Rassegna Stampa

Allarme stadio piano del questore “Nelle curve mille in meno”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-07-2015 - Ore 08:04

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Allarme stadio piano del questore “Nelle curve mille in meno”
LA REPUBBLICA - CAPPELLI - Escono i nuovi calendari di serie A e il questore Nicolò D’Angelo non perde tempo: presenta l’ordinanza sul nuovo “Modello organizzativo per la sicurezza degli incontri di calcio”, dopo un confronto con la prefettura e il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.E ne illustra i punti principali. Che non sono cosa da poco. E che riguarderanno, innanzi tutto, la «riduzione della capienza delle curve dello Stadio Olimpico» ha detto ieri il numero uno della questura, «l’apertura di corridoi per garantire interventi di soccorso e l’aumento della presenza di steward». Non solo. «Abbiamo dato 184 Daspo in sette mesi e continueremo ad avere il pugno duro». E fa poi una riflessione: «È molto triste che Roma abbia anche il primato della violenza negli stadi».
Ma cosa significa riduzione delle curve? «Riguarda la restrizione da 8.500 a 7.500 posti per ragioni di sicurezza. In realtà poi nelle curve si arriva addirittura a 11-12mila persone tutte assiepate sui gradini: passare di lì nel caso in cui ce ne sia bisogno è assolutamente impossibile». Si immagina perciò che «al centro e ai lati delle curve nord e sud non sosterà più nessuno» grazie a un grande corridoio protetto da new jersey alti 2,20 metri e sorvegliato da file di steward, mentre sulle fasce sarà creato maggiore spazio in cui sarà vietata la sosta dei tifosi. Ci sarà poi un miglioramento dei sistemi di videosorveglianza: «Cosa che renderà impossibile l’assemblaggio di striscioni lunghi 30 metri come quello contro la madre di Ciro Esposito ». Quanto agli steward, sono in corso inchieste che riguardano almeno 8 di loro: «Hanno consentito scavalcamenti o hanno fatto passare persone senza biglietto», spiega D’Angelo. Tutto il nuovo sistema dovrebbe partire il 30 agosto, con Roma-Juve, che sarà forse anticipata alle 18.
«Tutto questo perché è necessario cambiare la mentalità: cominciare a dire che ci sono cose che non vanno e che devono essere trasformate. Militarizzare mettendo più agenti nello stadio non serve a niente».
«Nella finale di Coppa Italia, per evitare commistioni tra tifoserie» spiega ancora D’Angelo, «abbiamo dovuto tagliare in diagonale lo Stadio e lo riproporremo, anche se questo avrà ripercussione pesanti sul traffico ».
«C’è poi il difficile problema della tifoseria politicizzata ed estremizzata» conclude il questore. «L’abbiamo visto a San Nicola e nelle ultime partite». E anche nelle inchieste della procura di Roma, dove sono finiti nel registro degli indagati diversi soggetti della curva sud appartenenti a CasaPound.

Fonte: LA REPUBBLICA - CAPPELLI

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