Rassegna Stampa

Apoteosi Roma, Lazio furiosa

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-11-2015 - Ore 07:47

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Apoteosi Roma, Lazio furiosa

MESSAGGERO - TRANI - Tagliavento è purtroppo il protagonista della sfida dell’Olimpico per il rigore che farà discutere a lungo e che, visto da tutte le angolature, resterà comunque fasullo: l’intervento di Gentiletti su Dzeko, all’alba del match, è fuori area, l’arbitro di Terni ha visto male e il suo collaboratore Manganelli non lo ha certo aiutato. La premessa, però, non giustifica la caduta della Lazio che nel derby ha fatto poco o niente. Solo in 2 casi ha avuto la possibilità di segnare, con la traversa per il possibile 1 a 1 di Felipe Anderson e con la chance sprecata da Klose sul 2 a 0. La Roma ha invece confermato di essere più squadra e più completa: gli 8 punti di differenza in classifica ci stanno tutti. Garcia, come il 25 maggio scorso, si è nuovamente aggiudicato tatticamente il duello con Pioli. Anche questi sono 3 punti che pesano: i giallorossi restano vicinissimi alla vetta, lontana solo 1 punto; i biancocelesti, con il 3° ko consecutivo (il 6° su 12 gare di campionato), sono sempre più distanti dalla zona Champions (7° posto).

GESTIONE DIFFERENTE L’Olimpico, con le curve deserte, ha offerto più tristezza che spettacolo. La Roma ha raccolto il massimo, perché si è presa il successo e anche la passione, contando sulla maggioranza dei tifosi (gli abbonati) che l’ha spinta a vincere il secondo derby consecutivo, come non era più accaduto da 4 anni e mezzo. In partenza senza italiani (e romani), ha subito mostrato di essere fisicamente più attrezzata della Lazio. Merito di Garcia che deciso di utilizzare solo i giocatori in salute. Con De Rossi finito addirittura in tribuna, Maicon è rimasto a guardare in panchina e Florenzi ha avuto spazio solo durante la ripresa. In più Keita, assente dal 26 settembre, ha giocato solo metà del secondo tempo: meglio non rischiare. Pioli, invece, ha deciso di rilanciare Parolo, fuori da 1 mese esatto e recuperato solo al fotofinish. La forzatura non ha pagato: il centrocampista non è sembrato pronto.

FILM GIÀ VISTO La Roma, nell'atteggiamento, ha concesso il bis. Il derby di ieri è stato simile a quello del maggio scorso. L’iniziativa lasciata alla Lazio, l’equilibrio per proteggere la difesa e il contropiede per andare a dama. Senza lo squalificato Pjanic e l’infortunato De Rossi, Garcia ha optato per il 4-2-3-1, con 2 mediani muscolari, Nainggolan e Vainqueur, rispettivamente chiamati a fermare Lulic e Parolo. Da trequartista, dietro a Dzeko, ha inserito Iago Falque con il compito di soffocare Biglia. In fase difensiva, però, ecco il 4-1-4-1, cioè il sistema di gioco vincente del derby da Champions del campionato scorso: con Vainqueur a schermare Manolas e Ruediger. Salah e Gervinho si sono, invece, sacrificati, allineandosi a Nainggolan e Vainqueur. I biancocelesti, sotto dopo 10 miniti, hanno provato a replicare solo fino alla metà del primo tempo, appoggiandosi su Felipe Anderson: a parte la traversa, però, nessun brivido per Szczesny. Proprio come il 25 maggio, 2 tiri nello specchio e 2 gol per la Roma, di nuovo spietata davanti a Marchetti. E che, in questa stagione, vince sempre quando passa in vantaggio: già 9 volte (8 in campionato).

NERVI SCOPERTI Tagliavento, concesso il rigore alla Roma, è andato in tilt. Ha perdonato Gentiletti: niente secondo giallo (quindi rosso) per fallo su Gervinho nel primo tempo. Nella ripresa ha salvato Radu, spinta a Florenzi. E, sempre nel secondo tempo, non ha visto l’entrata di Lulic sulla caviglia di Salah che ha dovuto lasciare il campo. Garcia non ha fatto una piega: Florenzi a destra. Pioli, dopo aver sostituito Djordjevic con Klose che però non è andato meglio del compagno, ha invece cambiato strategia solo quando Gervinho ha segnato il 2 a 0, abbandonando il 4-3-3 e scegliendo il 4-2-3-1. Per la modifica, dentro il giovane Keita per Radu, con Lulic terzino e Felipe Anderson trequartista. Ha poi chiuso con il 4-2-4, togliendo Candreva e provandoci pure con Matri. I giallorossi hanno atteso la fine con il loro Keita davanti alla difesa che ha resistito senza incassare gol (era successo solo a Frosinone il 12 settembre), con Iturbe a scattare a sinistra e con Garcia a godersi l’imbattibilità nei derby.

Fonte: MESSAGGERO - TRANI

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