Rassegna Stampa

Aia, Nicchi rivince ancora. «Eliminiamo la violenza»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 25-09-2016 - Ore 08:26

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Aia, Nicchi rivince ancora. «Eliminiamo la violenza»

LA GAZZETTA DELLO SPORT – CENITI - Vince la continuità. Un trionfo per Marcello Nicchi: incassa il 3° mandato di fila a capo dell’Associazione italiana arbitri e lo fa con numeri schiaccianti. A dargli fiducia sono 242 delegati su 336, lo sfidante Antonio Zappi si ferma a 95. Siamo al 71,8% contro il 28,2%, gap enorme che spazza via le residue polemiche sul quorum abbassato da Nicchi per un candidato presidente (pure di sezione) in cerca della 3a rielezione: con le vecchie regole sarebbe stato necessario il 66% invece del 55% attuale.

FAIR PLAY - Il numero uno godeva dei favori del pronostico, ma Zappi aveva condotto una buona campagna elettorale, puntando sulla necessità di ricambio per dare all’Aia nuovo slancio. A dargli manforte Stefano Braschi, ex designatore Can A fino al 2014. E proprio questa discesa in campo è stata motivo di un botta e risposta durante gli interventi prima del voto. «Sai quanto ho fatto per te, mi sarei aspettato un comportamento diverso», ha detto Nicchi. Pronta la replica di Braschi: «È sbagliato sentirsi immortali: sono fedele alle idee, non alle persone». Zappi aveva usato una metafora da figli del vento per convincere l’assemblea: «Dopo Lewis c’è stato Bolt, dopo Bolt ci sarà un altro. Servono idee nuove». Nulla da fare, Nicchi è andato forse al di là delle sue previsioni. «Non ci sono sconfitti, nell’Aia sono tutti vincitori. Ora voglio godermi il momento», ha detto dopo la proclamazione, concedendo l’onore delle armi a Zappi. Che con fair play ha commentato: «Complimenti a Nicchi, ha vinto la democrazia».

APPLAUSI A TAVECCHIO - Il presidente ha ricordato: «La mia strada sarà sempre la stessa: lealtà, onestà, condivisione, passione e amore per i nostri ragazzi. Dobbiamo eliminare per sempre quel cancro che si chiama violenza. Gli arbitri, specie i più deboli, non si devono toccare». Parole pronunciate guardando dritto verso Carlo Tavecchio, numero uno Figc, a cui l’Aia ha chiesto un giro di vite contro i tesserati violenti: Daspo a chi aggredisce un arbitro». Nicchi ha aggiunto: «La Var? Faremo i test (al via la settimana prossima, ndr) con grande attenzione: siamo i primi a volere un aiuto tecnologico certo. La divisione tra Can A e Can B, chiesta dalle Leghe, sta portando vantaggi dopo un avvio difficile, va bene così. Semmai si può valutare di far dirigere qualche gara di B agli arbitri di A». Chiusura riservata a Tavecchio, che ha riscosso l’applauso più sentito quando ha ricordato «da presidente dei Dilettanti mi sono trovato davanti a 200 arbitri, non mi era mai capitato di vedere tante facce pulite. Ora Fifa e Uefa hanno al vertice due persone (Infantino e Ceferin, ndr) molto vicine all’Italia. Un vantaggio per l’Aia».

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Ceniti

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