Rassegna Stampa

Alcol e botto in Ferrari la bravata di Arturo Ma il Cile lo grazia

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-06-2015 - Ore 06:45

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Alcol e botto in Ferrari la bravata di Arturo Ma il Cile lo grazia

LA REPUBBLICA - SORRENTINO - Da vero bad boy, Arturo Vidal non si è fatto mancare niente, nella notte di Santiago che è stata un classico del genere. Notte da gioventù bruciata, con tutti i crismi: la serata al casinò, l’alcol ingerito con la solita nevrotica baldanza, il rientro in Ferrari con la moglie al fianco e in orario accettabile (le 10 di sera), l’incidente con un’altra auto (senza gravi conseguenze per le persone, per Vidal solo una botta al collo), la fuoriserie scassata, il tentativo di negare le sue responsabilità ma con la lingua intorpidita dall’alcol («Guidava mia moglie, non io»), la lite con i gendarmi e il classico «lei non sa chi sono io», l’arresto, la notte in cella, il veloce processo e la sentenza del tribunale di San Bernardo. Patente ritirata per 120 giorni, e obbligo di firma una volta al mese al consolato cileno di Milano.

In fondo gli è andata bene. Perché gli hanno trovato ben 1,21 grammi di alcol nel sangue. Perché potevano ritirargli la patente per due anni, visti i suoi precedenti (multe per eccesso di velocità e per transito col semaforo rosso). Perché nell’incidente sulla Ruta 5 Sur, fuori Santiago, se ci fossero state lesioni alle persone Vidal rischiava il carcere in ossequio alla Ley Emilia, in vigore in Cile. E perché dopo che durante il processo Vidal ha taciuto, offesissimo, declinando solo le generalità, mentre fuori centinaia di persone manifestavano in suo favore (tutto il mondo è paese), il ct del Cile non lo ha escluso dalla Copa America, anche se il regolamento della federazione, per i casi come il suo, lo prevede eccome. «Ha commesso un errore ma è un giocatore che in passato ha dato moltissimo alla nazionale, rischiando la carriera per questa maglia. Sono tante le cose da mettere sulla bilancia», il commento del ct Jorge Sampaoli. Tra le cose sulla bilancia, anche il fatto che il Cile organizza la Copa America e che Vidal ne è già il capocannoniere, con tre gol nelle prime due partite. Insomma, ci si piega alla ragion di stato, ma il danno d’immagine per Vidal, per nulla nuovo a certe imprese, resta. Anche se lui a fine giornata si scusa, in apparenza contrito: «Ho bevuto un paio di drink e ho messo a rischio la vita di mia moglie e di altre persone. Sono pentito. Mi scuso con tutto il Cile». Ma a peggiorare le cose, un audio diffuso dalla radio Bìo Bìo, in cui si ascolta il colloquio tesissimo tra i “Carabineros” cileni (si chiamano così in omaggio ai Carabinieri italiani) e Vidal, subito dopo l’incidente. Prima il calciatore prova a negare («Credi che fossi così stupido da guidare io?») poi, quando gli mettono le manette ai polsi: «Ah, mi ammanetti?». «Non renda le cose più difficili… ». «Bene, arrestami. Ma poi manderai a puttane tutto il Cile».

 

Fonte: LA REPUBBLICA - SORRENTINO

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