giusto (cioè tanto) dalla definitiva cessione. Fermando oggi la capolista, magari Sabatini al momento della risoluzione allargherà più volentieri i cordoni della sua borsa della spesa… E quindi chissà che anche il presidente, vecchio cuore interista, non abbia arringato a dovere i suoi ragazzi.

Fonte: gasport (N. Cecere)

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