Rassegna Stampa

Agnelli boccia Roma e le milanesi “I nostri primi avversari siamo noi”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-07-2015 - Ore 07:56

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Agnelli boccia Roma e le milanesi “I nostri primi avversari siamo noi”
LA REPUBBLICA - GAMBA - La Juve rinnova contratti ma ancora non compra fantasisti: ogni cosa a sua tempo. Agnelli ha preso l’abitudine di benedire in pubblico gli accordi con gli uomini della vecchia guardia, cominciò con Buffon e Chiellini, ha proseguito con Marchisio, ieri ha testimoniato il prolungamento fino al 2020 (a 3.5 milioni stagionali) con Bonucci. «Per me è più bello che presentare un nuovo acquisto. Aggiungendo Barzagli a questi quattro, abbiamo un blocco azzurro come nella migliore tradizione juventina. È importante, in questa fase di profonda rivisitazione della squadra». È il gioco di incastri nel quale si sta cimentando Marotta: da un lato irrobustisce lo zoccolo duro, affinché non venga rammollito dalle celebri partenze, dall’altro aggiunge freschezza perché il progetto non è preparare la squadra che vinca il quinto scudetto consecutivo ma una che in futuro ne sappia vincere altri quattro di fila. Lo stesso Bonucci, unico sopravvissuto della prima campagna acquisti di Agnelli, dell’estate 2010, parla di ciclo che comincia, di ciclo che finisce: c’è, nella squadra, questa sensazione di discontinuità con il passato benché l’allenatore sia lo stesso e buona parte della squadra titolare (nove undicesimi, allo stato attuale) pure. Ieri, significativamente, è diventata ufficiale la cessione di Vidal al Bayern Monaco. Il cileno ha salutato dando un colpo al cerchio («Qui posso vincere la Champions») e l’altro alla botte («Sarò sempre juventino nell’anima »), ma quello che conta è che l’operazione abbia garantito 37 milioni più 3 di bonus e, soprattutto, una sensazionale plusvalenza di 31.7: dal punto di vista finanziario e tecnico è stato un affarone, anche se la coperta di Allegri resta ancora corta e il tecnico dovrà rassegnarsi a partire per la Cina, domenica, con la squadra ancora incompleta, benché sperasse di completarla già in settimana. Difficilmente accadrà. Oggi, intanto, i bianconeri giocheranno a Danzica, con il Lechia (ore 17 italiane, diretta Sky Calcio1), la secconda amichevole stagionale: è previsto il debutto di Khedira ed è probabile che venga rispolverato il 3-5-2, quasi a sottolineare il bisogno di un numero dieci o di chi ne faccia la veci, tipo Pereyra, il quale però s’è messo al lavoro solamente lunedì scorso.
Ad Allegri si chiede di non avere fretta, di non fare come Conte che al suo posto sfrigolerebbe d’impazienza. Il mercato dei fantasisti è complicato. Gli ultimi sondaggi sono stati fatti in Premier, ma l’una e l’altra Manchester non hanno lasciato aperture né per Mata (United) né per Silva e Nasri (City). L’idea è di tornare a botta per Draxler, di riaggiornare la vicenda Goetze tra un paio di settimane e di tenere d’occhio la situazione degli scontenti e degli esuberi: Cuadrado, in questo ambito, è un nome pertinente. Qualcuno sta cominciando a rimpiangere la scelta di aver lasciato Berardi a Sassuolo per un altro anno ancora: se c’è un ciclo da cominciare, tanto valeva cominciarlo con il talento più limpido tra i tanti che la Juve ha sotto controllo. Forse, in definitiva, hanno ragione Agnelli e Bonucci: «I nostri primi avversari saremo noi stessi».

Fonte: LA REPUBBLICA - GAMBA

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