Rassegna Stampa

Alisson primo flop, Szczesny il rimedio. Formello straniera

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-07-2016 - Ore 07:00

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Alisson primo flop, Szczesny il rimedio. Formello straniera

CORRIERE DELLA SERA - TUCCI - Le vacanze per Lazio e Roma sono finite, ma i problemi restano. Il più imbarazzante riguarda il giocatore che dovrà difendere la porta giallorossa. Ricorderete che, durante l’inverno, Sabatini aveva annunciato con grande euforia l’acquisto di un giovanotto, Alisson, che avrebbe difeso a lungo i pali romanisti, essendo poco più che un ragazzo (23 anni all’anagrafe). Un fenomeno, secondo il ds, già maturo per la porta della nazionale carioca. Di Szczesny che ne sarebbe stato? Nessun problema. Sarebbe tornato all’Arsenal. Senonchè, in Coppa America, Alisson ha dimostrato di non essere quel fuoriclasse sbandierato. Il flop è stato doppio: della squadra e del portiere, autore di un paio di papere colossali (per essere buoni). Ed allora, che succede? Spalletti deve aver gridato forte, la società è stata costretta a correre ai ripari, chiamando l’Arsenal che ora ha il coltello dalla parte del manico. Dovrebbe essere rinnovato il prestito oneroso, con riscatto tra 15 e 18 milioni. E Alisson? Forse lo si lascerà in Brasile, di modo che maturi e che dimostri di non essere una mezza calzetta. De Sanctis rimarrà: meglio l’usato sicuro che un’incognita. I grattacapi non finiscono qui: Digne non tornerà, ci si deve affrettare a concludere con Mario Rui. Per gli altri colpi il solito balletto di voci con una sola certezza: le casse della Roma non sono piene. Non dimentichiamo che i preliminari Champions sono il 16 agosto e per quella data Spalletti si aspetta di evitare figure barbine.

Come le grandi star Bielsa arriva ultimo a Formello, ma ha in tasca — sostengono suoi amici — alcuni nomi che vorrebbe portare in Italia: un francese del Marsiglia, Morel, un centrale brasiliano ed un ecuadoriano che si chiama Enner Valencia. Di italiani nemmeno l’odore. Primo, non li conosce, secondo quelli buoni costano troppo. Il solito ritornello: impareranno mai i nostri dirigenti a valorizzare i vivai? Ricordate la favola di Florenzi, ceduto al Crotone per poi essere riacquistato col giusto sacrificio economico?

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