Rassegna Stampa

Alessia Zecchini, il Bolt dell’apnea: "Totti è uno sportivo fuori dal comune"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-10-2016 - Ore 17:42

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Alessia Zecchini, il Bolt dell’apnea:

CORRIERE.IT - PIACENTINI - Il Campionato Mondiale di Apnea Outdoor, in programma a Kaş, in Turchia, dal 2 al 9 Ottobre, Alessia Zecchini se lo vedrà in televisione da casa per colpa di un vecchio infortunio al ginocchio, che si è procurata la scorsa estate mentre faceva surf. Per la nazionale italiana è un colpo durissimo: è come se, per rendere l’idea, la Giamaica si presentasse ai Giochi Olimpici senza Usain Bolt. Perché la ventiquattrenne romana è di gran lunga l’atleta più forte in circolazione ed è garanzia di medaglia: attualmente, infatti, detiene contemporaneamente 6 record del mondo di immersione, uno per ogni specialità, e ha già vinto 8 medaglie d’oro mondiali, 3 d’argento e 1 di bronzo. Una fuoriclasse assoluta dello sport italiano: il presidente del Coni, Giovanni Malagò, l’ha voluta prendere sotto la sua ala e, prima che la candidatura di Roma per i Giochi del 2024 naufragasse, l’aveva inserita in Italia Team, il progetto per valorizzare nel mondo le eccellenze sportive italiane.

Mi sento come Tamberi

Ci teneva parecchio, Alessia, a partecipare ai mondiali in Turchia. «Mi sento come Tamberi (campione del mondo di salto in alto che ha dovuto rinunciare ai giochi di Rio per infortunio, n.d.r.) prima delle Olimpiadi, ma tornerò più forte di prima e punto già al prossimo record. Volevo andare da “capitano non giocatore” ma poi sarebbe stato troppo duro vedere le altre gareggiare e vincere con quote molto inferiori a quelle che faccio io». A vederla da vicino, a Roma nella sede della Fipsas (una delle federazioni storiche del Coni che oltre all’apnea vanta anche altre attività come il nuoto pinnato e la pesca sportiva), sembra una ragazza come (quasi) tutte le altre della sua età. Una laurea in Scienze Motorie, un Master al Coni, e le passioni di una ventiquattrenne: il surf, il motorino, i rollerblade, i social network (“di questi tempi bisogna avere per forza un profilo, anche per promuovere la tua immagine”), le vacanze (“vorrei andare alle Bahamas per fare un nuovo record, poi magari mi fermo un paio di settimane lì”) e il tifo calcistico per la Roma e per Francesco Totti.

Vita spericolata

La sua esuberanza la esibisce quasi come un’altra medaglia. “Senti qui, tocca, tocca”, dice mentre parla della placca in titanio che ha nel braccio destro. “Mi sono rotta ulna, due legamenti e un tendine in un incidente col motorino, però non è stata colpa mia eh…mi sono venuti addosso”,si giustifica. “E comunque - aggiunge con una punta di vanità e di sano spirito di competizione - con questa placca nel braccio ho fatto tre record del mondo e il risultato a cui sono più affezionata, cioè il record di 250 metri nella Dinamica con Attrezzi realizzato a Lignano Sabbiadoro, nel mondiale organizzato dalla Fipsas”. Un’altra sua passione, il surf, le è costata la rinuncia al mondiale turco. “La scorsa estate - racconta - ero in vacanza a Tenerife. Mi ero portata tutto l’occorrente per allenarmi, ma poi il mare non lo consentiva e allora mi sono buttata sul surf e mi sono fatta male. Sembrava una cosa da niente, sembrava tutto passato, e invece ora sento dolore”.

Il sogno olimpico

L’apnea non è (ancora) una disciplina olimpica, ma tra i sogni nel cassetto di Alessia c’è quello di partecipare ad un’Olimpiade. E se non ci riuscirà nello sport in cui è la più forte in assoluto, ha già pronto il piano di riserva. “Le farò con i rollerblade, i pattini. Già ora per allenarmi faccio 25 chilometri al giorno, ci riuscirò. Non ho dubbi”. Così come non ha dubbi sull’impatto che avrebbero avuto le Olimpiadi a Roma. «Sarebbero state un grande evento. Prima di dire no a prescindere ci si doveva pensare meglio: a Roma ci sono mille stadi inutilizzati, non serviva fare infrastrutture ma sistemare quelle che attualmente sono in stato di abbandono. Dai Mondiali di nuoto del 2009 ci sono impianti che vengono chiusi una volta al mese, potevano intervenire su quelli».

Io, la Roma e Totti

Tra le sue passioni più grandi ci sono la Roma e il suo capitano, Francesco Totti. Quando scende in mare a cento metri di profondità, lo fa con il logo della Roma sulla pinna (“E’ quello vecchio, ma dovrò sostituirlo con quello nuovo sennò il presidente Pallotta si arrabbia”) e undici adesivi che raffigurano degli “squaletti” giallorossi. Una passione che comincia da bambina. «Ho ancora la tessera di quando avevo 8 anni. Sono una tifosa da curva Sud, poi Malagò ha cominciato a darmi i biglietti in Tribuna d’onore, però lì non canta nessuno», confessa con l’innocenza della sua giovane età. «Sono stata anche a Trigoria, lì ho conosciuto De Sanctis, Florenzi e Totti che stava con il figlio. Francesco è uno sportivo fuori dal comune, un esempio per dedizione e professionalità: io a 40 anni non mi ci vedo a fare immersioni sott’acqua». Lei preferisce le Bahamas, ed è difficile non essere d’accordo.

Fonte: Corriere.it - Piacentini

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