Rassegna Stampa

Alisson: "Szczesny non mi spaventa e Totti è un idolo"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-07-2016 - Ore 07:10

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Alisson:

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Un'attenzione maniacale, una cura ossessiva della preparazione tattica a cui sta sottoponendo la sua nuova Roma. O la parte di nuova Roma che Spalletti può avere a disposizione in questi giorni di ritiro. I primi risultati di tanta attenzione si potranno vedere nella prima amichevole estiva in programma domani pomeriggio tra le Dolomiti contro una rappresentativa di Pinzolo. Si lavora su una difesa a quattro (anche perché, escluso Manolas, tre centrali di livello al momento non ci sono) e di un centrocampo a tre, con il numeroso staff di lavoro del tecnico toscano che si divide nel dedicarsi a ogni reparto individualmente. Spalletti cura nei dettagli anche la postura dei suoi giocatori, in attesa che la società gli metta a disposizione qualche acquisto nuovo in difesa. In questo senso il cerchio sembra stringersi sempre più intorno a Juan Jesus, come è il ds dell’Inter, Ausilio, ad ammettere. «Ci sono stati alcuni contatti con la Roma, non lo nascondo. Stiamo parlando». I nerazzurri sono in ritiro a Brunico, e, nel caso i due club raggiungessero un accordo nelle prossime ore, il difensore brasiliano potrebbe raggiungere direttamente a Pinzolo. In casa giallorossa si mostra piuttosto sereno, nonostante l« lentezza del mercato in entrata, il diggì Baldissoni. “Stiamo lavorando, abbiamo degli obiettivi per completare il reparto difensivo. In tempi relativamente brevi completeremo la difesa. Se poi ci saranno occasioni, le vedremo più avanti ». Si è intanto presentato il brasiliano Alisson. Deciso e con una faccetta destinata a far innamorare tutte le romaniste, il portiere si è detto non preoccupato della possibile conferma di Szczesny (si aspetta che il polacco torni dalle vacanze-viaggio di nozze per chiudere con l’Arsenal il rinnovo del prestito). «Ci sarà una concorrenza leale tra noi. Io sono qui per dimostrare il mio valore». Onorato di giocare con Totti («Mio nipote si chiama Francesco in suo onore») e con le caratteristiche adatte al gioco europeo: «Ho sempre cercato di giocare con i piedi, mi metto a disposizione dei compagni per essere una risorsa in più».

Fonte: La Repubblica - Ferrazza

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