Rassegna Stampa

Anche De Rossi si sbilancia: ''Scudetto, si può''

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-08-2014 - Ore 10:45

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Anche De Rossi si sbilancia: ''Scudetto, si può''

Partiamo per dare fastidio alla Juventus che è la più forte. Quest’anno però per la prima volta dico che possiamo puntare allo scudetto, ma puntarci è diverso dal farlo sembrare facilissimo». Ricomincia la sfida a distanza tra la Roma e la Juventus, e il primo a lanciarla è Daniele De Rossi. «Speriamo – le parole del centrocampista a fine gara – che loro facciano meno punti rispetto allo scorso anno, poi ci sono altre squadre attrezzate per giocarsela».

È stata una bella Roma per almeno un’ora, poi il calo. «Nelle prime partite è normale che ci sia un po’ di flessione. La Fiorentina è una squadra propositiva, un po’ si rischia ma noi abbiamo uno dei portieri più forti in circolazione». Serata di festa anche per i quasi cinquantamila che ieri sera erano presenti allo stadio Olimpico. Bello l’abbraccio sotto la curva Sud a fine gara. «Era tanto tempo che non ci vedevamo con i nostri tifosi, era doveroso per noi andarli a salutare ».

Applausi anche per il presidente Pallotta e per Rodrigo Taddei. Il brasiliano ha assistito al match in curva, ricevendo cori da parte della Sud che hanno riservato uno striscione («C’è chi raccoglie la sfida e chi si vende per 30 denari. Avanti Roma… verso traguardi stellari») all’ex Benatia e che nel pomeriggio di ieri ha diramato un comunicato sull’uccisione di Ciro Esposito.

«La sua morte – si legge – è per noi una tragedia abnorme, che però, per come è avvenuta, esula dal mondo ultrà. È una vicenda disgraziata e dolorosa che ha distrutto la vita di due famiglie, portando alla morte assurda di un giovane e alla quasi sicura amputazione della gamba di un altro (Daniele De Santis, accusato di aver sparato a Ciro Esposito e poi picchiato dai tifosi napoletani, ndr). Si sono oltrepassate, di molto, le regole di ingaggio tipico dello scontro tra tifoserie».  Nel comunicato si specifica di «ammettere le proprie responsabilità e impegnarsi in un nuovo corso, soprattutto per la crescita delle nuove generazioni che riempiranno le curve nei prossimi anni».

Fonte: Gasport

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